Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di dicembre 2019/gennaio 2020

 

Dicembre 2019/Gennaio 2020

ESSERE DONNA
Quando prendi coscienza di te
capisci le tue potenzialità,
sei in grado di valutare
le tue capacità, i tuoi limiti,
allora puoi lasciare libero il tuo pensiero
che vaga per l’universo,
perché l’hai raggiunto: è dentro di te.
Scopri così di non essere più sola …
Se ti accetti come sei, puoi anche volare!
Licia Fontanot

Nel-Mardi proposte e incontri speciali
Nel-Mar…di attenzione per le cose belle
Nel-Mar il pensiero che ci unisce

Licia Fontanot

 

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI 

Promemoria per le socie e simpatizzanti che partecipano al laboratorio “La Botanica nel piatto”: le lezioni riprenderanno in primavera. Naturalmente, sarà nostra attenzione informare le interessate.

5 novembre, presso la Biblioteca comunale abbiamo incontrato Isabella Flego che ci ha presentato il suo libro di poesie “Alla finestra della vita”, di cui trovate qualche articolo all’interno di questo numero del nostro giornalino.

27 novembre ore 18, si riunisce la Consulta delle Associazioni per abbozzare il progetto che sarà presentato nel 2020.

30 novembre, consegna degli addobbi da appendere agli alberi di Natale posizionati nelle piazze della nostra città.

3 dicembre ore 16.30, consueto incontro presso il locale Marconi.

6 dicembre alle ore 16, accensione dell’albero di Natale posizionato in piazza Marconi e mercatino di oggetti natalizi finalizzato all’aiuto dei bambini terremotati.

12  dicembre, ore 19, cena di Natale presso il ristorante “Osteria Belvedere”, Via Vivoda, 2 –  Muggia Vecchia.  Vedi menù proposti a pag. 35. 

Tutti i prossimi appuntamenti del nostro Coro A.I.D.A:

15 dicembre ore 16.30, presso la parrocchia Nostra Signora di Lourdes, via Monte Mangart, 2/1, (Altura) parteciperanno anche i cori Edelweiss e Milleluci di Trieste.

28 dicembre ore 10.15, il nostro coro farà visita agli ospiti della Casa di Riposo di Muggia.

29 dicembre ore 10.30, canterà a Zindis dopo la S. Messa. Sarà ospite il coro degli AFASICI di A.L.I.CE.

10 gennaio ore 19, dopo la S. Messa canterà presso la Basilica di Muggia Vecchia.

12 gennaio ore 18, il nostro coro canterà a Trieste nella chiesa di S. Maria Maddalena, via Pagano (Coloncovez). La partecipazione rientra nell’evento organizzato da USCI per Tergeste Chorus Natale 2019.

30 gennaio ore 10.30 riunione del Direttivo, presso la nostra sede. 

ATTENZIONE NUOVO PUNTO D’INCONTRO MENSILE!!

Per dare a tutte le socie l’opportunità di poter raggiungere, con facilità, il punto d’incontro mensile, vi comunichiamo che tutti i nostri incontri del nuovo anno si terranno presso il bar stadio che si trova in via XXV aprile. Pertanto, ci vediamo:

martedì 4 febbraio 2020 ore 16.30 presso il BAR STADIO  Viale xxv aprile, 41
È facile arrivare e anche per trovare parcheggio. Vi aspettiamo numerose!

Poiché questo è l’ultimo giornalino per quest’ anno, colgo l’occasione per ringraziare tutte le socie per la collaborazione offerta.

Auguro a tutte un Felice Natale e soprattutto un mondo di… salute, il dono più prezioso.

                                                                                                                                            Paola

 

Per le festività natalizie la sede rimarrà chiusa dal 17 dicembre 2019 al 30 gennaio 2020

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE

3 dicembre – Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità

È un’occasione per parlare di disabilità e riaffermare per un giorno nel panorama generale l’attenzione sulla condizione delle persone disabili e delle loro famiglie.

 

 

 

5 dicembre – Giornata internazionale del volontariato per lo sviluppo economico e sociale

Lo scopo della giornata internazionale del volontariato è quello di riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo.

L’attività di volontariato è quella di sostenere le iniziative di pace, gli aiuti umanitari e di assistenza medica, il monitoraggio dei diritti umani e il supporto di organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

6 dicembre festività S. Nicola 

10 dicembre 2019 – Giornata Mondiale dei Diritti Umani

Lo scopo della giornata è educare e sensibilizzare tutti al rispetto dell’uomo in quanto tale e ricordare i passi compiuti dalla società verso il rispetto di tutti gli esseri umani, contro la schiavitù e la soppressione dei diritti individuali.

20 Dicembre – Giornata internazionale della solidarietà umana

La solidarietà può essere un’arma straordinaria, è infatti in grado di unire le persone che insieme possono opporsi con maggiore efficacia  all’ingiustizia.

25 Dicembre – S. Natale

26 Dicembre – Santo Stefano

31 Dicembre – Ultimo giorno dell’anno 

1° gennaio – Capodanno – Giornata Mondiale per la Pace 

6 gennaio – Epifania 

27 gennaio – Giorno della Memoria (Shoah)

Nota: la maggior parte delle notizie sono state tratte da internet…
Fonti: https://www.aism.it/www.wikipedia, www.almanacco,

OSTEOPOROSI PREVENZIONE ATTRAVERSO L’EDUCAZIONE AL MOVIMENTO

Giovedì 24 Ottobre presso la sala Millo di Muggia ho avuto il piacere di parlare, in una mia conferenza, di osteoporosi, una malattia frequente che spesso avanza in modo insidioso e silenzioso poiché non presenta alcun sintomo, almeno fino a quando non avviene una frattura. Alimentazione scorretta e l’avanzare dell’età sono solo alcuni fattori di rischio, la sedentarietà e l’assenza prolungata di carico in seguito a un infortunio o a una malattia sono tra le cause principali dell’invecchiamento dell’osso. L’educazione motoria e la pratica regolare di esercizio fisico diventano uno degli strumenti fondamentali per migliorare le condizioni generali di salute e, senza voler sostituire specifici trattamenti farmacologici, rappresentano sicuramente un aspetto fondamentale in termini di prevenzione.

L’osteoporosi può essere contrastata attuando una prevenzione fin dalla giovane età attraverso una dieta ricca di calcio, un adeguato apporto e sintesi di vitamina D e la pratica regolare di attività fisica, soprattutto all’aria aperta, in modo da massimizzare così il picco di massa ossea che avviene intorno ai venti anni. In adulti e anziani che diventano tendenzialmente sedentari, è possibile intervenire significativamente, per ridurre il pericolo di fratture, promuovendo la consuetudine all’attività motoria e la ginnastica in palestra.

La ripetizione di carichi regolari sulle ossa aumenta significativamente la loro densità e permette di costruire le riserve di tessuto osseo; previene e ritarda la riduzione della massa ossea dovuta al fisiologico invecchiamento ed è fondamentale nella prevenzione delle cadute, responsabili della maggior parte delle fratture da osteoporosi.

Le cadute spesso non sono dovute a circostanze pericolose ma la maggior parte avviene banalmente in casa. Solitamente avvengono per condizioni fisiche scadenti, la riduzione della forza degli arti inferiori, la difficoltà di equilibrio e la mancanza di destrezza e coordinazione.

Fare esercizio fisico diventa fondamentale.

Il concetto principale è che è possibile adottare uno stile di vita più attivo a ogni età cominciando con attività sicure e proseguendo con un ritmo adeguato alle capacità individuali di ciascuno. L’attività in palestra, con personale qualificato è solo l’inizio per proseguire poi con uno stile di vita attivo durante la settimana. Salire e scendere le scale, passeggiare, camminare all’aria aperta, ballare, sono solo alcuni esempi per combattere la sedentarietà e impedire alle abitudini moderne di deformare il corpo fino a portarlo a cattivi atteggiamenti posturali o quadri patologici.

                                                               Martina Adriani – Prof. di Educazione Fisica

 

Alla finestra della vita – presentazione della raccolta di poesie di Isabella Flego

Martedì 5 novembre è stata nostra ospite Isabella Flego, in occasione della pubblicazione della sua raccolta di poesie. Insegnante e preside, scrittrice e poetessa (ha ricevuto riconoscimenti in Italia, Croazia Slovenia), presidente dell’Associazione PO-EM (Pari Opportunità ENAKE-MOZNOSTI), ha collaborato con la nostra associazione facendo parte della giuria del Concorso Letterario; nel 2016 ha presentato il suo libro” Memorie da sopra l’Equatore” (Premio Golfo di Trieste 2018) e in seguito altre pubblicazioni dell’Ass. PO-EM.

Nella postfazione della raccolta Nelida Milani Rrugljac scrive così: “Tutti i temi della Flego attraversano il cuore, quelli della vita quotidiana, degli affetti familiari, della suggestioni della natura, dell’incontro sensibile con se stessa e con gli altri nella comune e spesso difficile battaglia esistenziale”.

Il suo ricordo nostalgico è collegato alla rievocazione di Arsia, il paese di minatori dove nacque (“Nel denso odore di carbone io nacqui”), della madre “farfalla luminosa”, del padre minatore e dei compagni “angeli neri” e delle tragedie dei “185 cigni neri carbonizzati”.

Molte sono le poesie ispirate dalla natura, altre dedicate ai sogni e ai desideri della giovinezza e alle varie fasi della vita. Significativi i versi finali di “Il mio piccolo io”:

(…)

Ora ho dentro tutte le età

Attendo col mio carico 

Il canto che si leva

Dalla notte eterna

Sbarrato all’orizzonte dell’ultimo velo

Che stenderà sui miei occhi

Alla luce del commiato

(pag. 45).

A differenza della prosa (romanzi, racconti), la poesia per essere capita ed apprezzata ha bisogno di un’introduzione, di una spiegazione da parte dell’autore-autrice. Tale è stato il commento di Isabella durante la sua conversazione con Paola Serra. I suoi versi nascono dalla sua esperienza di vita, dalle sue memorie, esprimono le sue sensazioni, i suoi principi fondamentali. Durante la lettura e l’interpretazione delle sue parole, trasformate in linguaggio poetico, ha trasmesso a noi ascoltatrici tutte le sue emozioni.

Grazie, Isabella, per il pomeriggio tranquillo ed istruttivo. Incontri di questo genere contribuiscono ad arricchire ciascuno di noi.

                                                                       Liliana C.

Una persona speciale: Isabella Flego

“A Luciana con simpatia”, “A .…… con in ricordo di una serata tra amiche”, “A ….… con affetto” sono solo alcune delle dediche che la scrittrice Isabella Flego ha scritto sui libri per le socie alla fine della presentazione del suo ultimo lavoro “Alla finestra della vita” il 5 novembre.

Non si è risparmiata nel dedicare a ciascuna di noi parole diverse: di amicizia, di solidarietà di coraggio, di conforto, come se ci conoscesse, come un’amica, così come non si è risparmiata nel raccontare, anzi, “raccontarsi” come ha voluto precisare, rivelando anche un po’ di imbarazzo, la storia della sua vita, il suo viaggio interiore, attraverso poesie che descrivono i luoghi, le persone, gli affetti e soprattutto le emozioni vissute nella cittadina natale di Arsia in Istria e non solo. Un luogo splendido, ha esordito l’autrice e descrivendolo le si sono illuminati gli occhi come accade a tutti noi quando diventiamo adulti perché conserviamo un ricordo stupendo dei luoghi in cui siamo nati e cresciuti. Un luogo bello che però ha visto consumarsi anche tragedie terribili in una miniera dove gli uomini del paese lavoravano gran parte della giornata o l’intera notte. E tragedia ancora più toccante è stata la perdita della sua mamma quando in un istante senza accorgersi si diventa adulti. Ma dalla tristezza e melanconia ecco che nasce un inno alla gioia per la sua nipotina, la “fatina” sorridente. Nelle sue poesie si coglie un continuo contrasto tra la luce ed il buio, che per me rappresenta il susseguirsi continuo del bene e del male, del bello e brutto, proprio come accade nella vita. Il trascorrere di una lunga vita che ora, con una punta di nostalgia, l’autrice può permettersi di osservare da una finestra.

Ascoltare Isabella Flego mentre recitava le sue poesie è stato veramente emozionante, ogni parola nasconde un significato profondo, un ricordo, un’emozione intensa che non è immediatamente comprensibile: bisogna soffermarsi e riflettere. La poesia è lentezza, delicatezza, va assaporata piano piano. Mentre ascoltavo la sua voce tiepida e ferma che leggeva e commentava alcune poesie o raccontava aneddoti riferiti alle vicissitudini storiche, non ho potuto fare a meno di ricordare mio padre che fin da piccola mi raccontava la sua infanzia con tutte le difficoltà che la vita gli aveva riservato, difficoltà che però lo hanno forgiato nel carattere e gli hanno consentito di affrontare la vita ed amarla in tutte le sue sfaccettature.

È stato il mio secondo incontro con Isabella Flego, ma questa volta l’autrice è riuscita a toccare profondamente il mio cuore. “Conoscere il nostro passato ci fa capire meglio il presente” è il messaggio di Isabella.

                                                                                     Luciana

Viaggio nello Sri Lanka

Tutto avviene così, quasi per caso: la voglia di fare un viaggio, di allontanarsi dalla solita routine quotidiana; cerchiamo nelle varie agenzie e ci troviamo davanti alla possibilità di andare nello Sri Lanka. Il numero di persone che doveva partecipare era minimo, perciò è saltato il tour ma, ormai decise a cogliere l’attimo e visitare un posto sconosciuto, abbiamo deciso di partire da sole per un’avventura che si è rivelata positiva.

Preparati i bagagli, definite alcune formalità, saliamo sull’aereo che ci porterà a destinazione la notte del 31 ottobre per arrivare a Negombo alle 2 di notte del 1 novembre. Il fuso orario è avanti di 4 ore e mezzo rispetto a noi. Ad attenderci Budhikka la nostra guida cingalese che parla un perfetto italiano e ci farà scoprire un bellissimo paese, immerso nelle rigogliose foreste, piantagioni di frutta, coltivazioni di thè e spiagge sabbiose, ricco di colori, di storia e di serena pace.

Lo Sri Lanka, anticamente chiamata Ceylon, è una Repubblica Democratica Socialista, un’isola dell’Oceano Indiano a sud dell’India. La sua capitale è Colombo, le lingue parlate sono cingalese, tamil e inglese mentre la moneta locale è la rupia. Per la sua caratteristica forma è chiamata “lacrime d’India”.

La popolazione vive prevalentemente di agricoltura e turismo.

La nostra prima esperienza è stato un safari nel Parco Nazionale di Minnerija a bordo di una jeep che ci ha letteralmente scombussolate a causa del terreno pieno di buche, ma nella grande pianura è stato possibile osservare molti elefanti che passeggiavano tranquilli nel loro spazio naturale, pulito e ben curato.

Poi Budhikka  ci porta a Sigiriya, un grande masso di pietra rossa che si eleva sulla pianura, alla sua base il sito archeologico di un antico palazzo circondato da fortificazioni, giardini, fossati, viali, fontane e vasche acquatiche fino ad arrivare alla porta d’entrata “La Rocca del Leone”, per la presenza di un enorme statua raffigurante il felino di cui ora rimangono solo le zampe. Ci inerpichiamo per 1200 scalini di una moderna scala attorno alla roccia, le pareti decorate con affreschi in parte visibili e un muro “a specchio” detto così per la superficie liscia e riflettente. Sulla sommità piatta una vista mozzafiato sul paesaggio sottostante.

 Nel paese la religione predominante è il buddismo, seguito dall’induismo e con una percentuale anche di cattolici, ma noi visitiamo soprattutto templi buddisti come il “Tempio d’oro o il Tempio delle grotte” a Dambulla, una costruzione scavata nella roccia con molte grotte. Le principali attrazioni si trovano nelle prime cinque e comprendono una collezione di statue di diverse dimensioni del Buddha nelle varie fasi della vita, molti affreschi sulle pareti e soffitti eseguiti da un famoso artista buddista. Anche questo luogo come Sigiriya è patrimonio dell’Unesco.

Visitiamo anche un giardino delle spezie, facciamo conoscenza con molte piante a noi sconosciute, nei nostri negozi si vendono solo polvere o semi di curry, cardamomo, pepe, curcuma, qui la lista è lunghissima. Nello Sri Lanka viene praticata la medicina ayurvedica che si serve di prodotti naturali per il benessere psicofisico della persona. Alla fine di una giornata facciamo anche un massaggio ayurvedico eseguito da mani energiche che ci rivitalizza e ci riempie di energia.

Visitiamo poi “Il Santuario del tempio del Dente” un luogo di culto. Al suo interno è custodita una reliquia molto preziosa, il “dente del Buddha”; secondo la leggenda il dente fu preso dalle fiamme e portato a Kandy, una bella cittadina attorniata da un grande lago artificiale. All’interno del grande complesso religioso si cammina a piedi scalzi, in mezzo ad una folla di buddisti in preghiera recanti ciotole di fiori in omaggio alla loro figura spirituale, “l’Illuminato”.

E ancora, un giardino botanico: camminiamo per due ore nella folta vegetazione con alberi secolari, immensi prati e piante esotiche, attraversiamo un ponticello e lì ci accoglie un acquazzone improvviso che ci costringe al riparo sotto una provvidenziale gloriette. Lunghi spostamenti in macchina lungo strade contornate da alberi di banane e di cocco giallo, ci fermiamo ad una bancarella: la giovane ragazza che serve la frutta taglia il cocco per noi e ci fa gustare il succo con una cannuccia, delizioso.

Il traffico è fatto prevalentemente di autobus di linea dai vari colori, molti tuk tuk (motocicli coperti) di servizio taxi.

Ai lati bancarelle di frutta e verdura, tutto ordinatamente esposto. Attraversiamo cittadine con negozi allineati e aperti con la merce esposta praticamente in strada, il clima caldo e umido di un’unica perenne estate. Cambiamo molti alberghi lussuosi con tavolate di cibo a buffet, molti camerieri, tutti giovani che accolgono il turista in maniera impeccabile vestiti con eleganti divise.

Arriviamo a Pollanaruwa, un grande sito archeologico religioso, da girare in macchina o in bicicletta. Ci sono i resti di un palazzo reale molto ben conservato risalente all’XI secolo con viali e giardini, una piscina e naturalmente molte statue del Buddha, perciò in alcuni passaggi è d’obbligo camminare scalzi (noi ci copriamo con i calzini).

Ma la nostra impresa più importante è stata la scalata al Grand Adamas’ Peak, un monte alto 2230 metri. Partiamo dall’albergo a quota 1252 alle 2e30 di notte, con un ragazzo (alla sua 609 salita) a farci da guida e torcia alla mano. Questa è una montagna sacra e meta di pellegrinaggio per ben quattro religioni, per i cristiani e mussulmani è il luogo dove arrivò Adamo dopo la cacciata mentre i buddisti e gli indù credono che sulla cima ci sia l’impronta rispettivamente di Buddha e Shiva. Questo monte era conosciuto anche da Marco Polo perché è citato nel suo libro “Il Milione”.

Cominciamo a salire nel buio totale i 5000 gradini che portano alla cima, attorno a noi giovani ragazzi che salgono agilmente almeno nel primo tratto, lentamente la luce del giorno arriva e la bellezza del luogo sovrasta la fatica che comincia a farsi sentire; arriviamo in tempo alle ore 6 per vedere il sorgere del sole. Purtroppo il Tempio è chiuso, non riusciamo a suonare la campana dell’arrivo ma siccome fa freddo ci consoliamo con una buona tazza di tè caldo e riposiamo un po’ prima di guardare lo spettacolo che offre la natura e prepararci per la discesa di altri 5000 scalini.

Non solo foreste, campagna e immense risaie nello Sri Lanka ma anche belle cittadine, come Nuwara Eliya, situata al centro di estese piantagioni di tè, soprannominata la “Piccola Inghilterra” perché ricorda alcuni paesaggi inglesi, case in mattoni scoperti, tetti in legno, campi da golf e da cricket, prati per lunghe cavalcate, svaghi preferiti dagli inglesi. Le giornate in quella provincia sono freddine, è l’unico posto dove vengono usati i termosifoni. Ci accoglie un albergo in stile Vittoriano, con grande meraviglia troviamo fra le lenzuola una borsa con l’acqua calda e a tavola il cameriere molto ossequioso ci serve con i guanti bianchi.

Prendiamo un treno, che ci porta ad Ella, la ferrovia è un passaggio d’obbligo perché attraversa estesi campi per la coltivazione del tè, un’ora di viaggio con un convoglio che ad ogni fermata sembrava dovesse perdere dei pezzi tanto era il rumore di ferraglia, però il paesaggio che si vede attraverso i finestrini è una meraviglia, infatti tutti i passeggeri sono incollati ai vetri o addirittura con la testa fuori e la macchina fotografica sempre attiva.

La raccolta del tè è un lavoro esclusivamente femminile, in un paesaggio verde smeraldo con terrazzamenti in pendenza, un sacco in spalla e otto ore lavorative. Le brave lavoratrici raccolgono l’ultima fogliolina cresciuta della pianta fino a raggiungere i 18 Kg a conclusione della giornata. Il raccolto viene poi portato alla fabbrica dove altre donne selezionano il prodotto e, con varie fasi di lavorazione attraverso macchinari manuali in ambienti polverosi, odorosi e rumorosi, sempre sorridenti, lo dividono nelle differenti varietà per essere poi spedito nelle varie parti del mondo. Il te dello Sri Lanka, detto “oro verde”, è molto famoso infatti lo Stato è il 4° produttore di tè nel mondo. Alla fine della visita ci offrono una bollente e profumata degustazione. I sirlankesi sono un popolo semplice e hanno tutti un sorriso disarmante, la nostra guida ci racconta che a scuola oltre ad insegnare le varie materie le maestre raccomandano sempre agli alunni di sorridere.

Il lungo percorso turistico ci porta ancora ad un safari nel Parco Nazionale dello Yala, un’enorme distesa di foreste, praterie e lagune. Saliamo su una jeep di lusso, l’autista molto esperto ci conduce ad esplorare per circa due ore la zona, vediamo nel loro habitat naturale elefanti, coccodrilli, miriadi di uccelli, scimmie, diversi pavoni, cervi pomellati addirittura un leopardo accovacciato su un ramo d’albero, insomma un fantastico mondo di diverse specie animali. In una radura vicino all’Oceano ci fermiamo e la guida ci fa notare una semplice struttura in ferro che simboleggia l’onda del mare, sorta in ricordo del terribile tsunami che ha sconvolto le coste dell’isola nel 2004.

Ultimi due giorni in perfetto relax, un lussuoso albergo sull’Oceano Indiano. Lasciate le valige mettiamo il costume da bagno e ci immergiamo con un po’ di timore nelle acque ondose protette da una barriera di scogli e musicate da un sonoro frastuono. L’albergo ha una grande piscina con lettini e asciugamani rigati che i camerieri si affrettano a servire ai numerosi clienti, e così tra una nuotata, una passeggiata sulla calda  sabbia, un po’ di riposo prendendo il sole sdraiate comodamente, con graziosi scoiattoli che saltano intorno, pranzi e cene di cibo cingalese che ci ha infiammato la bocca, ci prepariamo moralmente alla fine di una vacanza strepitosa che ci ha fatto conoscere una realtà molto lontana dalle nostre solite abitudini.

Grazie a Budhikka che è stato una guida molto competente ed esauriente nelle sue spiegazioni: serio, affidabile, disponibile e con una carica di allegra simpatia.

 

 Nelda e Ornella C.

P.S.: Abbiamo imparato a scrivere i nostri nomi in cingalese:

Nelda                                                                                                                                    Ornella                                                                                                                            

MATERA: CAPITALE DELLA CULTURA EUROPEA

Matera con i suoi 60.000 abitanti è il comune più esteso della Basilicata ed è conosciuta in tutto il mondo come la “Città dei Sassi”. I Sassi, dichiarati nel 1993 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, rappresentano il nucleo originario sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e in seguito modellate in strutture sempre più complesse. È il primo sito dell’Italia meridionale a ricevere questo riconoscimento con la motivazione (prima al mondo e poi usata anche per altre realtà) di “paesaggio culturale”. Gli antichi rioni chiamati Sassi, insieme con le cisterne e i sistemi di raccolta delle acque, sono l’elemento tipico e inconfondibile di Matera. Si tratta di originali e antichi aggregati di case scavate nella calcarenite, a ridosso di un profondo burrone, la “Gravina”.

Le origini di Matera sono molto remote. Il suo territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani risalenti al Paleolitico. Essa è stata inoltre la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti (21 settembre 1943), evento che purtroppo costò la vita a diversi civili e militari per il cui sacrificio la città fu insignita della Medaglia d’argento al valore militare. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi a causa del loro degrado e incentivò la costruzione di nuovi quartieri residenziali che ospitarono circa 15.000 persone.

L’architettura irripetibile dei Sassi racconta la straordinaria capacità di adattamento dell’uomo all’ambiente e al contesto naturale. Nel corso del tempo infatti alle grotte originarie si sono aggiunte quelle scavate nella nuda pietra dai vari abitanti i quali vivevano però in condizioni di estrema povertà, analfabetismo e in pessime condizioni igieniche. Carlo Levi definì i Sassi una sorta di “mostro infernale dalle mille occhiaie vuote dentro cui vive e si agita una brulicante umanità, senza aria né luce, in ambienti unici che servivano ad un tempo da cucina, camera da letto, stalla e fienile”. Le grotte erano inoltre malsane e umide e infatti le malattie più frequenti tra i contadini materani erano quelle reumatiche e respiratorie insieme a febbre tifoide e tubercolosi. Matera è stata da sempre capace di proiettarsi nella comunità internazionale, dimostrando tenacia e spiccata disponibilità al cambiamento e al superamento di stereotipi culturali. Degno di nota è anche l’impegno congiunto di cittadini, associazioni, enti e istituzioni a favore di diverse iniziative di ampio respiro e notevole spessore. Era inevitabile e anche doveroso quindi che venisse nominata “Capitale europea della cultura”, insieme alla città bulgara di Plovdiv. Fino al 20 dicembre 2019 infatti sono previsti vari eventi culturali per rilanciare l’immagine della città, puntando sulle eccellenze locali (musei, biblioteche, palazzi storici, parchi, siti archeologici…), in un’ottica di sviluppo, scambi, contaminazioni e incroci con realtà nuove, come del resto recita lo slogan scelto per l’occasione “Open the future”: futuro aperto a novità, confronti e ricerca. Matera è la quarta città italiana (dopo Bologna, Firenze e Genova) a ricevere questo riconoscimento e la prima in assoluto nel Sud Italia.

Matera è al centro di un incredibile paesaggio rupestre che conserva un grande patrimonio di storia e tradizioni, spesso scelto come set per film e fiction. È una città dal passato affascinante e suggestivo: terra di confine, di conflitti, competizione e fusione tra luoghi, civiltà e culture differenti. È un comune che da sempre ha tentato di difendere dai canoni dell’urbanistica europea un habitat unico al mondo, pieno di storia, ricordi ed emozioni. Oggi più che mai si punta su riqualificazione, recupero sostenibile e riconquista dell’identità perduta. Nessun visitatore rimane indifferente dinanzi a uno spettacolo così intenso e magico. Ogni pietra parla di sudore e sangue; di lotte e lacrime; di fatica e fede. In ogni angolo si respirano: mistero, brividi, passioni, contrasti, dolori. Carlo Levi disse: “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua debole bellezza”. E infatti questa città, pur essendo stata ferita più volte, non ha mai perso fascino, coraggio e dignità. Cosa ci insegna questa città lucana? Senza dubbio la costanza, la tenacia, l’attaccamento alle tradizioni e ai valori più semplici e genuini (famiglia, terra, lavoro), ma anche un’indiscussa apertura verso le novità; un incredibile spirito di tolleranza  e rispetto che, a prescindere dal riconoscimento ricevuto quest’anno, hanno fatto da tempo di questa realtà una fucina di primati,  talenti e ricchezze non solo italiane ma europee e mondiali; un esempio di determinazione, rinascita e speranza fondate su sentimenti forti, universali e inestimabili.

  www.nunziapiccinni.it

Ciao, sono Claudia Vascotto del coro A.I.D.A.

Si avvicinano le festività natalizie e stiamo andando verso la fine di questo tumultuoso anno, momento ideale per fare un resoconto di come sono andate le cose.

Desideravo mandarvi un saluto prima di rimanere inghiottita dal turbine delle giornate intense come ogni dicembre mi accade.

Oggi è trascorso esattamente un anno da quando siamo stati col coro  a cantare in Vaticano ed il mio pensiero va a tutte le emozioni vissute in questi giorni, ma anche durante tutte le attività annuali, le gite  e i momenti che abbiamo trascorso… Ripenso a quante belle persone ho conosciuto dal 2011 ad oggi e a quante cose inaspettate ho vissuto:  ai vari concerti  a Muggia, a Trieste, alla radio e in trasferta  a Roma e in Val Pusteria. Voglio ringraziarvi di cuore perché davvero quando ho iniziato non sapevo nemmeno se potevo permettermi il lusso di una prova settimanale e ogni tanto un concerto, e invece… inaspettatamente nel bene o male sono ancora qui e, grazie alla generosità del Maestro Nicola che ha creduto in me e mi ha dato tanto spazio per crescere, sto imparando davvero molto. Mi ha reso molto felice vedere che molte persone seguono il nostro percorso e vengono a sentirci e a sostenerci, è davvero una cosa splendida. Ne ho passate tante ma ho avuto modo di sentirmi sostenuta e appoggiata nel momento del bisogno da molte persone conosciute in associazione e devo dire che ciò mi ha fatto capire l’importanza del non sentirsi soli per continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà. Mi è piaciuto vedere l’energia che ognuno mette nelle varie attività per dar vita a tante occasioni di crescita: chi con gli scritti, chi con le creazioni di quadri o oggetti, la preparazione delle lotterie a premi, l’organizzazione degli eventi e delle riunioni, il blog…

Inoltre mi è piaciuto molto sia andare a vedere la mostra dell’artigianato della creatività femminile e scoprire talenti nascosti di persone che non conoscevo sia partecipare alle gite dove ho incontrato persone che mi hanno raccontato una parte della loro storia. Bello davvero sentirmi parte di questa cosa nata più di 20 anni fa. Per non parlare della festa di questo importante anniversario lo scorso anno, è stata davvero il culmine. Mi sono sentita davvero orgogliosa quando ho letto l’articolo sul giornale ed ho riflettuto sul lavoro svolto da tante persone assieme; trovo che sia una cosa straordinaria. Mi auguro di poter dare ancora il mio piccolo contributo a lungo e di poter tornare spesso nella mia amata Muggia assieme a voi. Vi auguro tanta serenità e di trovare sempre persone che con la loro grinta abbiano voglia di spronarci a continuare questa bellissima avventura. Volere è potere… tutto il resto sono scuse

                                                                                            Claudia

 

LA MAGIA DEL NATALE

Il periodo più magico dell’anno è senza dubbio quello natalizio, preceduto da raccoglimento e meditazione durante l’Avvento e atteso da adulti e bambini per una serie di tradizioni che da sempre solleticano fantasie e pensieri in un turbinio di emozioni, ricordi, sogni e desideri che però spesso ci fanno dimenticare origine e significato di questa festività così importante in svariate parti del mondo. Cominciamo dalla data in cui si celebra questa ricorrenza e che non è la stessa per tutti: per i cattolici protestanti e ortodossi (secondo il calendario gregoriano) è il 25 Dicembre; per le chiese ortodosse orientali il 6 Gennaio; per gli ortodossi che seguono il calendario giuliano il 7 Gennaio; nella chiesa armena apostolica di Gerusalemme il 19 Gennaio e in quella ederica di Sanaa il 30 Maggio. In base al Cristianesimo, a partire dal III secolo, il 25 Dicembre si festeggia la nascita di Gesù, avvenuta a Betlemme per mezzo della Vergine Maria, in una data sconosciuta dato che il giorno non è indicato nei Vangeli o in altri scritti contemporanei. Diverse sono le ipotesi circa le origini storiche. Natale è un termine latino che significa proprio “giorno di nascita di Cristo”. Nell’antica Roma dal 17 al 24 Dicembre si celebravano i Saturnali, in onore di Saturno, dio dell’agricoltura, durante i quali avvenivano scambi di doni e sontuosi banchetti. Col tempo alla tradizione cristiana furono adattate molte usanze pagane, specie nel Medioevo quando i missionari cominciarono la conversione dei popoli germanici.

La Natività di Gesù è uno dei maggiori temi dell’arte cristiana (pittura, scultura, letteratura, cinema, musica sacra). Questa ricorrenza si è trasformata quasi ovunque in un grande evento in termini commerciali ed economici. Alle credenze religiose si sono aggiunte un po’ alla volta tanti riti pagani, derivanti per lo più dal Nord Europa: albero di Natale, addobbi, regali, panettone, panforte, torrone, Babbo Natale, agrifoglio, vischio, stella di Natale. A prescindere da quelle che possono essere le varie fedi religiose, il Natale potrebbe essere interpretato a mio avviso come metafora di rinascita, riscatto e risalita dopo periodi di difficoltà che tutti attraversiamo. Quelle luci decorative potrebbero rappresentare dei fari capaci di illuminare le oscurità della vita. Quei regali offerti con affetto e generosità potrebbero indicare il bisogno dell’essere umano di condividere con gli altri gioie e dolori, perché non siamo isole o macchine, ma anzi abbiamo tutti un cuore bisognoso di carezze, conforto e calore. E infine tutti i buoni propositi che di solito accompagnano l’inizio del nuovo anno andrebbero visti come strumento di riflessione su limiti e potenzialità e come occasione di crescita e miglioramento, perché in ogni istante si cambia, ci si rinnova e si impara in un incontro reciproco, solidale e costruttivo.

                                                                                          Nunzia Piccinni

GIARDINAGGIO consigli per dicembre 

Il mese di dicembre sarà un mese di riposo.

Solo piccoli lavori:

–  preparare i terreni per le prossime semine ed annaffiare i vasi messi a riparo.

 

NOTIZIE UTILI – Insetti dannosi per l’orto

Afidi
Colpiscono foglie e fiori e crescono in modo irregolare.Difesa: distribuire prodotti naturali a base di AZADIRACTINA – piretro macerati nell’aglio e cipolla.
Cimici Di forma pentagonale e puzzolenti. Si trovano sui pomodori, melanzane, zucchine e meloni.
Difesa: sono difficili da debellare. Per eliminarli usare insetticidi a base di aglio, assenzio, ortica, tanaceto e nicotina, da trattare la mattina presto.

Coleotteri perforanti
Detti pulci dei tuberi: Proliferano da maggio ad agosto su patate, pomodori e melanzane.
Difesa: piretro, rotenone, aglio e cipolla.
Calabroni
Attaccano pomodoro, melone ed anguria. Essi rodono la polpa ed il frutto è da buttare.
Difesa: coprire le piante con reti o mettere sull’albero bottiglie tagliate a metà ed appese con acqua e miele.

AUTUNNO 

Xe nuvoli,                                                                         

che i se cori drio,

grigi, pieni de piova.

Sciroco che sufia forte,

el mar xe de piombo,

i cucai fa fadiga a svolar.

Oh, un picio ragio de sol,

che dura un niente.

Semo novembre e xe caldo,

atorno de noi bastanza verde,

poche le foie cascade

i musati nò mola.

Speremo che vegni fredo e bora

e che le robe se meti a posto con la stagion.

Gabriella G.

 

 

COME FARE

Come pulire i fuochi del piano cottura in modo naturale

Ogni volta che cucini, il piano cottura dovrebbe essere pulito in maniera approfondita. Spesso però per mancanza di tempo ciò non avviene. Oltre al piano cottura vero e proprio, sarebbe fondamentale sgrassare i bruciatori e gli sparti fiamma.

Ecco un metodo naturale, semplice e veloce per farlo.
Ingredienti: aceto bianco, acqua bollente, bicarbonato di sodio
Procedimento:
Rimuovi i bruciatori e gli sparti fiamma dal piano cottura
Riempi una ciotola con acqua, aceto e bicarbonato
Immergi tutto nella ciotola e lascia riposare per una notte intera
Il giorno seguente strofina i bruciatori e gli sparti fiamma con una spugnetta e risciacquali molto bene
Lasciali asciugare e inseriscili nuovamente sul tuo piano cottura

RIMEDI NATURALI: Sale caldo – il rimedio più efficace contro dolore cervicale, raffreddore e bronchite

Un rimedio semplice, economico e alla portata di tutti: il sale caldo può essere usato per alleviare alcuni sintomi molto comuni. Si può applicare a tutte le età, e il vantaggio principale è che si tratta di un rimedio completamente naturale e senza effetti secondari.
Per avere un rimedio davvero efficace è necessario usare sale di ottima qualità, come quello marino integrale o quello dell’Himalaya. È importante che il sale sia completamente naturale e non trattato.
Il vantaggio di questi tipi di sale è la loro particolare ricchezza di minerali, che vengono assorbiti dal corpo assieme al calore e possono assorbire l’eccesso di umidità.
Per preparare il sale caldo versa un pugno di sale grosso (o di più se l’area da trattare è più grande) in un calzino bianco, fai il nodo e fai riscaldare in un tegame fin quando il sale comincia a rilasciare un po’ di fumo (circa 5 minuti).
Applica l’impacco di sale caldo sulla zona colpita da dolore, facendo attenzione a non scottarti (attendi qualche minuto se il sale è troppo caldo). Applica per circa 15-20 minuti, o fin quando il sale non torni a temperatura ambiente.
Questo trattamento può essere ripetuto tutti i giorni, unica avvertenza che il sale non va riutilizzando per più di 3 o 4 volte.  Dopo va gettato via e non riutilizzato in alcun modo.
È un rimedio efficace contro: bronchite, sinusite, raffreddore, cervicale, dolore mestruale, mal di schiena, mal di denti e dolore alle orecchie. 

IL DECALOGO PER NON SPRECARE CIBO

 

RICETTE PER INSALATE INVERNALI

Per ottenere insalate fresche e colorate usiamo la verdura fresca di stagione, frutta fresca e frutta secca. Le insalate si preparano in pochi minuti e sono l’ideale per accompagnare altri piatti di carne o pesce, o come secondo leggero.

Sono ottime anche come piatto unico, per una cena veloce e leggera senza bisogno di mettersi ai fornelli.

INSALATA ICEBERG E PERA:

insalata iceberg, pera, formaggio Emmental, noci, olio evo, sale e aceto
In una ciotola capiente versiamo la lattuga iceberg tagliata sottile, aggiungiamo una pera tagliata a dadini, cubetti di formaggio emmental e gherigli di noci.
Condiamo con sale, olio extravergine di oliva e aceto. Mescoliamo per bene e portiamo in tavola.

 

 

 

INSALATA RADICCHIO E MELA:

radicchio, mela, uvetta, pinoli, sale, olio evo e succo di limone
Prendiamo mezzo cespo di radicchio tagliato sottile e mettiamolo in una ciotola capiente. Aggiungiamo una mela tagliata a cubetti, uvetta e pinoli.
Condiamo con sale, olio extravergine di oliva e succo di limone. Mescoliamo e siamo pronti per servire l’insalata.

 

INSALATA FUNGHI E RUCOLA:

funghi champignon, rucola, mais, crostini di pane, sale, olio evo, aceto
Tagliamo a fettine sottili alcuni funghi champignon freschi. Aggiungiamo la rucola spezzettata con le mani. Tagliamo e aggiungiamo un paio di pomodorini, uniamo qualche cucchiaio di mais. Completiamo con dei crostini di pane tostato.
Condiamo con olio extravergine di oliva, sale e aceto. Mescoliamo e possiamo gustare l’insalata.

 

INSALATA SPINACI E ARANCE:

spinaci freschi, arance, chicchi di melograno, formaggio grana, sale, olio evo, succo di arancia
Laviamo e asciughiamo le foglie fresche di spinaci, possiamo spezzettarle o inserirle intere in una ciotola. Aggiungiamo i chicchi di melograno e del formaggio grana in scaglie.
Puliamo un’arancia e tagliamola a cubetti, uniamola all’insalata. Condiamo con sale, olio extravergine di oliva e succo di arancia. Mescoliamo e portiamo in tavola questa insalata gustosa.

INSALATA DI CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO:

cavolo cappuccio rosso, formaggio feta, noci o mandorle, sale, olio evo e aceto
Questa è l’unica tra le insalate proposte che richiede un po’ di tempo in più, ma provatela perché ne vale la pena!
Prendiamo del cavolo cappuccio rosso tagliato sottilissimo, lo mettiamo in una ciotola e condiamo con sale, olio extravergine di oliva e aceto.
Mescoliamo e lasciamo appassire per due ore. Trascorso il tempo aggiungiamo formaggio feta a cubetti, noci (o mandorle), mescoliamo il tutto e portiamo in tavola l’insalata.

Idee per insolite insalate

  • Insalata di riso formaggio e frutta.
  • Insalata di seppie, scaglie di grana e sedano costa (il cuore tenero e bianco).
  • Insalata di patate e vienna tagliate a rondelle e condire con senape.
  • Insalata di patate, acciughe, capperi e olive nere.
  • Insalata di bianco d’uovo sodo, mais e gamberetti, eventualmente insalatina.
  • Il rosso dell’uovo sodo avanzato si frulla con olive nere, poco olio, capperi e serve per tartine.

PAGINA DELLE PROPOSTE 

Museo del Presepio

Località: TRIESTE;
Luogo: Museo del Presepio – Servola Via dei Giardini, 16 c/o ex Scuola Elementare Damiano Chiesa
Tipologia: Mostra; Visita guidata, promozione culturale;
Data: dal 1° gennaio al 30 dicembre
Consigliato per: Tutti

http://www.associazionetriestinaamicidelpresepio.com

Descrizione:
Istituito nel 2007, unico Museo del presepio in Regione, conserva ed espone circa 900 opere d’arte  presepiale che testimoniano le varie interpretazioni della Natività in Italia e nel Mondo fra movimenti e giochi di luce. Vasta è la gamma di materiali utilizzati per la loro realizzazione (carta, legno, cera, polistirolo, conchiglie, filtri di sigarette, cartone, sughero, terracotta e altri ancora).

Un particolare settore del Museo è riservato ai presepi “Triestini”, ambientati in un contesto scenografico con scorci caratteristici e significativi della città e della sua provincia. Il Museo dispone di un laboratorio presepiale a disposizione di tutti coloro che sono interessati a cimentarsi nella costruzione di un presepio.

Visita allo Spugnificio Rosenfeld

La visita, prevista a breve, a seconda delle adesioni, per un massimo di 20 persone.
Dove: strada per i Laghetti, 5 – Muggia.
Giorni: previo accordi, si può visitare l’azienda ogni giorno dopo le 17 (a fine orario di lavoro) per un minimo di 10 persone.
Il costo è di 15€ circa, ma, con accordi, si può ridurre.

PER RIDERE UN PO’

 

 

 

 

 

 

A questo menù aggiungeremo una buona torta e dei buoni prodotti per la nostra tradizionale lotteria!
Prezzo totale € 35.00
Si prega di prenotare per tempo e comunque non oltre domenica 8 dicembre a: Annamaria 3319339495 o Ornella C. 040 273261 – 3406718255

Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale“G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)
Sede operativa : c/o Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 4015 Muggia (TS)
E-mail  aida_muggia@hotmail.it; blog:aidamuggia.wordpress.com –  Telefono  040 9278281
Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17

Stampato in proprio  – Dicembre 2019

 

Basilica di Muggia Vecchia                                                 foto di Claudia Vascotto