Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di febbraio 2019

Febbraio 2019

ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto: è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei, puoi anche volare!

                                        Licia Fontanot

 

Nel-Mardi ingegno, capacità e…sacrificio         

Nel-Mar …di donne…capaci

Nel-Mar …di poesia, canto, amicizia e…tanto ancora

                                             Licia Fontanot

 

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI

Il 27 ottobre 2018, abbiamo festeggiato i 20 anni della nostra associazione. La serata è stata vivacizzata dalla presenza di Maxino.

Il 5 novembre 2018, presso la sala Millo, a cura della prof. Martina Adriani e con la collaborazione dell’Università della Terza Età – sezione di Muggia, si è tenuta la conferenza “La fabbrica del mal di schiena”.

Il 23 – 24 – 25 novembre 2018, il nostro Coro A.I.D.A ha partecipato al terzo incontro delle Corali in Vaticano per la celebrazione di S. Cecilia, protettrice di musicisti e coristi.

All’interno del giornalino troverete alcune testimonianze di quei giorni speciali, per chi ha partecipato.

Il 30 novembre 2018, abbiamo presentato gli addobbi per la partecipazione al progetto del nostro Comune “Addobba un albero”; mentre il 6 dicembre abbiamo partecipato all’accensione dell’albero posizionato in piazza Marconi e al mercatino, il cui ricavato è stato devoluto alle località della nostra Regione colpite dalle alluvioni.

29 dicembre 2018, nella chiesa di San Matteo Apostolo a Zindis, si è tenuto il concerto natalizio del coro AIDA e del coro degli Afasici di Trieste.

18 gennaio 2019, ore 10.30, presso la nostra sede di piazzale Foschiatti 1, si è tenuto il primo Direttivo dell’anno in corso.

21 gennaio, ore 18, presso la sala del Consiglio del Comune, si riunisce la Consulta delle Associazioni di Muggia. Si definirà meglio il progetto che coinvolgerà parte delle Associazioni che fanno parte della Consulta.

31 gennaio, apertura sede con i consueti orari.

5 febbraio, ore 16.30, consueto incontro mensile presso il locale Marconi – piazza Marconi. Definiremo l’inizio del corso “La Botanica nel piatto”, che sarà tenuto dalla biologa dott. Silvia Peruzzo.

6 marzo, presso la sala Millo, alle ore 16.30 in prima convocazione e alle 17 in seconda, si terrà l’ASSEMBLEA ANNUALE DELLE SOCIE.

Informiamo che il consueto incontro del primo martedì del mese di marzo non si terrà.

6 marzo, a fine assemblea annuale, per chi avrà piacere, ci troviamo per una pizza per recuperare il pranzo/cena natalizia che quest’anno non si è tenuta per motivi non del tutto dipendenti da noi. Definiremo, nel nostro prossimo incontro di febbraio, l’ora esatta e il luogo.

10 marzo, ore 16.30, esibizione del coro AIDA e del coro Edelweiss, presso la chiesa “Nostra Signora di Lourdes”, via Monte Mangart, 2 – Altura.

2 aprile ore 16.30 consueto incontro mensile presso il locale Marconi – piazza Marconi.

 

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE

1° febbraio ‘45 – diritto di voto alle donne in Italia:

Con la guerra di liberazione ancora in corso, l’Italia gettò le basi della sua futura vita democratica, allargando a tutti i cittadini il diritto a scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento e instaurando di fatto il suffragio universale, già adottato negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in diversi paesi del Nord Europa e dell’America Latina. Il Governo Bonomi III, formato da Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Liberale e Partito Democratico del Lavoro, varò il Decreto legislativo luogotenenziale n° 23/1945 che estendeva alle donne il diritto di voto. Varato dal Consiglio dei Ministri il 1° febbraio 1945 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il giorno seguente, il provvedimento nasceva, su proposta dei leader dei due maggiori partiti, il comunista Palmiro Togliatti, allora vicepresidente del Consiglio dei Ministri, e il democristiano Alcide De Gasperi, ministro degli esteri.

Fonte: almanacco/mondi.it

 

 5 febbraio – Giornata mondiale della Nutella

Pochi forse sanno che, in principio, NUTELLA® è stata creata per rimediare alla scarsità di cacao dopo la Seconda Guerra Mondiale. Pietro Ferrero, un pasticcere piemontese, ha l’idea di creare una pasta dolce con nocciole, zucchero e il poco cacao disponibile a quel tempo. Le dà la forma di un panetto, in modo da poterla tagliare e gustare su una fetta di pane, e la battezza “Giandujot”, dal nome di una celebre maschera del carnevale torinese. Il 14 maggio 1946 viene fondata ufficialmente la ditta Ferrero.

La deliziosa pasta “Giandujot” viene trasformata in un nuovo prodotto: una crema spalmabile chiamata SuperCrema. Nasce così l’antenata della famosa Nutella®.

Prova dopo prova, Michele Ferrero segue le orme del padre e, dimostrando tutto il suo estro innovativo, inventa il primo vasetto di una nuova crema a base di nocciole e cacao che però non ha ancora un nome. Grazie a un nuovo sforzo creativo, Michele trova il nome ideale per la crema spalmabile più famosa al mondo e la battezza “Nutella®”.

Fonte: http://www.nutella.com/it

 

10 febbraio – Giorno del ricordo 

È una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004, vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale 

e nell’immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale».

Fonte: internet

 

Nota:  per chi non l’avesse già visto al cinema o lo volesse comunque rivedere, segnaliamo che il film Red land – Rosso Istria verrà trasmesso in tv su Raitre il giorno 8 febbraio, in occasione del prossimo “giorno del ricordo”.

13 febbraio – Giornata mondiale della radio

La giornata che celebra la radio come strumento per migliorare la cooperazione internazionale tra tutte le stazioni del mondo e per incoraggiare le principali reti e radio perché promuovano la libertà di accesso all’informazione, la libertà di espressione ed il rispetto per le diverse culture, sulle onde della radio.

Fonte:  www.ari.it

14 febbraio – San Valentino

La festa degli innamorati! Festeggiata in tutto il mondo, ha origini antiche. Si dice che risalga al IV secolo a.C.: i romani veneravano il dio Lupercus con dei riti di fertilità che consistevano nello scegliere donne e uomini che avrebbero dovuto vivere insieme in intimità per un anno. La chiesa pose fine a quest’usanza, introducendo la festa di San Valentino, come santo dell’amore! Perché proprio lui?

Beh, la tradizione vuole che da lui dipendano alcuni miracoli amorosi: una coppia di innamorati che il vescovo incontrò, mentre stavano litigando, fecero pace quando il santo fece volare intorno a loro decine di coppie di piccioni. Altri innamorati furono esonerati dai divieti dei genitori o da persecuzioni per merito del santo. Da secoli, in tutto il mondo, si festeggia l’amore e la coppia il 14 febbraio, in modo romantico e scambiandosi doni!

Fonte: almanacco/mondi.it

21 febbraio – Giornata internazionale della lingua madre

Anche la lingua, come molti altri elementi culturali, deve essere infatti preservata e rispettata, perché è un fulcro dell’identità di ogni popolo, un «luogo», in qualche modo, in cui si riversano tradizioni, costumi, radici materiali e immateriali. È ormai accertato che la valorizzazione della lingua madre incoraggia la diversità linguistica, favorisce tolleranza e dialogo e quindi, nel lungo periodo, alimenta percorsi di pace.

Fonte: http://www.icgrosseto1.it

TERZO INCONTRO INTERNAZIONALE DELLE CORALI IN VATICANO

La Presidente Paola Serra ha fortemente voluto che il coro dell’associazione A.I.D.A partecipasse al ”Terzo Incontro Internazionale Delle Corali In Vaticano” per incontrare Papa Francesco nella festa di Santa Cecilia, Patrona dei musicisti, che si è svolto a Roma dal 23 al 25 novembre 2018.

E così, dopo due mesi di estenuanti prove con i Maestri Nicola e Claudia, per imparare più di ottanta brani del repertorio liturgico da eseguire nelle tre giornate, le coriste e gli accompagnatori partono il 23 novembre, alle ore 6.44 con il treno Freccia Argento, per iniziare una bellissima ed emozionante avventura. Nonostante l’alzataccia, l’atmosfera nei vagoni è gioiosa. Tra chiacchiere e giocate a carte per passare il tempo, anche la nostra piccola mascotte Greta sorride felice in braccio alla nonna Annamaria. Il gruppo, arrivato puntuale alla stazione Termini, trova il pullman ad attenderlo per l’accompagnamento a destinazione negli alberghi. Il desiderio di vedere la Città Eterna è forte cosi, lasciati i bagagli, alcune di noi si incamminano a piedi per vedere le maggiori attrattive del centro. Con guida alla mano, arrivate in Piazza San Pietro, salendo via della Conciliazione, arrivano a Castel Sant’Angelo e, attraversato il ponte sul fiume, costeggiano il biondo Tevere. Passando per la ricca via Condotti fino a Piazza di Spagna, davanti alla bellissima scalinata, due signori romani indicano la colonna su cui è posta la Madonna Immacolata Concezione dove il Papa, in suo onore l’8 dicembre, deposita la corona di fiori. Sempre camminando arrivano alla Fontana di Trevi, immortalata in diversi film, attorniata da una moltitudine di persone e, mentre il cielo si oscura, si arriva all’Altare della Patria e a Piazza Venezia, con il famoso balcone dal quale si affacciava il duce. Infine, a conclusione della giornata, il gruppo si ritrova in un ristorante per assaggiare specialità romane.

Sabato 24 novembre, giornata speciale tutta dedicata al concerto in Sala Nervi, una pioggia intermittente accompagna l’entrata delle coriste attraverso i metaldetector. Per fortuna il gruppo siede all’inizio dell’immensa sala, così da avere una buona visuale sul palco dove sono posizionati il Coro della Diocesi di Roma e l’orchestra. L’organizzatore dell’evento, Monsignor Fisichella, introduce con un breve discorso la giornata, poi gli 8.000 cantori presenti intonano assieme il canto VENI CREATOR SPIRITUS e seguono le testimonianze di alcuni coristi arrivati da molte parti del mondo, anche dalla Cina. Mons. Marco Frisina, autore di canti liturgici e direttore del coro, nel salutare tutte le corali, sottolinea che il suo sogno, quello di far cantare assieme tutte le voci del mondo, si è finalmente realizzato. Mentre la telecamera gira, grandi schermi televisivi consentono di visualizzare quello che succede in sala: un’alzata di bandiere e tra queste vediamo anche la nostra, cucita da Annamaria. Mons.  Frisina inizia a dirigere il coro e l’orchestra ma si gira e, con la sua bacchetta alzata, raccomanda di cantare con decisione. Quando viene intonato l’Inno Pontificio si percepisce una serpentina di emozioni che corre per tutta la sala, come un’unica portentosa energia che coinvolge tutti. Tra due ali di folla festante, sbandieramenti di foulard gialli, telefonini accesi e canti inneggianti, arriva il Papa dal dolce e umile sorriso benedicendo tutti. Nel suo breve discorso alle corali, sostenendo la bellezza del cantare assieme, rimarca l’importanza che nei cori non ci debbano essere “primedonne”. “Non cadete nella tentazione del protagonismo” ha detto il Papa e infine, nel salutare, l’immancabile: “Mi raccomando, non dimenticatevi di pregare per me, grazie, con i vostri canti avete svegliato il Vaticano.” Domenica 25 novembre, nella giornata conclusiva, alla Santa Messa nella Basilica di San Pietro partecipano esclusivamente gli 8.000 coristi internazionali. La S. Messa, presieduta da Mons. Fisichella, viene allietata dai canti interpretati all’unisono. Sentire italiani, francesi, tedeschi e altri cantare con una voce unica ha del miracoloso, infatti Mons. Fisichella ha ribadito nell’omelia: La musica parla un linguaggio universale! Dalla grande emozione non si percepisce più il tempo che passa, solo uscendo, una fitta pioggia ci riporta alla realtà però non ci impedisce di aspettare, sotto gli ombrelli, che il Papa si affacci alla finestra per dare a tutti una ulteriore benedizione Urbi et Orbi. E allora via a ricompattarci tutti per ritornare a Trieste con un bagaglio culturale musicale più ricco di emozioni e sentimenti.

Nelda

Incontro cori in Vaticano: c’ero anch’io!

Un’esperienza unica e irripetibile, infatti se si dovesse ripetere un’altra volta non sarebbe così emozionante.

Tanta eccitazione per questo evento. Siamo partite allo sbaraglio, non sapendo esattamente come si sarebbe svolto il tutto. Sono stati tre giorni intensi, passati per la maggior parte sotto la pioggia, iniziando al mattino presto a fare interminabili file prima di entrare in Vaticano, sembra strano ma la pioggia non mi sembrava neanche tanto bagnata.

Migliaia di persone attorno a noi che parlavano in tutte le lingue, mi divertivo ad ascoltarle. Dopo vari controlli, finalmente tutti nella grandissima sala per cantare assieme, da brivido. Sono stata travolta come da un vortice, stordita ed incredula, ma felice di avere partecipato.

Liliana S.

Voglio lasciare questo mio piccolo contributo in merito alla bellissima esperienza fatta a fine novembre con il Coro A.I.D.A. a Roma.

Solo poche righe di ringraziamento e stima verso tutte le coriste e verso la Presidente Paola Serra. Quando ho ricevuto la proposta (mese di settembre) di partecipare al Terzo Incontro Internazionali delle Corali in Vaticano ero un po’ preoccupato, la mole del lavoro musicale che attendeva il Coro e me come maestro mi spaventava. Il tempo a disposizione era veramente ridotto. Devo dire però che ormai conosco bene le risorse infinite delle coriste e l’entusiasmo contagioso di Paola e già dopo un mese di lavoro ero certo del buon risultato.

Questa esperienza è stata una grande opportunità di crescita musicale del Coro, ha alzato l’asticella del livello e della consapevolezza delle proprie possibilità, individuali e di insieme. Il contributo di Claudia Vascotto è stato determinante; grazie alla sua dedizione, all’impegno e alla sua competenza è stato possibile affrontare questa impresa. Ringrazio con sincera stima personale tutte le coriste che hanno partecipato (anche le sempre amiche Susanna e Graziella), restando per me sempre un chiaro esempio di impegno e serietà.

Nicola

Emozione, grande emozione del viaggio a Roma e del Giubileo dei cori in Vaticano è la sensazione che più mi è rimasta nel cuore e nella mente. Quell’immensa sala piena di persone entusiaste che con il canto esprimevano la loro gioia e la loro partecipazione fa veramente vivere la gioia di esserci. Quella figura vestita di bianco un po’ insicura sulle gambe che tutti vorrebbero toccare per trarre la forza e il sostegno per continuare a sperare nel domani o ringraziare, fa battere il cuore a tutti.  Papa Francesco è proprio un segno e un dono divino, e per i tempi che viviamo è la figura che più mi ha fatto riflettere, pensando a quanto siamo privilegiati a vivere in Italia pur con i suoi difetti ma con tanta Cultura e cose meravigliose ammirate da tutto il mondo. 

Un grazie di cuore a chi ha organizzato questo evento in maniera così perfetta, dato che non c’è stato nessun problema.

Grazie ancora all’AIDA per esserci

                                                                                            Rita M.

Fantastico, emozionante, mi è rimasto nel cuore. Un incontro magnifico di intensa partecipazione di canto corale, compresi tutti i coristi e accompagnatori in luoghi unici al mondo.

Giorni indimenticabili e un affettuoso GRAZIE a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo.

Lidia

CORO A.I.D.A.

Sabato

29 dicembre alle ore 18 la chiesa parrocchiale dedicata a San Matteo Apostolo, nel rione di Zindis, era affollata di persone per assistere alla S. Messa officiata dal parroco, don Alex Cogliati.

Alla fine della funzione religiosa si esibiva il coro dell’associazione A.I.D.A. reduce dall’impegnativo ma emozionante incontro corale in Vaticano.

Nell’ultimo impegno dell’anno, le coriste dirette dal bravo e paziente M° Nicola Colocci hanno intonato delle musiche natalizie dedicate al periodo attuale, inserendo nel repertorio anche alcune canzoni eseguite nella Sala Nervi alla presenza del Papa. Il complesso delle aidine si è dimostrato all’altezza del proprio ruolo, esibendo delle voci armoniose e un canto unito da una vocalità particolare uscita da diversi mesi di prove. La musicalità del flauto suonato da Claudia ha dato particolare risalto all’insieme dei brani.

Nell’ultimo periodo il coro si è arricchito di due nuove coriste e precisamente Sara, già socia fondatrice A.I.D.A., e Cristina.  Nell’accoglierle con gratitudine ci auguriamo di averle sempre con noi.

Poi ci sono stati degli ospiti speciali ma potremo definirli amici, per la lunga collaborazione tra i due sodalizi, e precisamente il coro degli Afasici, persone speciali dirette da una speciale Maestra, Loredana Boito.

Hanno presentato il loro repertorio musicale accompagnati da un chitarrista, emozionando tutto il pubblico, specialmente con la canzone “Signore delle cime”. Alla fine i due cori hanno cantato insieme la canzone “Io Vagabondo”. Il pubblico presente ha dimostrato con calorosi applausi tutto il suo consenso per la bella esibizione.

Nelda

Aforisma

Il dovere di un medico è curare l’ammalato.

Il dovere di un ufficiale è difendere la Patria.

L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede.

   Anna Politkovskaja   giornalista russa

Dalla scrittrice Carla Carloni Mocavero, riceviamo e volentieri condividiamo il racconto pubblicato di recente sulle pagine del quotidiano “Il Piccolo”

IL NATALE DI MOHAMED

Mohamed non si meravigliò affatto delle sue mani e dei piedini neri, non si meravigliò neanche quando Lidia, una bella, bionda signora, venne in ospedale a prendere lui e la mamma per portarli in una villa un po’ fuori città.

Al bambino piacquero il giardino con i viottoli, le piante, le aiuole e soprattutto il cane Argo. Il boxer dall’aspetto feroce lo accolse, la prima volta, con tanta irruenza da sconcertarlo fino alle lacrime, ma quando la lingua calda e morbida del cane gli lavò i piedini nacque tra i due una grande amicizia.

Argo era un cane molto affettuoso che gli faceva la guardia per ore, ma ogni tanto si scatenava in corse furiose, mettendo in moto i suoi potentissimi muscoli. Mohamed lo vedeva inarcarsi e poi distendersi nell’aria sorvolando aiuole, saltando scale, muretti e cespugli; un cane volante che si univa al vento in quel giardino per fortuna molto grande. Mohamed, fino a quel suo terzo Natale, non si era accorto che lui e sua madre non facevano parte della bella famiglia italiana, la signora Lidia, l’ingegnere Fausto con il figlio Claudio, che li ospitava. Non aveva capito che quella non era la sua casa, ma solo la casa dove sua madre lavorava. Quella vigilia di Natale, invece, forse perché era più grande, imparò molte cose. Matteo, Lidia, Claudio partivano per Cortina, la casa sembrava un campo di battaglia, sua madre era molto occupata nei preparativi della partenza e lui passò molto tempo a giocare da solo finché, tra mille raccomandazioni, carichi fino all’inverosimile, i tre se ne andarono. Fatima gli preparò qualcosa da mangiare, fece un minimo di ordine e si addormentò davanti alla televisione sfinita dalla stanchezza di quella giornata di lavoro.

Così Mohamed si inoltrò nella parte di casa a lui sconosciuta, improvvisamente troppo grande e silenziosa, nella camera da letto di Lidia e Matteo i tanti enormi armadi decorati richiamarono la sua attenzione. Erano pieni di pellicce, di scarpe, di vestiti molto diversi da quelli di sua madre, e anche la stanza di Claudio non era come la sua, perfino l’odore era diverso, così la luce, così i colori. I bagni poi con i loro specchi duplicavano i vasetti, le bottiglie profumate, e i colorati asciugamani. Passò per i salotti e, nella penombra che ormai aveva invaso la casa, i grandi scuri mobili antichi gli fecero paura, come animali preistorici uscivano dalle pareti a ogni suo passo, mentre argenti e cristalli mandavano bagliori inquietanti e i quadri lo guardavano dall’alto. La villa era grande e Mohamed vi si perse; spaventato, alla ricerca della cucina dove aveva lasciato la madre, aprì una porta, era il ripostiglio: manici di scope, di aspirapolvere, di lucidatrici gli caddero addosso.

Finalmente raggiunse la parte della casa a lui più amica. Argo e la mamma ancora dormivano. “Mamma vieni andiamo a letto, è tardi”, disse abbracciandola stretta, stretta. “Certo, rispose Fatima, ma tu prima lavati i denti”. Mohamed andò in bagno e mentre si lavava i dentini si vide, era un bel bambino, un bel bambino nero, non come Claudio e senza papà e triste alla Vigilia di Natale, quando tutti i suoi amici dell’asilo, così gli avevano detto, erano in festa. Cosa era poi questo Natale, non lo sapeva proprio. La mamma già dormiva, e presto si addormentò anche lui su un guanciale completamente bagnato dalle sue lacrime.

“Svegliati Mohamed, svegliati”, era la mamma con una tazza di cioccolata calda. È successao una cosa fantastica, c’è neve in ogni luogo, io non l’aveva mai vista, perché al nostro paese non c’è”, e mentre lui beveva la mamma apriva la finestra per mostrargli il giardino coperto di neve. Il mondo aveva indossato un abito completamente diverso. Erano bianchi gli alberi, i viottoli, le case, i tetti, solo Argo non era bianco e se ne stava ad annusare la neve con tutti i muscoli del suo grande petto in tensione. Sembrava leggere sul manto nevoso importantissime notizie, giunte da molto lontano.

“Vieni, mettiamo la giacca a vento, il berretto, i guanti vecchi di Claudio, sei bellissimo con questi colori, puoi stare in giardino a giocare, io intanto ti preparerò i dolci, quelli di miele del nostro paese”. Uscì, piccoli passi circospetti, piccole orme sul tappeto bianco, era un bimbo magro e le sue orme sembravano quelle di un uccello. Argo era sempre più teso, col naso all’insù annusava l’aria come se vi riconoscesse odori e suoni solo a lui noti, si preparava alle sue corse sfrenate in quello scenario insolito ed eccitante.

Mohamed non ci pensò due volte, chiamò il cane, prese la slitta che Claudio nel trambusto aveva dimenticato e la legò con molta attenzione al guinzaglio che poi andò ad assicurare al collare di Argo. Il cane fremeva per i tanti richiami che gli arrivavano da tutte le parti, Mohamed si distese aggrappandosi bene al legno della slitta e solo allora disse “Vai Argo, vai!”. Il cane si mosse prima lentamente, con precauzione, ma la neve era morbida e Mohamed leggerissimo. Argo accelerò, sorvolò le aiuole e, giunti al muro di cinta, il piccolo disse “Argo vai, vai pure, non avere paura!”. Il cane si innalzò con la sua slitta sopra i giardini, sopra gli alberi illuminati, sopra i tetti, volava nel suono delle campane di Natale. La gente per strada alzando gli occhi sorridendo li salutava e mandava baci. Scesero dal Colle di San Giusto verso la magnifica piazza Unità con i suoi splendidi palazzi, illuminata da splendidi abeti. Mohamed abbracciò con lo sguardo il mare fino al Castello di Miramare che chiudeva il golfo. Il mondo era bello, il mondo era buono! Dall’alto il Carso con l’argento delle sue pietre e il verde degli alberi li invitava a salire. La gente camminava con la testa rivolta in alto per vederli e sorrideva. Bastava alzarsi un poco per avere un cuore grande per riuscire a volare e capire la bellezza della terra e di ogni persona. Già, oggi è Natale, pensò Mohamed, all’asilo gliene avevano tanto parlato, i bambini, le maestre e anche Lidia. Dicevano che era nato un bambino, doveva essere un Bambino molto, molto importante. Bisognava tornare subito a casa e raccontare tutto alla mamma. “A casa Argo, a casa!” disse Mohamed e il cane girò lentamente su se stesso. Allungandosi ritmicamente nell’aria salì verso il giardino, scese con cautela, finalmente le zampe incontrarono la coltre bianca di neve e dopo pochi passi anche la slitta toccò terra. La mamma quando arrivò con i dolci non si accorse di nulla, però vide negli occhi di Mohamed una luce particolare, come il sopravvissuto bagliore di un’esperienza incredibile; il figlio le sembrò improvvisamente grande, cresciuto a sua insaputa e pensò “deve essere questo il Natale”.

 

Riceviamo da una nostra socia:

QUANTO SI PUÒ AMARE UN FIGLIO?

Ti riempie la vita, lo ami all’infinito, speri abbia una vita migliore della tua.

Lo guardi crescere, lo aspetti con trepidazione e gioia.

Ti saluta con la piccola manina e ti manda un bacio.

La maniera buffa di muoversi e parlare.

Quando ti corre incontro e ti abbraccia con tanto entusiasmo.

Ti senti tanto felice, il mondo è tutto nelle tue mani.

Ti senti una regina.

Regina di una bella famiglia, tutti ci aiutiamo e tutti siamo indispensabili.

C’è tanto tempo da donare, pensi ai tuoi figli, credendo, saranno sempre tuoi.

Invece i figli crescono, vanno a scuola, fanno amicizie, diventano grandi.

E tu madre, padre, non puoi che guardarli e dire buona fortuna, figlio, figlia mia… abbi cura di te.

Marisa C.

SE  (Lettera al figlio) 

RUDYARD KIPLING, in Rewards and Fairies (1910).

Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
l’hanno persa e danno la colpa a te,
se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
o essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
o essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
o guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.
Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere quando in te non c’è più nulla
tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
o passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
e – cosa più importante – sarai un Uomo, figlio mio!

MODA E COLORI TENDENZA 2019

Pantone annuncia il colore dell’anno 2019: Living Coral è dedicato all’ambiente e alla tutela delle barriere coralline. Così il Pantone Color Institute spiega il colore dell’anno 2019.

Sicuramente il colore scelto quest’anno da Pantone viene da un’altra epoca. Living Coral è caldo, vibrante e dal sapore anni ’50. La moda, la bellezza e il design saranno influenzati da questa tonalità corallo per i prossimi mesi.

Il significato del Living Coral 

Ufficialmente il colore si chiama Living Coral Pantone 16-1546. I numeri si riferiscono al livello di luminosità e tonalità cromatica. Per gli amici “color Corallo”. Living Coral trasmette una sensazione di estate e in questo ha un effetto fortemente positivo. Il colore ricorda anche i tramonti infuocati.

Ma la cosa più importante e simbolica è il significato relativo alla tutela dell’ambiente: in difesa della barriera corallina e della flora e fauna del mare in generale. Come segnale per denunciare i cambiamenti climatici.

Come funziona la scelta di Pantone?

Ogni anno l’attesa per l’annuncio da parte del Pantone Color Institute cresce sempre di più. E questo perché i colori, oltre a essere una tendenza sempre forte nelle ricerche digitali, sono anche fondamentali per tutto quello che riguarda i consumi, dalla tecnologia al lusso. Il lancio del colore dell’anno è iniziato nel 2000, come strategia di marketing per un’azienda che del colore ha fatto il suo business, consigliando aziende e marchi sulle loro scelte cromatiche anche in base alla psicologia.

Ma quella che in origine era una semplice chiacchierata tra pochi addetti in una stanza, si è trasformata nel Pantone Color Institute con un team di 20 persone dedicate solo a questa mansione. La ricerca del colore dell’anno dura circa 9 mesi nel corso dei quali il team parte alla ricerca di modelli o colori ricorrenti nelle situazioni della vita quotidiana.

Qualche scelta passata: nel 2016 di due colori, Rose Quartz e Serenity, era dedicata al tema del gender e dell’uguaglianza tra generi”. Nel 2018 Ultra Violet era stato definito “una tonalità viola drammaticamente provocante”. E non a caso era un colore che ricordava geni creativi come David Bowie o Prince.

Fonte: https://store.pantone.com

RICETTE ANTISPRECO

Bucce di patate fritte

Una ricetta per recuperare una parte delle patate che in molte preparazioni costituisce lo scarto. Le bucce di patate fritte ci aiutano a ridurre gli sprechi preparando un goloso contorno o spuntino, saporito e veloce da preparare. In alternativa alla cottura in olio bollente, potete scegliere di preparare queste chips di bucce anche al forno, aggiungendo un filo di olio d’oliva e del rosmarino.

Potete accompagnare le bucce di patate fritte con le classiche salse che si usano anche per le patatine fritte, come ketchup e maionese oppure aggiungere al sale della paprika, o altre spezie fresche come timo e maggiorana. Per realizzare questa ricetta vi consigliamo di scegliere delle patate a buccia liscia, integra e priva di germogli, possibilmente di coltivazione biologica.

Potete servire le bucce di patate fritte o al forno insieme ad altre verdure come le chips di zucca al rosmarino oppure barbabietole, topinambur e carote!

Ci sono molte ricette che ci permettono di mantenere e consumare la buccia delle patate, per esempio le patate al microonde e la pizza di patate alla Bismarck.

Polpettine in brodo

Ingredienti (dosi per 8 persone): 600 grammi circa di bollito (vanno bene tutti i tipi di carne). 4 uova, una manciata di parmigiano grattugiato, aromi naturali scelti a piacere tra noce moscata grattugiata, buccia di limone grattugiata, maggiorana o prezzemolo tritati finemente con un po’ di aglio, farina q.b., pepe macinato o pestato al momento q.b., sale q.b., brodo di carne q.b.

Preparazione:

  1. Eliminate eventuali ossa e parti cartilaginee dal bollito, ma lasciate eventuale grasso (renderà le polpette più morbide). Tagliate il tutto a pezzetti.
  2. Passate il tutto al tritacarne due volte o nel mixer.
  3. Unite le uova, il parmigiano e gli aromi scelti (in questo caso noce moscata), un po’ di pepe e di sale.
  4. Impastate il tutto.
  5. Deponete piccole quantità di impasto su un piatto o un vassoio ricoperto di farina, fatele rotolare fino a farle assumere una forma sferica cercando di ricoprirle uniformemente di farina.
  6. Deponete le polpettine, a mano a mano che saranno pronte, su un vassoio o su un foglio di carta forno (a questo punto potete conservarle in frigorifero qualche ora prima di cuocerle).
  7. Portate ad ebollizione il brodo di carne, tuffatevi le polpettine e cuocetele pochi minuti.
  8. Servite le polpettine in brodo accompagnandole a piacere con del parmigiano grattugiato.

Comunque, se preferite potete cuocere queste polpettine in salsa di pomodoro, oppure aggiungerle ad una zuppa di verdure per ottenere un buon piatto unico

… e infine una golosissima e soprattutto buonissima ricetta di

Torta di mele  

Ingredienti: 200 gr. farina con 50 gr. fecola – 300 gr. zucchero (1/2 nell’impasto e ½ nelle mele) – 1 bustina di lievito – ¼ di fialetta di limone e vaniglia – un pizzico di sale – 3 uova intere – una spolverata di cannella -1 kg. di mele – a piacimento aggiungere 100 gr. di frutta secca macinata.

Preparazione: Si sbattono molto bene le uova aggiungendo gli ingredienti senza le mele e la cannella in polvere. Si tagliano le mele sbucciate a pezzetti non tanto piccoli, si aggiungono l’altra metà dello zucchero e la cannella, si mescola bene e si aggiunge all’impasto mescolando con le mani. Quando diventa più morbido è pronto: le mele all’interno renderanno l’impasto più soffice e se a volte rimane più duro si può aggiungere qualche cucchiaio di latte.

Infornare a 180° per circa 30 minuti. Ricordarsi di spalmare un po’ di burro: 20 gr. circa, sul fondo del recipiente e, importante,  sopra l’impasto: 50 gr. di burro a fiocchetti che renderà la torta un tantino croccante. Quando sarà pronta e tiepida, spolveratela con un po’ di zucchero a velo.

Buon appetito!!!                                                    Elvia Apollonio

 

 

 PAGINA DELLE PROPOSTE

PROPOSTE 2019

MOSTRE

Mostra di arazzi a Palazzo Zaguri “Da Kandinsky a Botero tutti in un filo” e la Collezione Peggy Guggenheim. (La mostra rimane aperta fino a 01.05.2019)

  “TRA NATURA E SCIENZA: LE MACCHINE DI LEONARDO

Per celebrare l’anniversario dei 500 anni dalla morte di LEONARDO DA VINCI  questa mostra, che  sarà ospitata dal 9 febbraio al 5 maggio prossimi alla Centrale Idrodinamica in Porto vecchio, farà in qualche modo da apripista all’appuntamento di ESOF 2020,  quando Trieste per cinque giorni sarà capitale europea della scienza.

 

A.I.D.A. Concorso Letterario 2019
 XVII edizione – Prosa e Poesia

REGOLAMENTO

La partecipazione al Concorso è gratuita ed è riservata a donne residenti in Friuli Venezia Giulia, Veneto,  Istria slovena e croata.

SCADENZA: 19 aprile 2019 – farà fede il timbro postale.

 E’ SUDDIVISO IN DUE GRUPPI:

Gruppo 1: autrici aventi meno di 18 anni alla data di chiusura del concorso.

Gruppo 2: autrici aventi più di 18 anni alla data di chiusura del concorso.

 HA DUE SEZIONI:

Sezione A – Prosa. Si partecipa inviando “un racconto inedito e NON ancora presentato alle precedenti   edizioni del Concorso” –  lunghezza massima 4 cartelle.

 N.B.   Per le autrici del Gruppo 1 (meno di 18 anni) i lavori sono a tema libero.

Per le autrici del Gruppo 2 (più di 18 anni) i lavori devono trattare un argomento a carattere sociale e avere come protagonista una figura femminile.

Sezione B – Poesia. Si può partecipare con, massimo, due poesie ineditelunghezza massima 35 versi ciascuna.

 N.B. In questa sezione il tema è libero per entrambi i Gruppi.

– Prose e Poesie devono essere presentate in lingua italiana.

– Si può partecipare anche a entrambe le sezioni.

MODALITA’ di PRESENTAZIONE Pena l’esclusione, ogni concorrente dovrà:

– presentare le proprie opere in 6 (sei) copie, possibilmente dattiloscritte.

– di queste, 5 (cinque) copie devono essere anonime, recanti solo la Sezione e il Gruppo di appartenenza;

– 1 (una) copia deve contenere: la sezione, il gruppo di appartenenza, nome – cognome, data di nascita, indirizzo completo, numero di telefono, e-mail, una breve biografia, una dichiarazione che il lavoro presentato è inedito e la firma.

CONSEGNA I lavori si possono consegnare:

a mano – presso la sede dell’associazione A.I.D.A. – stazione delle autocorriere – 1° piano – Piazzale Foschiatti 1 – Muggia (TS), nelle giornate di apertura della sede: martedì e mercoledì 10 -11 e giovedì 15-17 – previa telefonata al n° 0409278281.

per posta – Associazione A.I.D.A. c/o Centro Culturale “G. Millo” P.zza della Repubblica 4 – 34015 Muggia (TS)

Per informazioni: aida_muggia@hotmail.it oppure chiamare 0409278281 in orario apertura sede.

L’A.I.D.A. non si assume responsabilità in caso di smarrimenti o disguidi nel recapito degli elaborati.

GIURIA  E’ formata da cinque componenti di cui una socia A.I.D.A. con il ruolo di Presidente. Le decisioni della giuria sono inappellabili. I nomi si conosceranno durante la cerimonia di premiazione.

PREMIAZIONE Sono previsti un primo premio e due segnalazioni per ogni gruppo. Nel caso in cui al Gruppo 1 pervenissero  meno di quattro (4) elaborati, alle partecipanti sarà riconosciuto solo un attestato di partecipazione.

Le vincitrici e le segnalate saranno contattate personalmente. Se impossibilitate a ritirare quanto loro assegnato, possono, con delega scritta, incaricare persona di fiducia. Non è previsto nessun tipo di compenso o rimborso.

Nota:– Ogni autrice è responsabile di quanto contenuto nei suoi scritti. Acconsente al trattamento dei suoi dati personali ai fini del concorso stesso e non saranno in alcun modo comunicati o diffusi a terzi per finalità diverse a quelle del concorso.  Le opere ricevute non saranno restituite e potranno essere pubblicate dall’associazione A.I.D.A. nel modo e nel tempo che la stessa riterrà più opportuno.

– La partecipazione al concorso implica la totale accettazione del presente regolamento. 

– Alle partecipanti sarà comunicato il giorno e l’ora della premiazione tramite mail.

– Organizzatrici e collaboratrici non possono partecipare al concorso in oggetto.

Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale “G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)
Sede operativa: c/o Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015 Muggia (TS)
E-mail: aida_muggia@hotmail.it”>aida_muggia@hotmail.it;
blog: aidamuggia.wordpress.com – Telefono  040 9278281
Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17

Stampato in proprio  – Febbraio 2019