Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di Ottobre 2018

                                                                                            ottobre 2018             Consolle e specchio – particolare                                       C. Creatività 2017

 

ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto: è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei, puoi anche volare!

Licia Fontanot

 

 

 

 Nel-Mar … di costante impegno e serietà               

Nel-Mar … di ascolto, apertura e coraggio

Nel-Mar … che cresce, sviluppa, insegna

Licia Fontanot

 

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI 

L’8 settembre presso la sala Millo, si sono svolte le premiazioni del XVI concorso Letterario.

L’11 settembre con il consueto incontro al Lido, abbiamo ripreso le nostre attività dopo la pausa estiva. Gradita ospite la biologa dott. Silvia Peruzzo che ci ha descritto il prossimo nostro progetto “La botanica nel piatto”.

23 settembre: ore 6.45 partenza da piazzale Foschiatti verso Nova Gorica con il trenino storico attraverso la ferrovia transalpina e visita a Bled.

25 settembre: ore 10.30 presso la sede AIDA, si è tenuta la riunione del Direttivo.

2 ottobre: ore 16.30 consueto incontro mensile presso l’hotel al Lido.

9 – 12 ottobre: inizio allestimento e valutazione Giuria mostra Creatività ediz. XVI presso la sala Negrisin.

13 ottobre: ore 17loggia antistante la sala d’Arte “G. Negrisin” – Premiazione lavori Creatività.

14 – 21 ottobre: esposizione opere con orario: domenica 10 -12;

da lunedì a sabato mattina: 10 – 12; pomeriggio 17 – 19.

Domenica 21: Ritiro lavori con orario 17 – 19.

27 ottobre: ore 19 presso il locale Uaw Uaw – strada per Lazzaretto, festa 20 anni AIDA.

6 novembre: ore 16.30 consueto incontro presso l’hotel Lido.

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE 

  2 ottobre – Festa dei Nonni

La festa dei nonni è nata in America nel 1978 ad opera di Miriam McQuade, una casalinga, nonna di quaranta nipoti, a cui venne l’idea di far istituire una giornata dedicata ai nonni, visti come anello di congiunzione indispensabile fra le nuove e le vecchie generazioni.

Questa ricorrenza, chiamata “Grandparents Day”, viene celebrata la prima settimana di settembre di ogni anno.  In Italia si è ufficializzata questa festività molto recentemente, ed è stato scelto il fiore ufficiale per questa giornata, ovvero il non ti scordar di me.

Fonte: www cartoline.net

 

5 ottobre – Giornata del sorriso

Cosa c’è di più bello che ricevere e donare un sorriso?  La carica espressiva del sorriso è forte e in grado di abbattere molti muri, perché manifesta la predisposizione ad accogliere anche l’interlocutore più schivo.

Proprio grazie a questa energia comunicativa, è nata la Terapia del Sorriso, che ha l’intento di portare gioia a coloro che attraversano un momento difficile della propria esistenza.

Ad esempio, fra i bambini affetti da patologie importanti è stata riscontrata una maggiore risposta fisica alla malattia per merito dei “Dottori clown”. È proprio il caso di dirlo, un sorriso al giorno toglie il medico di torno!

Anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie, si manifestano le espressioni dell’animo tramite simboli, e fra questi i più utilizzati sono senza ombra di dubbio gli Smile o Faccine.

Saper sorridere è importante, perché ci consente di godere appieno della vita, e di alleggerire e accettare meglio i suoi aspetti più negativi.

Fonte: www.cartoline.net

5 ottobre – Giornata mondiale degli insegnanti

Chi non ricorda con affetto o con terrore un suo insegnante? Negli anni passati sui banchi di scuola, i professori ci hanno fatto amare od odiare la matematica piuttosto che la fisica o l’inglese, facendoci sudare sette camice!

Ma è grazie a questo esercito, che si batte in nome della Cultura, che deriva gran parte del nostro Sapere! Così è nata l’idea di dedicare agli Insegnanti una giornata, che si celebra in tutto il mondo.

Fonte: http://www.cartoline.net

 

 

16 ottobre – Giornata mondiale dell’alimentazione

La fame e l’obesità sono in aumento e la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2018 lancerà un appello affinché tutto il mondo si rimetta al lavoro per raggiungere l’obiettivo “Fame Zero”.

 

Cosa posso fare per il raggiungimento dell’obiettivo Fame Zero?

– NON SPRECARE CIBO

– PRODURRE DI PIÙ CON MENO

– SEGUIRE UNA DIETA PIÙ SANA E SOSTENIBILE

 

Fonte: http://www.fao.org/world-food-day/2018/theme/it/

 

19 ottobre – Giorno della Cioccolata

Alla cioccolata sono state dedicate tante manifestazioni. Una delle più importanti è l’Euro chocolate, il festival del cioccolato che si svolge ogni anno a Perugia nel mese di ottobre.

Modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività, il cioccolato (o la cioccolata) è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao, diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero.

Pare che l’assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, in grado di aumentare il buon umore, ma all’opposto il consumo troppo frequente può condurre a una forma di dipendenza detta, cioccolismo. La quantità fa la differenza!

Fonte: http://www.cartoline.net

CONCORSO LETTERARIO XVI edizione 2018

Da questo numero del giornalino daremo spazio alla pubblicazione degli elaborati premiati dalla Giuria, che le autrici ci inoltrano tramite mail.

L’elaborato che vi proponiamo è stato scritto da Anna Sidonio che ha ottenuto il primo premio per la “Sezione Prosa” – Gruppo 2 (+ 18 anni)

Irma e Gemma

Irma spinge la carrozzina e cammina veloce, lungo il viale alberato che porta all’entrata dell’ospedale. È una splendida giornata di primavera e lo spettacolo della natura che si risveglia dal torpore invernale la distrae a ogni passo, vorrebbe fermarsi un po’, sedersi su una panchina e sentire il profumo dei glicini in fiore, guardare le gemme sui rami e sentire il calore del sole. Potrebbe incantarsi per ore a osservare quell’esplosione di vita bisognosa di uscire, per farsi ammirare odorare e toccare. Ma Irma ha fretta, stavolta vuole arrivare in anticipo, prima dell’apertura dell’ambulatorio, e prima che arrivi il dottore. Si siederà davanti alla porta, prima di tutte, e quando lui arriverà, lo guarderà diritto negli occhi, entrerà per prima, oggi non ha intenzione di starsene seduta per ore a guardare le altre mamme che le passano davanti senza neanche chiederle il permesso. Ma è lui che le fa entrare, che le accoglie sorridente, forse perché i loro bambini piangono sempre e fanno capricci. La sua bimba invece non piange mai, non chiede mai niente.

Irma spinge la carrozzina su per la salita, ansimando. Fa fatica perché il suo corpo è diventato pesante, non ha più l’agilità di quando era giovane, ogni tanto si deve fermare per prendere fiato e asciugarsi il sudore, il sole di maggio comincia a picchiare e la bimba è troppo coperta, bisogna fare attenzione, forse è meglio fermarsi per bere qualcosa di fresco e riempire il biberon.

I ragazzi che lavorano al bar vicino all’ospedale la conoscono ormai, sono simpatici, anche se le fanno sempre un sacco di domande. Ma Irma preferisce il silenzio, perché di parole ne ha troppe, tutte ammassate una sull’altra dentro la testa, come vecchi libri di una grande biblioteca, accatastati, buttati alla rinfusa e pieni di polvere. Avrebbero bisogno di qualcuno che se ne prenda cura, che li metta in ordine e ne faccia un catalogo, per poter scegliere, all’occorrenza, a colpo sicuro.

Irma non riesce mai a trovarle, le parole. O almeno, quelle che trova, non sono mai giuste. Qualche volta vorrebbe buttarne fuori un po’, per fare pulizia dentro la testa, ma non si fida, ha paura di buttare quelle utili, la scelta è difficile, potrebbe peggiorare la situazione, cosa se ne farebbe poi di tante parole sbagliate? No no, meglio tenerle al caldo nella testa e aspettare tempi migliori. Deve entrare nel bar ora, perché la bimba è bollente, non può portarla dal dottore in queste condizioni, potrebbe pensare che lei non sia una brava mamma, forse è per questo che la fa aspettare così tanto ogni volta. Questo pensiero si insinua pian piano a martellarle la testa, allora si ferma, si pianta in mezzo al marciapiede davanti al bar. “Brava mamma… mamma cattiva… mamma invisibile…” Si guarda le scarpe, la gonna, la giacca, mette le mani in tasca per cercare il suo documento, guarda la foto e ne controlla la scadenza come per confermare la sua presenza nel mondo. Si guarda, esiste, nome cognome e data di nascita, lo mostrerà al dottore, perché non ci ha pensato prima, che stupida, ha pure il contratto d’affitto, e le ricette delle sue medicine, mostrerà anche quelle. I dottori vogliono sempre vedere prima le “carte” e poi ti guardano in faccia, tutte le mamme mostrano prima le carte e dopo lui le fa entrare.”Irmaaaaaaa!!!!”

Si gira di scatto, mentre ancora sorride per la nuova intuizione, vede la carrozzina che corre giù lungo la strada che hanno appena percorso, un uomo la rincorre e riesce a prenderla al volo.

“Irma, ma che succede? Dove vai con questo caldo? Vieni a prenderti ‘sta carrozzina prima che investa dei poveri passanti innocenti!”

Irma rimane paralizzata, le parole che ha nella testa le bloccano il corpo: “Brava mamma, premurosa e accogliente, madre cattiva, distratta egoista, madre sbagliata, madre affettuosa…”. Riconosce Gianni, l’infermiere dell’ambulatorio che le sorride. Ora le riporta su la carrozzina e la scuote con un braccio.

“Vieni dentro dai, sei tutta sudata, ti bevi qualcosa di fresco.”

“Non posso, il dottore ci aspetta.”

“Ma sì, ci andrai dal dottore, l’ambulatorio è ancora chiuso, vedi che entro anch’io, mi prendo un caffè, non c’è fretta!”

Irma ha gli occhi impauriti e nella mente la carrozzina che corre da sola giù per la strada. Si siede al suo solito posto, le portano un tè e un po’ di latte per la bimba.

“Allora Irma, quando darai un bel nome a questa bambina?

Gianni fa un cenno ai ragazzi, di lasciarla perdere, ma quelli continuano.

“Eh sì, un bel nome ci vuole, mica potrai sempre chiamarla bimba!”

Irma i nomi li odia, pensa che siano inutili, pensa che uno il nome dovrebbe sceglierselo da solo, che quello che ti danno è sempre stonato, non ti somiglia per niente, come il suo. Irma è un nome che stride, che taglia di netto, le ricorda la lama del coltello, è un nome secco, che non ammette diminutivi, vezzeggiativi e dolcezze. Irma è Irma. E basta. Come se lei fosse solo secca e tagliente. Ma lei ha sempre pensato di essere tante cose, forse troppe. Troppe parole, troppi pensieri, troppa carne, troppi capelli, troppo di tutto. Fin da quando era piccola tutto in lei straripava, non riusciva mai a mettere ordine, a eliminare, a comprimere, tutto in lei fuoriusciva, si sentiva come un panino imbottito, di quelli che nessuna bocca, per quanto grande, riesce a mordere senza che le salse schizzino fuori a macchiare i vestiti e i pezzi di carne cadano addosso insieme alle foglie di insalata sporche di maionese. Si era messa d’impegno per far stare tutto dentro, quello che usciva non piaceva a nessuno, quello che usciva veniva ricacciato dentro da critiche e insulti, doveva diventare un gran contenitore con la chiusura ermetica, doveva crescere in altezza e in larghezza. Era diventata grande e grassa. No, Irma non le piaceva. La bimba si sarebbe trovata il nome da sola, quello più adatto, lei non poteva sapere come sarebbe diventata.

Si asciuga il sudore, si rimette la giacca, sistema bene la bimba, sorride, ringrazia e si avvia verso l’ambulatorio. Controlla l’orario per l’ennesima volta. È la prima e va a prendere posto di fronte alla porta del dottore, vicino alla grande finestra che si affaccia sul viale, ma lui non è ancora arrivato. È arrivato soltanto Gianni, l’infermiere.

“Irma, manca ancora mezz’ora, e poi lo sai che ci sono tutte le altre mamme prima di te, che vuoi fare qui tutto ‘sto tempo?”

“Aspetto. E guardo fuori. C’è un sacco di roba da vedere. È roba che non poteva più resistere, doveva uscire per forza.”

Qualche mamma comincia a entrare, ben presto la stanza si riempie. Passeggini, bambini, sorrisi di donne, ragazze, facce distese, preoccupate, serene, distrutte. Irma le guarda e ascolta le parole, cercando di imparare quelle giuste, di pappe, di nanne, di chili di troppo, di febbri, morbilli, poppate. Qualcuna è bella e radiosa, qualcuna non parla e si accarezza il pancione sbuffando per il caldo, qualcuna vorrebbe guardare fuori dalla grande finestra, come lei, e parlare di fiori e di rondini, qualcuna guarda l’orologio, sgrida il bambino, lo allontana da lei, gli soffia il naso.

Irma sente odore di latte, di sudore e rigurgiti e per un momento vorrebbe scappare, e correre con la sua bimba sull’erba. Il pancione l’ha avuto anche lei, se lo ricorda bene. All’inizio, era stata contenta di avere un bambino, si toccava la pancia, si guardava allo specchio e cantava, lei era sola, ma grande, e forte, avrebbe fatto qualcosa di buono e di bello, avrebbe nutrito, cullato, sollevato, pulito, avrebbe mostrato alla sua famiglia e al mondo di cosa era capace. Al quarto mese il pancione era esploso di colpo. Enorme, ingombrante, sporgente come una mongolfiera che la riempiva tutta, e lei non riusciva a guardarlo e nemmeno a toccarlo. La pelle si sarebbe spaccata, non ne aveva abbastanza per contenere tutta la roba che continuava a crescerle dentro, se ne stava distesa, spaventata e passiva. Aveva passato la vita a trattenere, a non far vedere, a rimettere dentro, a nascondere, e ora tutto sarebbe uscito, si sarebbe mostrato allo sguardo del mondo, un ammasso enorme di carne, vergogne, pensieri sbagliati, parole non dette, sentimenti stupidi, inutili e brutti. Come avrebbe fatto? Lei non lo sapeva. Non era più un figlio quello che scalciava dentro di lei, era un groviglio di visceri, carne putrida, sangue infetto e lei non voleva nutrirlo più. Voleva soltanto dormire.

In ospedale l’avevano nutrita a forza. Lavata, monitorata, pesata. Irma guardava l’inutile affanno intorno al suo corpo. La chiusura era ermetica, a perfetta tenuta, non consentiva il minimo passaggio di fluidi, avrebbe dovuto dirlo ai dottori, ma nemmeno le parole potevano uscire, tantomeno quelle giuste. Aveva passato i restanti mesi sul letto, attaccata alle flebo, come un enorme balena spiaggiata che qualcuno veniva a vedere, come si guarda un fenomeno strano, ma nessuno si prendeva la briga di ributtare nell’oceano.

Poi aveva dormito, di un sonno profondo, pesante, si era svegliata con un forte dolore alla pancia e una bambina sul petto. Si era messa a gridare con tutto il fiato che aveva in gola, a urlare parole che non aveva mai detto, aveva pianto, insultato, sputato, aveva gettato quel corpo lontano da sé, il più lontano possibile, con tutta la forza che aveva.

L’ambulatorio è quasi vuoto, Irma è seduta e con la mano dondola la sua carrozzina.

“Irma, dobbiamo andare a casa. L’ambulatorio sta per chiudere. Andiamo a fare la cena.”

Le due donne si siedono vicino a lei, sorridendo la invitano ad alzarsi e a uscire.

“Ma… la visita?”

“La prossima volta Irma… ci torniamo insieme.”

Un bambino, che le stava seduto accanto, le segue con lo sguardo e poi torna a sedersi vicino alla madre.

“Mamma, quella signora aveva una bambola dentro la carrozzina.”

“Lo so.”

“E perché? ”

“Perché qualche volta le mamme hanno un po’ di paura dei bambini veri.”

“Di cosa paura? I bambini sono piccoli!”

“È vero. E hanno bisogno di tante cure e attenzioni. Qualche volta una mamma crede di non essere brava, di non saperlo fare. Magari lo vorrebbe tanto, ma proprio non ce la fa.

“Anche tu hai paura?”

“Un poco ne ho avuta. Eri così piccolo che avevo paura di romperti! Ma poi è passata. C’erano tante persone che mi hanno aiutato.”

“Ma non si possono portare le bambole dal dottore però.”

“Hai ragione. Sai cosa ti dico? Che quella signora lo sa, ma fa finta di niente, e magari così le sembra di avere un bambino vero, e per un po’ si sente contenta, come le altre mamme. Ora entriamo, che tocca a noi finalmente. La prossima volta che vedremo la signora con la bambola, la saluteremo e proveremo a parlarci un po’. Ok?”

“Ok.” Potrò chiederle come si chiama la bambola?”

“Sì. Ma se lei non te lo dirà, non dovrai insistere, magari le potrai raccontare qualcosa di bello o mostrarle uno dei tuoi giochi.”

“Ok.”

Irma ripercorre il viale in discesa, a passi lenti, le mani strette sul manico della carrozzina. Le due donne le stanno vicino e cercano di affrettare il passo, hanno fretta, la loro giornata è ancora piena di lavoro, di persone da assistere, da accompagnare e accudire. Irma si ferma a guardare le gemme sui rami, che ora si ingrossano, si schiudono per portare alla luce i germogli, che saranno nuovi rami, foglie e frutti. Sente di avere parole giuste da dire, ma non si fida, le parole sono importanti, lei è cresciuta sentendo parole offensive, sgradevoli e oscene.

“Irma, vuoi dirci qualcosa? Purtroppo, non abbiamo molto tempo.”

“Gemma. Credo che la bimba sceglierà il nome Gemma”.

“È un bellissimo nome. Ora andiamo, si è fatto tardi.”

 

 Ferrovia Transalpina

Signori in carrozza si parte!!  Questa è l’accoglienza alla stazione di Nova Gorica, edificio storico costruito negli anni 1900 con la locomotiva fumante pronta sui binari per la partenza, alcuni personaggi con vestiti d’epoca e due suonatori con bombardino e fisarmonica che salutano i viaggiatori saliti sui vagoni per intraprendere il viaggio. Anche il gruppo dell’associazione A.I.D.A., partito con il pullman da Muggia, è salito sul treno che parte alle ore 8 e 45 precise con destinazione il lago di Bled. Il treno storico a vapore fu inaugurato il 19 luglio 1906 insieme alla stazione, per completare la rete ferroviaria che collegava Vienna alle regioni adriatiche e in particolare Trieste durante l’Impero Austro-Ungarico.

La Ferrovia Transalpina, lunga 145 km, è considerata ancora oggi una grande impresa: attraversa nel suo percorso bellissimi paesaggi di montagna con grandi vallate e rigogliosi boschi, oltrepassa le Alpi Giulie, costeggia fiumi come l’Isonzo e il Sava, con 61 ponti e 47 gallerie artificiali. I conflitti mondiali avevano tolto importanza al percorso ma oggi è rinato come tragitto turistico. Il gruppo di viaggiatori saliti nelle antiche carrozze si è subito accorto delle difficoltà che dovevano aver provato i passeggeri in quegli anni, soprattutto per il fumo che entrava e la scomodità dei sedili in legno, però alle loro lamentele il personale viaggiante, che regalava la cartolina d’epoca raffigurante il treno con rispettivo timbro postale, rispondeva allegramente che il tutto faceva parte del gioco. Certamente il viaggio è stato molto interessante, per la diversità delle nostre abitudini e piacevole per gli omaggi ricevuti in cambio: musica dal vivo, una tazza di caffè, la lotteria con la vincita di un vaso di miele sloveno, una forma di formaggio e una buona dose di fumo invece del solito profumo a cui si è abituati. L’arrivo a Bled alle ore 11 ha ripagato i turisti dai disagi perché il panorama che si apriva davanti agli occhi era stupendo.

Il castello di Bled arroccato sulla sponda sopra il lago è il più antico della Slovenia, risale all’epoca medievale; il bigliettaio del treno, tolta la divisa, si è trasformato in guida turistica per  spiegare  ai visitatori attraverso le stanze del museo, le abitudini e le usanze dell’epoca.

Davanti alla dimora c’è una vasta terrazza da cui ci si affaccia per godere di un panorama mozzafiato sul lago sottostante e l’isola nel mezzo, si intravedono anche le “Caravanche”, monti che dividono la Slovenia dall’ Austria. Scendendo per la ripida strada acciottolata si  arriva sulle sponde del lago dall’acqua limpida e con molti pesci. La cittadina, diventata  ormai meta turistica con molti alberghi, negozi e ristoranti dove si possono mangiare gustose, allietanti paste crema, lasciando pure le briciole sul piatto, tanto ci pensano nidiate di uccellini a piluccarle, offre belle passeggiate romantiche lungo il lago.

 

 

Attraccate alla sponda tipiche barche in legno (ricordano quelle descritte dal Manzoni nei Promessi Sposi) con ai remi un prestante barcaiolo, portano i gitanti all’isolotto che si trova al centro del lago, scivolando nelle tranquille e silenziose  acque in un’atmosfera di pace e serenità. Un sentiero gira attorno all’oasi e una gradinata di 99 scalini porta alla sommità dove c’è una caratteristica chiesetta dedicata alla Madonna. Il gruppo delle aidine, diviso da varie mete, alla fine si è ricompattato ed è risalito nei vagoni fumanti; sedute sugli scomodi sedili, raccontandosi a vicenda le proprie impressioni sulla bella giornata trascorsa e soddisfatte anche dal clima soleggiato siamo ritornate a Muggia, consapevoli che tutte le attività proposte dall’A.I.D.A. sono da giudicarsi vincenti.

Nelda

 

Notizia importante

Volentieri pubblichiamo questa notizia, che riteniamo molto interessante a livello sociale, diffusa da ASUITs  (Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste).

Care Amiche il 21 ottobre

IMPORTANTISSIMO APPUNTAMENTO CON IL BRA DAY DI TRIESTE,

giornata internazionale sulla

SENSIBILIZZAZIONE ED INFORMAZIONE SULLA

RICOSTRUZIONE MAMMARIA DOPO MALATTIA

ONCOLOGICA.

Colloqui gratuiti con un Chirurgo Plastico e con Psicologo. Diffondete la notizia a chi ne ha bisogno!

Prenotazioni alla LILT Trieste 040 398312.

“Campagna Nastro Rosa 2018: la prevenzione non è un accessorio.

Vivi il rosa, proteggi la tua Vita.”

Il nastrino rosa non è solo un simbolo da indossare, ma una testimonianza dell’importanza del valore della prevenzione che accompagnerà tutte le iniziative di comunicazione, durante il mese di ottobre, dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Visite senologiche gratuite

Per migliorare la conoscenza e favorire la cultura della “prevenzione” nell’ambito dell’Ottobre rosa, ASUITS supporta la LILT nelle iniziative messe in atto nel mese e mette a disposizione per le donne al di fuori della fascia di screening la possibilità di prenotare una visita senologica presso la SSD Oncologia Senologica e dell’Apparato Riproduttivo Femminile (attualmente sita in Via Pietà 19 ex CSO). Anche quest’anno le visite senologiche gratuite sono rivolte prevalentemente alle giovani escluse dai programmi di screening, di età inferiore ai 50 anni.

Le visite si svolgeranno nelle mattinate del 2, 5,12, 19, 23, 26 e 30 ottobre e il 6, 9 e 30 novembre presso l’ambulatorio di Senologia e Screening del Centro Sociale Oncologico di via della Pietà 19.

Si possono prenotare le visite senologiche a partire da lunedì 1 ottobre presso la sede della LILT con orario 9-12 dal lunedì al venerdì, telefonando allo 040 398312.

Concerto di beneficienza

Il 19 ottobre alle 20.45 il Teatro Verdi Muggia, in collaborazione con il comune di Muggia, ospiterà una serata dedicata a tutte le donne e a sostegno di quelle che si sottopongono alla ricostruzione della mammella con il concerto di beneficenza de “I soliti Pooh”. Durante la Barcolana il team femminile “UFO Poison” sosterrà il Nastro Rosa.

Serata in castello

21 settembre, autunno, serata di poesia e commemorazione in castello a Muggia. I proprietari Gabriella e Willi Bossi e la grande Elsa Fonda (83 anni) hanno voluto ricordare la vita e le opere del poeta triestino Virgilio Giotti, a 61 anni dalla sua morte. Era presente la nipote signora Rina Vianello. Alle 18 la signora Fonda ha iniziato a leggere, nella bellissima atmosfera del castello. Il pubblico attento ha ascoltato per un’ora letture intense e allegre del poeta, stimato da personalità sia  triestine come Svevo che italiane. Giotti ci ha lasciato scritti bellissimi che invito tutti a leggere. Bella la serata, bella l’atmosfera, un grazie a Gabri e Willi per ospitare nella loro casa incontri culturali così importanti.

Gabriella Ghersini

Cammino

Cammino, percorso di vita

lungo, disseminato

da passi leggeri, spensierati, pesanti

cammino, accompagnato da pensieri

che fanno anche inciampare, cadere.

Cammino, vedendo città frenetiche

inquinate e verdi prati

vallate, cieli azzurri.

Cammino, insieme a persone

sconosciute, indaffarate

persone care, amorevoli che

insegnano a camminare

giusto, onesto anche allegro, giocoso.

Cammino, seguita dalla mia ombra

che mi accompagnerà

fino alla fine non sempre

gioiosa.

Gabriella Ghersini

RICICLARE … IN CUCINA

IL PANE

Un alimento semplice, ma con una storia complicata

La storia del pane ha accompagnato da sempre quella della civiltà umana. Ottenuto grazie alla cottura delle farine derivate dai cereali, questo alimento ha rappresentato nei secoli la base dell’alimentazione, tanto che il controllo dei forni è stato spesso un aspetto essenziale del potere, fino a essere all’origine di sommosse e rivoluzioni. È noto a tutti l’episodio della rivolta dei milanesi che assaltarono i forni per procurarsi pane e farina nel 1630, raccontato da Alessandro Manzoni ne “I promessi sposi”; e non fu certo il solo in quel secolo e dopo.

Alimento semplice ed essenziale, ha però avuto un suo sviluppo tecnologico, soprattutto nel Rinascimento con l’introduzione della lievitazione artificiale

Si racconta che siano stati i cuochi alla corte dei Medici di Firenze a utilizzare il lievito di birra per migliorare la lievitazione del pane, e che questa pratica sia poi stata esportata in Francia da Maria de’ Medici (1573-1642), andata sposa al re Enrico IV.

Solo un cenno per ricordare la fame per molti nel periodo della Seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1945, quando la farina bianca veniva distribuita col contagocce, presentando le tessere del razionamento.  In quel periodo, in particolare nell’estate del 1944, si attuò anche l’ultima tragica “battaglia del grano”.

Questo piccolo excursus è insufficiente a  contenere una storia così importante, per  ricordare che non è vero che “andava meglio quando andava peggio”. Pensiamoci, ora che possiamo scegliere tra 200 tipi di pane e forse altrettanti di panettone natalizio.

El budin de pan (il budino di pane)              

È un dolce/dessert molto popolare nella cucina di diversi paesi del mondo, ma trova in Argentina la sua consacrazione. E così, dalla tradizione povera e risparmiatrice argentina nasce questo dolce ricavato con pane avanzato.

Il budin de pan può essere servito con una salsa dolce di diverso tipo, solitamente caramello, oppure con una salsa di rum o di whisky. Si consuma freddo e si accompagna con una pallina di gelato alla vaniglia o alla panna.

Ingredienti: 500 gr di pan grattato, 300 ml di latte intero, 150 gr di latte condensato, 150 gr di zucchero bianco, 100 gr di burro, un cucchiaio di cannella in polvere, 5 uova, un cucchiaio di vaniglia, un pizzico di sale, caramello

Preparazione:

Imburrare lo stampo per metterlo al forno; coprire con del caramello e spolverare il fondo con due cucchiai di zucchero scuro.

Aggiungere l’uvetta al pan grattato, mischiare le uova con lo zucchero bianco e montare fino a ottenere un composto spumoso, quindi unire il latte intero e quello condensato con la vaniglia, il sale e il burro.

Scaldare il composto fino a ebollizione e metterne da parte il corrispondente di una tazza da utilizzare in seguito.

Mischiare le uova sbattute con un po’ di latte e aggiungere entrambi al pan grattato.

Tenere il tutto in frigo per un’ora, quindi aggiungere il latte che avevate conservato.

Preriscaldare il forno a 180° e infornare per circa 45 minuti.

Per sapere quando il budin de pan è pronto, basta pizzicarlo con un coltello e se questo non vi penetra facilmente, allora potete estrarre lo stampo dal forno.

Far raffreddare prima di tagliare e servire.

Pasticcio di pane

Il pasticcio di pane è un ottimo “salva cena”, una ricetta semplice e versatile ed anche inaspettatamente buona. Per preparare questo piatto vi servirà del pane raffermo e tutto ciò che avete in frigo mezzo aperto o avanzato da qualche altra preparazione, affettati, formaggi, verdure e chi più ne ha più ne metta, una ricetta svuota frigo in pratica

Ingredienti per uno stampo da 24: 300 gr di pane raffermo, 70 gr di scamorza, 1 di pomodoro, 70 gr di salame, 30 gr di parmigiano, olive verdi, sale, pepe, olio di oliva.

Procedimento:

Prendete il pane secco e mettetelo in una ciotola con l’acqua tiepida. Il tempo necessario affinché il pane si ammorbidisca, dipende da quanto sarà duro il vostro pane.

Strizzate bene il pane e mettetelo in una ciotola.

Aggiungete pomodori, salumi, olive, affettati, tutto tagliato a dadini, le olive, sale, pepe e parmigiano.

Impastate tutto fino a rendere il composto omogeneo.

Stendete tutto in una teglia da forno foderata di carta da forno, quindi cospargete con un filo d’olio. Cuocete il pasticcio di pane in forno già caldo a 180° per una ventina di minuti. Sfornate e servite.

Ecco perché dovreste sempre congelare i limoni.

Uno dei frutti più benefici per il nostro corpo è il limone: combatte i parassiti interni, aiuta a regolare la pressione sanguigna, ha una forte azione antibatterica, raccomandato per le persone che soffrono di ansia e depressione.

È inoltre in grado di migliorare la digestione e bollito con tutta la buccia, serve ad alleviare nausea, mal di stomaco e pesantezza dovuta ai pasti abbondanti. Inoltre, il limone purifica e disintossica l’organismo, riduce i livelli di colesterolo cattivo, è utile contro le infezioni della gola e urinarie, stimola il sistema immunitario, previene la gotta.

Sapete che la buccia di limone contiene da 5 a 10 volte più vitamine rispetto al succo?

Quindi sfruttarne al meglio le proprietà, è importante. Sono in molti ad utilizzare il limone per intero, evitando così ogni possibile spreco di questo prezioso agrume e godendone in pieno di tutti i benefici. Ecco come fare: Lavate bene un limone biologico e mettetelo nel congelatore.

Una volta congelato potrete utilizzarlo grattugiato sui vostri piatti: aggiungerà un tocco di sapore in più alle vostre zuppe, salse, insalate e creme.

Campagna di prevenzione contro la zanzara tigre

La zanzara tigre è un insetto di origine asiatica, presente in Africa, Sud Est Asiatico, India, America Centrale e Sud America. Si è stabilmente insediata anche in Friuli-Venezia Giulia dal 1995. Depone le uova in piccole raccolte d’acqua stagnante. È molto aggressiva, punge insistentemente quasi sempre all’aperto e durante il giorno rendendo le aree di vita quotidiana invivibili. È responsabile anche di malattie virali come la febbre da Chikungunya e la Dengue.
Per ridurre la presenza di zanzara tigre nel territorio e prevenire la diffusione di malattie la sola disinfestazione delle aree pubbliche da parte dei Comuni NON È SUFFICIENTE.
I singoli cittadini devono adottare sistematicamente semplici regole nelle aree private.

Maggiori informazioni sul sito. www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/salute-sociale/zanzara-tigre

PER RIDERE UN PO’

  

 

 

 

 

 

 

 

Dormite

Durante un concerto Una signora dà una gomitata al marito:

«Guarda come dorme la mia vicina…».

E il marito:

«Ti sembra una buona ragione per svegliarmi?».

Pierino e la nonna vanno al supermercato.

Dopo un po’ che camminano Pierino vede un soldatino per terra e lo vuole prendere.

La nonna lo ferma e gli dice che le cose a terra non si raccolgono.

Al ritorno la nonna casca a terra e dice: « Pierino, aiutami.»

Pierino risponde: « No, tu mi hai detto che le cose per terra non si raccolgono.»

 

PAGINA DELLE PROPOSTE

PROPOSTE DI VISITE / PASSEGGIATE

 MONTE NANOS – passeggiata naturalistica – in primavera

BOTTAZZO – passeggiata naturalistica – in primavera

MARANO LAGUNARE – alla scoperta della natura incontaminata fra casoni, riserve naturali oppure per la processione di San Vito (per la prossima primavera).

PROPOSTE “RICREATIVE”

BOWLING – giornata “ludico-ricreativa” presso il Bowling di Duino o Ancarano (con pizza, grigliata, altro)

MOSTRE

VENEZIA – TINTORETTO nel 500esimo anniversario della nascita. Palazzo Ducale dal 7 settembre a gennaio 2019.

FIRENZE – “Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L’Acqua Microscopio della Natura” a cura di Paolo Galluzzi, presso La Galleria degli Uffizi di Firenze (29.10.2018 – 20.01.2019)

XVI CONCORSO/MOSTRA di “CREATIVITà FEMMINILE” – 2018

REGOLAMENTO 

Il Concorso è riservato a donne residenti nel Triveneto, nell’Istria slovena e croata

che presentino opere eseguite artigianalmente.

SEZIONI:

A –  per giovani donne che abbiano meno di 18 anni alla data di chiusura del concorso.

B –  per donne con più di 18 anni.

Ogni concorrente può partecipare con un massimo di 3 lavori.

Sono escluse dal concorso le opere create da professioniste.

CATEGORIA LAVORI:

C1 – “tessuto” (stoffa – lana –  cotone – filati vari)

C2 – “solidi” (pietra –  legno –  argilla –  creta –  cera –  vetro –  metalli vari)

C3 – “arte figurativa” (pittura – disegni – collage – fotografie –  altre creazioni)

MODALITÀ di CONSEGNA ogni lavoro presentato deve essere accompagnato da una busta chiusa contenente: nome e cognome, data di nascita, indirizzo, eventuale e – mail, recapito telefonico, dichiarazione di non essere una professionista. Deve riportare la Sezione, la descrizione sommaria dei materiali utilizzati, la tecnica usata ed eventuali indicazioni che facilitino l’esposizione.

Sulla busta: indicare solo il titolo dell’opera e la Sezione.

CONSEGNA OPERE:

– i lavori di piccole dimensioni e non fragili possono essere consegnati, fino a giovedì 4 ottobre, presso la sede dell’A.I.D.A, piazzale Foschiatti – 1° piano della stazione autobus, porta a lato del bar – negli orari di apertura della sede: martedì – mercoledì 10 – 11, giovedì 15 – 17.

– i lavori fragili o di grandi dimensioni e/o pesanti, si consegnano direttamente presso la sala espositiva “G. Negrisin” i giorni 10 – 11 ottobre 2017 con orario 10 – 12 e 17 – 19. In questo caso, per predisporre al meglio gli spazi espositivi, è gradita una telefonata di preavviso al n° 040 9278281 negli orari di apertura della sede.

L’A.I.D.A non si assume alcuna responsabilità in caso di smarrimenti, disguidi e danni a opere non consegnate a mano o non ritirate.

GIURIA: è formata da cinque componenti, di cui una socia A.I.D.A. con il ruolo di Presidente. Le decisioni della Giuria sono inappellabili. I nomi delle premiate si conosceranno durante la cerimonia di premiazione.

PREMIAZIONE: per ogni Sezione e Categoria sono previsti un primo premio e attestati di merito per due segnalazioni. Le vincitrici e le segnalate saranno contattate personalmente. Le premiate ritireranno in sede di premiazione quanto loro assegnato o, se impossibilitate, possono, con delega scritta, incaricare una persona di fiducia. Non è previsto nessun compenso o rimborso.

   RITIRO: a chiusura della mostra i lavori si ritirano, presentando la ricevuta di consegna, domenica 21 ottobre dalle 15 alle 18. Le opere non ritirate saranno considerate proprietà dell’A.I.D.A.

Le premiazioni avranno luogo sabato 13 ottobre 2018 – ore 17.00
presso la Sala comunale d’arte “G. NEGRISIN”

piazza Marconi 1 – Muggia.

Le opere rimarranno esposte dal 13 al 21 ottobre 2018

con orario: domenica 10 – 12; da lunedì a sabato 10 – 12 e 17 – 19

 

 Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale

“G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)

Sede operativa : c/o Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015 Muggia (TS)

E-mail  aida_muggia@hotmail.it; blog:aidamuggia.wordpress.com –  Telefono  040 9278281

Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17

Stampato in proprio – Ottobre  2018

              “Fioritura”            Concorso Creatività 2017