Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di Febbraio 2018

NEL – MAR –

GIORNALINO INFORMATIVO

ESSERE DONNA

 Quando prendi coscienza di te
capisci le tue potenzialità,
sei in grado di valutare
le tue capacità, i tuoi limiti,
allora puoi lasciare libero il tuo pensiero
che vaga per l’universo,
perché l’hai raggiunto: è dentro di te.
Scopri così di non essere più sola …
Se ti accetti come sei, puoi anche volare!

 Licia Fontanot

 
 
Nel-Mar … che ci accompagna da tanti anni
Nel-Mar … che ci ha insegnato a… conoscerci
Nel-Mar … tutto nostro e…di tutte/i
 
Licia Fontanot

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI

Nel mese di novembre:- con la casa di Cura Pineta del Carso e in collaborazione con l’Università della Terza Età e Comune di Muggia, abbiamo organizzato la conferenza “Ti racconto l’Hospice”.
– Abbiamo visitato il parco Naturalistico di Basovizza.
– Un gruppo di socie ha creato un piccolo laboratorio, presso la nostra sede, per preparare i lavoretti da appendere agli alberi di Natale, sistemati in varie piazze della città.
Nel mese di dicembre, oltre alla consueta cena di fine anno, che si è svolta presso il ristorante Lido, abbiamo partecipato all’accensione dell’albero di Natale, posizionato in piazza Marconi e addobbato con i lavoretti eseguiti dai bambini delle scuole elementari.
– Nel nostro consueto appuntamento con le socie, tenutosi presso l’hotel Lido, abbiamo avuto, come ospite, Liviana Poropat che ci ha presentato il programma radiofonico “Gli amici della cucina di casa nostra”, di cui lei è stata ideatrice (leggi articolo all’interno).
-Tra altri appuntamenti, per questo mese, ricordiamo la partecipazione per la raccolta fondi a sostegno della ricerca, organizzato da TELETHON.
-Il nostro Coro AIDA ha partecipato alla trasmissione radiofonica “In diretta con voi” presso Radio Nuova Trieste; inoltre è stato ospite, per augurare un buon inizio Anno Nuovo, presso la Casa di Riposo I.T.I.S.

Nel mese di gennaio, il Coro AIDA ha avuto vari impegni:
– si è esibito, infatti, presso la chiesa di S. Matteo Apostolo a Zindis;
– nella parrocchia di S. Teresa del Bambin Gesù, evento organizzato da USCI nella ricorrenza di “Tergeste Chorus Natale”.
– presso il circolo Tomè a Trieste.
29 gennaio si è tenuto, presso la nostra sede, il primo Direttivo per la programmazione del 2018.
6 febbraio alle ore 16.30, si terrà il consueto primo incontro mensile presso l’hotel Lido.
6 marzo alle ore 16.30, presso la sala Millo, si terrà l’assemblea annuale delle socie.

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE

2 febbraio – Giornata mondiale della vita
La Giornata Mondiale della Vita è l’occasione per ribadire, con partecipata convinzione, l’impegno di coerenza per tutelare i valori della vita in tutte le sue forme.
Fonte: http://www.unitalsi.info

6 febbraio – Giornata mondiale contro l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili                                      
Le mutilazioni genitali femminili (MGF), sono pratiche tradizionali che vengono eseguite principalmente in 28 paesi dell’Africa sub-sahariana, per motivi non terapeutici. Tali pratiche ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne che ne sono sottoposte.
Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che siano già state sottoposte alla pratica 130 milioni di donne nel mondo, e che 3 milioni di bambine siano a rischio ogni anno.
Le mutilazioni genitali femminili hanno gravissime conseguenze sul piano psicofisico, sia immediate (con il rischio di emorragie a volte mortali, infezioni, shock), sia a lungo termine (cisti, difficoltà nei rapporti sessuali, rischio di morte nel parto sia per la madre sia per il nascituro).
Fonte: Wikipedia

12 febbraio – Darwin Day

Questa tradizione è nata inizialmente in Inghilterra e negli Stati Uniti immediatamente dopo la morte di Darwin stesso nel 1882 e continua tutt’oggi in tutto il mondo.

In Italia i Darwin Day vengono celebrati dal 2003.

Fonte: Wikipedia

21 febbraio – Giornata internazionale della lingua madre

E ‘una celebrazione indetta dall’UNESCO per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo.

Il 21 febbraio è stato scelto per ricordare il 21 febbraio 1952, quando diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca furono uccisi dalle forze di polizia del Pakistan (che allora comprendeva anche il Bangladesh) mentre protestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale.

Fonte: Wikipedia

27 febbraio – Giornata internazionale della lentezza

Rallentare, piccole azioni per grandi e duraturi cambiamenti per un modello di società più riflessivo e partecipe, che a partire da noi stessi combatta la tristezza, trovando tra le pieghe di una vita, a volte complicata, una gioia di vivere che certamente esiste in ciò che abbiamo.

Fonte: www.vivereconlentezza.it

 

5 DICEMBRE 2017

A proposito di trasmissioni dedicate alla cucina …

Parlare di cucina è quasi d’obbligo di questi tempi. Vero è che l’argomento è trattato dai media in tutte le salse e, in merito, se ne dicono di cotte e di crude. Mi sono cimentata anch’io in questa arduo confronto prima con uno sceneggiato radiofonico in dodici puntate – “La cucina di casa nostra” – andato in onda proprio un anno fa. La trama? Ricette del territorio e loro storia con contorno di altre storie, intrecci e vicende: quelle dei personaggi.
Ora è stata la volta de” Gli amici della cucina di casa nostra”, trasmissione in cinque puntate che è appena andata in onda, ma dovrebbe essere disponibile su podcast per il riascolto. L’argomento? Scoperta e riscoperta delle ricette e delle tradizioni popolari delle festività natalizie e di fine d’anno, tipiche del nostro territorio regionale. Il tutto condito da interviste agli esperti, gags, trovate e naturalmente ricette.
Dalle fiere e i mercatini, dai santi ai personaggi mitici dell’Avvento della prima puntata; alla tradizione del presepe della seconda; alla Vigilia di Natale della terza; al Cenone di San Silvestro della quarta; per finire in bellezza con fuochi, pignarui, benedizioni e presagi dell’ultima puntata. Questo per quel che riguarda le tradizioni, ma le ricette, direte voi? Beh! È stato un tripudio.
Abbiamo cominciato con marzapane, croccanti, chifeletti dolci e chifeletti di patate, per passare ai dolci natalizi: gubana, presnitz, i crapfen di Hannuccà, gli strucoli ricchi del Natale; la Vigilia e il bisogno di mangiar di magro, ma leggero non di certo, seguito dal Natale e dalle minestre per rimettersi, si fa per dire, in forma e affrontare con serenità il Cenone e il Capodanno con musetti in crosta, polpette di lenticchie, brovada, capuzzi garbi, vini e spumanti regionali di gran qualità. Non ho dimenticato, credetemi, qualcosa di veramente tipico delle feste: povera e ricca, dolce e salata, presentata in mille versioni famigliari … perché l’ultima puntata è stata dedicata proprio a lei: sua maestà la fritola, che ci accompagnerà fino a Carnevale.
E le gags? Mi sono divertita a scriverle e gli attori, tutti bravi, tra i migliori che abbiamo in regione.
E gli esperti? Enogastronomi, antropologi, wine makers, nutrizioniste e un raro esperto di papille gustative: vi posso assicurare che si sono divertiti anche loro. Sono stata fortunata perché erano tutti personaggi di gran calibro, simpatici, alla mano e soprattutto pazienti. Hanno dato un contributo essenziale alla buona riuscita della trasmissione, che per me è stata anche una prima: fare la conduttrice in un mondo in cui i conduttori sono molti, forse troppi.
E il lavoro per amalgamare il tutto? Tanto, ve lo posso assicurare.
Concludo con l’osservazione di una simpatica nutrizionista: mettiamo su peso per le feste? Certo che no; il peso lo prendiamo con costante metodicità e diligenza, da Capodanno a Natale … Vostra Liviana Poropat

 CENA DI NATALE  2017 

“La cena di Natale” film uscito nelle sale cinematografiche nel 2016 è una commedia tagico-comica che si svolge in una splendida cittadina imbiancata dalla neve. Nel clima effervescente del Natale alcuni parenti si ritrovano attorno al tavolo per cenare e  scambiarsi gli auguri, tra isterismi, risate, amori, tradimenti, litigi, menù interminabili e numerosi colpi di scena.

Invece la cena organizzata dall’associazione A.I.D.A. all’hotel Lido di Muggia si è svolta in grande convivialità tra le socie presenti con un menù classico a base di pesce che i cuochi del ristorante ci cucinano ogni anno, visto la nostra abituale presenza. La Presidente Paola Serra ha fatto i saluti e commentato i risultati raggiunti dall’A.I.D.A. nell’anno appena trascorso complimentandosi con le socie per gli obbiettivi realizzati. Ospiti della serata il sig. Stelio Vascotto ideatore del nostro blog che la Presidente sta gestendo in maniera eccellente, augurando che molti ne prendano visione, perché ci fa conoscere al pubblico on-line. Con lui anche la moglie Rossana Ramani nostra socia e partecipe con i suoi originali lavori al Concorso di Creatività Femminile. Nel clima festoso della serata anche la lotteria curata da Annamaria tutta improntata sulla beneficenza. Alcuni regali in palio sono stati confezionati dal gruppo Microarea di Zindis mentre altri, erano biglietti per una lotteria il cui ricavato andrà all’associazione onlus “Un canestro per te” nata da un’idea di alcuni amici per aiutare un atleta in difficoltà. Nel salutarci per le “ferie” invernali calorosi auguri per un sereno Natale e felice 2018 per ritrovarci nell’anno nuovo sempre più propositive nel raggiungere le nostre finalità.

                                                                                                      Nelda

Coro A.I.D.A.

Ogni sabato mattina  le sedici socie che compongono il coro, si ritrovano presso la sede, per provare con la direzione del M° Nicola Colocci le canzoni da inserire nel repertorio dei concerti che si terranno durante l’anno. Sabato 28 dicembre in  occasione delle festività natalizie il coro A.I.D.A. è   stato invitato a presentare il proprio programma musicale alla Redazione Radio Nuova Trieste nel programma “in Diretta Con Voi” curato da Mario Biancorosso. Raccolte nella piccola sala davanti al vetro della postazione radio vicine al presentatore le coriste con gli spartiti in mano aspettavano con trepidazione di iniziare la propria esibizione. Dopo l’introduzione del signor Biancorosso, la Presidente Paola Serra, sempre vicina alle socie è stata invitata a parlare e lei con un breve discorso ha fatto conoscere al pubblico in ascolto l’associazione A.I.D.A. il coro e le donne coraggiose che vi fanno parte, perché, dietro le “quinte” c’è molto lavoro da fare, sottolineando che la presenza alla radio era una eccellente occasione per il sodalizio, nel compimento del suo ventennale di attività. Il M° Colocci dalla sua pianola ha dato la nota d’inizio e il coro ha intonato  la prima canzone in scaletta, una classica melodia natalizia “Tu scendi dalle stelle”. Biancorosso nel continuare la presentazione dei brani musicali ha parlato delle nuove componenti che si sono aggiunte di recente al coro tra cui una giovane ragazza proveniente dall’ Eritrea : Aki. Un susseguirsi di canti tradizionali natalizi con l’accompagnamento della brava Claudia Vascotto e del suo flauto, un suono dolce che accompagna e arricchisce la riuscita del canto, ha riempito l’ora a disposizione per l’esibizione. Per finire il M° Colocci ha ringraziato e salutato tutti elogiando le signore del coro per l’impegno e l’assiduità delle presenze, specificando che la sua passione per la musica è la forza che lo porta a conciliare tutte le sue  varie attività. Le coriste con una nota musicale hanno salutato il pubblico della radio augurando “Buon Anno”.

… ma non finisce qui

Nel  pomeriggio altro concerto per il coro A.I.D.A. che si è ritrovato all’ITIS per allietare i residenti anziani ospiti della Casa di Riposo.

Il grande edificio di via Pascoli a Trieste costruito in epoca asburgica negli anni ‘800 su iniziativa di alcune famiglie nobili per accogliere anziani bisognosi e giovani emarginati era adibito anche a riformatorio giovanile. Successivamente venne aperto un altro reparto con 10 letti per ospitare ex allieve orfane di guerra. Nella recente ristrutturazione, nei sotterranei sone state scoperte due celle in cui si richiudevano ragazzi da rieducare e vecchi da punire. Oggi la moderna struttura, pur se adibita per accogliere anziani malati e non autosufficienti è un ricovero eccellente, e molto ben servito. Il gruppo corale è stato accolto da giovani animatori in una grande sala ricavata da una parte del  giardino e posizionato sulla pedana davanti ad un folto pubblico adagiato nelle carrozzine ha tenuto il suo secondo concerto della giornata, con le musiche natalizie preparate per l’evento.  Alla direzione l’insostituibile M° Nicola Colocci, al flauto Claudia Vascotto il coro ha intonato le belle canzoni : Non Nobis Domino di Patrick Doyle,  che mette a tutte le coriste nel cantarla brividi emozionanti, il Pater Noster di Nikolay Kedrov ,  la struggente Ave Maria del contemporaneo Beppe De Marzi, e la canzone natalizia per eccellenza “Tu scendi dalle stelle” per finire con la musicale “Soleado”. Ovviamente si finisce sempre per fare il bis così coinvolgendo anche le persone presenti che desideravano tanto cantare sono state intonate alcune canzoni triestine per rallegrare il pomeriggio. Una giornata di grande impegno con le stesse musiche ma due ambienti tanto diversi tra loro. Un intenso e affettuoso grazie al bravo M° Nicola per la sua pazienza e simpatia nei confronti delle coriste e a Claudia per l’accompagnamento del suo strumento che completa tutte le nostre esibizioni.

Nelda

Una data da ricordare

Come spesso accade nella vita o in un giorno succedono molte cose e si succedono una miriade di emozioni oppure  non accade nulla e provo un senso di noia e attesa …. Il 28 dicembre 2017 è stata una di quelle giornate speciali in cui avrei voluto fermare il tempo per assaporare di più.

Al mattino siamo state ospiti del signor Mario Biancorosso  col coro A.I.D.A. alla trasmissione “In diretta con vo” presso  Radio Nuova Trieste e abbiamo cantato piene di entusiasmo ed emozione. Ero molto contenta perché mia figlia Anna è venuta a fare le fotografie e come ogni tanto accade era lei ad ascoltarci , e non viceversa.

Sorrideva e ci osservava da oltre il vetro , mentre noi cercavamo di rimanere concentrate , cosa davvero non facile . La saletta è molto piccola e noi eravamo accaldate e un pochino tese   perché avevamo tutte il desiderio di lasciare una bella carica emotiva negli ascoltatori ; non è mai facile cantare in diretta senza avere il pubblico davanti , pur sapendo che ci sono molte persone ad ascoltare . Il signor Mario Biancorosso  ed il prezioso tecnico Riccardo Righi ci hanno accolto come sempre con grande calore e ci hanno rinnovato l’invito per la prossima primavera. Molto più rilassate invece eravamo nel pomeriggio  durante il concerto all’Auditorium dell’Itis . Anche il nostro maestro Nicola sembrava soddisfatto ed io mi sono subito sentita a mio agio col mio flauto e mi sono sentita libera di cantare con l’intento di trasmettere  con intensità una gamma di sensazioni ed emozioni alle persone che molto attente ci ascoltavano . E’ stato molto bello per me sentire l’attesa… Osservare gli sguardi incuriositi e il momento sicuramente più coinvolgente  e commovente  per me  è stato quando le voci del pubblico si sono unite alle nostre , in particolare di una signora che cantava con grande trasporto ed enfasi. Sono stata davvero felice che la signora Alma Biscaro ci abbia inserito nei programmi dei cori U.S.C.I. per questa occasione . Mia figlia mi ha confermato di aver percepito una grande energia percorrere la sala nel canto collettivo. E per concludere in bellezza la straorinaria giornata  mia figlia ed io  abbiamo coronato un piccolo sogno riuscendo ad avere gli autografi del regista Gabriele Salvatores e alcuni scatti assieme al regista stesso e agli attori del film il ragazzo invisibile seconda generazione  gustandoci il film girato a Trieste di cui siamo appassionate

Claudia

Sono Akberet Araya Misghina (Aki)

per me era prima volta con questo coro AIDA, mi piace molto, anche con le persone mi trovo molto bene. Sono molto contenta di questo coro e del concerto di ieri.

Grazie mille,

Aki

13 GENNAIO 2018

Il pomeriggio musicale al “circolo Tomè ” è stata un’occasione di condivisione davvero intensa. Ho percepito grande attenzione da parte degli ascoltatori che ci hanno applaudito con entusiasmo e partecipazione . E’ stato un momento molto interessante anche l’esibizione di Amrit Beran che ci ha allietato con il suono della sua chitarra con grande maestria. Molto accogliente la signora Rosanna Puppi è stata davvero ospitale e ci ha messo subito a nostro agio. Ringrazio di cuore Ivan per avermi inviato la bellissima foto fatta  durante il concerto al circolo Tomè.Sono rimasta soddisfatta da questa bella esperienza .

Claudia

Oggi, 13 gennaio 2018,  si è svolto un bellissimo pomeriggio al Circolo Tomè-Uici-Ts, insieme al Coro A.I.D.A. diretto dal M. Nicola Colocci – flautista Claudia Vascotto – e insieme al chitarrista classico Amrit Beran. Grazie a tutti i musicisti!

Grazie di cuore al nepalese Amrit Beran (chitarra classica)- al maestro Nicola Colocci e alla flautista Claudia Vascotto del coro A.I.D.A. applauditi oggi al Circolo Tomè-Uici.

Rosanna Puppi (la responsabile del circolo Tomé)

Musica Maestro…

5 gennaio 2018  rimarrà una data memorabile nei nostri cuori . Il nostro coro ha visto un Maestro Nicola in grande forma… Mi ha impressionato vedere una trasformazione dettata da una necessità che ci ha fatto vedere un lato che normalmente tende a tenere nascosto… Essendo assente Marisa che solitamente presenta con grande spontaneità i brani del programma dei concerti , Nicola oggi ha introdotto il concerto presentandoci con grande professionalità e competenza. Oltretutto ci ha dato una fluidità nella direzione dei brani che ha lasciato tutti notevolmente  soddisfatti . La chiesa di Zindis mi aveva già favorevolmente colpito per l’acustica e già in precedenza il pubblico aveva reagito con grande entusiasmo donandoci generosi  applausi  che anche oggi si sono ripetuti in un crescendo fino all’ultima esecuzione. Anche don Alex è stato molto cortese e ci ha messi subito a nostro agio . Che dire ? Tutto è filato liscio e abbiamo cantato rilassate e libere di esprimerci , cosa non sempre facile perché in certe situazioni proviamo una certa tensione e preoccupazione che di certo si sente. Credo che il merito sia soprattutto del nostro Maestro che ci prepara sempre con grande cura e ci incoraggia a superare le nostre difficoltà con  infinita pazienza . Direi che tutte noi abbiamo cercato di dare il meglio che potevamo , e   gli applausi che oggi abbiamo ricevuto li possiamo dedicare  proprio a lui che si merita tutto il nostro affetto e la nostra stima .

Grazie Maestro per tutto .E’ stato davvero un bel concerto intenso e ricco di significato e grande spiritualità.

Claudia

CONCORSO LETTERARIO

Continuiamo la pubblicazione dei lavori presentati al XV Concorso Letterario 2017, con la prosa “Il richiamo del mare” scritta da Chiara Prodan, 1° premio per la sezione A   –   gruppo 1 (18 anni)

 Le Selkies sono creature mitologiche irlandesi e scozzesi; queste creature sono delle ragazze che in acqua si trasformano in foche.

La marea aveva trascinato molte cose sulla riva del mare, come alghe, conchiglie colorate e animaletti troppo leggeri per opporre resistenza alle forti correnti irlandesi.

Mentre un granchio fantasma passeggiava sulla spiaggia sabbiosa in cerca di cibo, una Selkie stava osservando il sole tramontare oltre l’orizzonte. Non sapeva ancora cos’era, ma quell’enorme palla infuocata l’aveva incantata fin da subito.

Iris, questo era il suo nome, aveva diciassette anni. I suoi capelli erano argentati, i suoi occhi azzurri, quasi trasparenti, avevano lo stesso colore dell’acqua dove la creatura nuotava dieci ore su ventiquattro. Il suo carattere era gentile e altruista, ma non aveva nessuno con cui condividere quelle sue caratteristiche, poiché non v’era nessun’altra Selkie in Irlanda. Dopo un brutto incidente, tutte le Selkies erano migrate in Scozia; Iris e la sua famiglia erano rimaste sole, e poi… Alla ragazza faceva male ricordare quello che era successo alla sua famiglia.

L’unica consolazione per Iris era la compagnia delle sirene. E che compagnia!

Le sirene la prendevano in giro tutto il giorno, senza mai lasciarle un minuto di pace.

– Buongiorno, squinternata di prima categoria! – la salutò sarcastica Jolì, la più “buona” del gruppo.

-Sei troppo gentile, cara- aggiunse Etalì emergendo dall’acqua in quel momento. – Io la definirei PAZZA!!!!

– Non avete niente di meglio da fare che prendermi in giro? – chiese Iris indossando la sua pelle di foca per proteggersi dal freddo.

Etalì fece una risatina amara, venendo imitata da Jolì. – Esatto tesoro! A parte disturbare i delfini, non abbiamo niente da fare!

Le sirenette si immersero nel profondo oceano creando delle piccole onde schiumose. La Selkie tirò un sospiro di sollievo e si tuffò in mare. L’acqua era tiepida sulla superficie e un po’ più fredda sul fondale. Ben presto la pelle di foca che Selina si era appoggiata sulle spalle diventò la sua unica pelle; al posto degli arti spuntarono quattro pinne pelose e nella parte posteriore si formò una coda. La foca si tuffò mentre le bollicine di ossigeno nell’acqua cristallina le si incollavano al lungo pelo scuro. L’animale si trovò dopo qualche minuto in compagnia di due simpatici delfini. Arricciò le labbra rosee senza scoprire i denti, segno che era contenta della loro presenza. Il delfino più grosso la invitò a giocare facendo delle capriole. Le increspature sulla superficie trasparente gli si riflettevano sul dorso, proprio dov’erano ben visibili due lunghe strisce nere. Quello più piccolo, invece, strofinò il musetto delicato sul collo della Selkie e le diede una specie di bacino sulla guancia. Selina era amica di quei delfini già da qualche anno; insieme giocavano, nuotavano, facevano a gara per stabilire chi era il più veloce (questo tipo di gioco veniva fatto vicino alla scogliera, e due volte su tre qualcuno si faceva male!)…La notte era ormai calata e quel periodo della giornata era il preferito degli squali, che approfittavano del buio per sorprendere i pesci ed i mammiferi più piccoli e mangiarseli. E quella notte il menu era “paté” di foca con un retrogusto di delfino selvatico…Iris nuotò più veloce che poté, ma ormai un enorme squalo toro l’aveva raggiunta ed afferrata per la pinna posteriore sinistra. La foca trasalì: un dolore lancinante le pervase ogni singola fibra di ogni singolo muscolo. Urlò, ma si dimenticò di essere un mammifero, e perse tutta l’aria. Mentre l’esile preda stava soffocando, lo squalo la portò negli abissi del mare. Quando raggiunsero il punto più profondo dell’oceano, illuminato dai pesci Ascia d’ Argento, il grosso pesce spinse violentemente la creatura dentro una cavità nella roccia. “Morirò di sicuro” pensò Iris. Ma proprio mentre finiva quel pensiero pessimista, l’acqua dentro la cavità si prosciugò del tutto, lasciando spazio all’aria presente sulla terra ferma. La foca pensò di riprendere un attimo fiato e di uscire dal buco attraverso la quale era finita in quello spazietto chiuso. Provò ad avvicinarsi, ma in quell’istante la roccia si chiuse lasciandola in trappola. La Selkie riprese le sue sembianze umane e, scrollando i capelli argentati disperata, si mise a piangere bagnando il freddo marmo con il quale era formata la grotta. Ad un certo punto, Iris avvertì un rumore; non era fastidioso, anzi era piacevole e quasi impercettibile, come il battito d’ali di una farfallina…La Selkie alzò la testa. Era proprio una farfalla!– Scusa, come hai fatto ad entrare? – chiese Iris alla farfalla, senza accorgersi dell’APPARENTE stupidità della cosa. – Grazie all’enorme buco sopra la grotta, sciocchina! Davvero non ti sei accorta che questo posto è un grande cilindro cavo che sbuca vicino ad un’isola?!?– Ti riferisci all’Irlanda? – Era ovvio! Ah, che tempi, dove andremo a finire? -. La farfallina continuò a borbottare. Iris ripensò a quello che le aveva detto, e solo allora si accorse della stranezza di tutto. – Un momento, ma TU PARLI!!!! – esclamò con gli occhi fuori dalle orbite. – No, ma davvero???- rispose la farfalla con estrema scortesia. E detto questo, volò verso l’alto raggiungendo la luce. “Vuoi vedere che è già giorno e che sto per dare ascolto ad una farfalla parlante?” disse la Selkie tra sé e sé. Iris si arrampicò faticosamente sulla parete rocciosa ed estremamente liscia. Dopo essere arrivata in cima, si mise subito a guardare la luce del sole. Anche se non l’aveva visto per una notte sola, le mancava più di ogni altra cosa. Si tuffò in acqua, di nuovo priva di pericoli, e raggiunse la riva della sua amata isola. Dopo essersi asciugata con cura, vide da dietro ad uno scoglio un ragazzo intento a districare un paio di decine di reti da pesca. Era molto goffo, e la Selkie cercò in tutti i modi possibili di non ridere. Ma quando il ragazzo cadde all’indietro, la creatura non riuscì più a trattenersi e scoppiò a ridere. Chi va là? – chiese il ragazzo. Iris uscì allo scoperto e il ragazzino ne rimase meravigliato: la fanciulla era avvolta in un bel vestito verde ornato con delle conchiglie, i suoi occhi avevano il colore del mare, i suoi capelli riflettevano la luce solare, le sue labbra erano rosse come delle fragoline di bosco, le sue guance erano rosee. Per lui la lista poteva continuare all’infinito. – Come ti chiami? – chiese la ragazza. Il tono con cui aveva pronunciato queste parole era un po’ diffidente, ma comunque armonioso. – Andres – rispose lui inchinandosi goffamente.- E tu sei…– Iris – completò lei imitando l’inchino in modo più elegante.- Cosa stai facendo di bello? E cosa sono quei fili che tu cerchi di separare?– Queste sono reti da pesca. Si attorcigliano sempre tra loro e il mio compito è quello di separarle.Iris capì fin da subito che lui sarebbe potuto essere il suo unico amico. Andarono insieme a passeggiare e scoprirono di avere molte cose in comune: anche Andres aveva perso i genitori e non aveva nessun amico. Dopo un’ora che la Selkie parlava col ragazzo, lei inciampò in una collinetta di sabbia e finì con la faccia per terra. Mentre sputava la sabbia giallastra che le era finita in bocca, le si avvicinò una farfallina e le si posò sul naso facendola starnutire. – Non è carino fare questo alla gente, sai? – disse Iris riconoscendo subito la farfalla. – Cosa vuoi, hai qualche altro “consiglio” da darmi? – Ho due cose da dirti – rispose l’insetto con lo stesso tono scortese che aveva nella grotta.- Primo: il mio “consiglio”, come lo chiami tu, ti ha salvato la vita (anche se lo squaletto ti ha ridotto proprio male la gamba sinistra)… E secondo: SI’!! Ho qualcos’altro da dirti! E cioè:

ANCHE SE A VOLTE PENSI DI DESIDERARE QUALCOSA,

MAGARI CIÒ DI CUI HAI BISOGNO È QUALCOS’ALTRO. La farfalla volò via, lasciando Iris a riflettere sulle sue parole. Già, ma cosa volevano dire?              Passarono gli anni e Iris ed Andres decisero di vivere insieme. Ma lui dovette trattenerla dal fuggire, perché, nonostante Iris fosse felice, il richiamo dell’oceano era irresistibile.Un giorno Iris andò sulla spiaggia per raccogliere conchiglie. Quando si avvicinò ad uno scoglio, inciampò ed atterrò su qualcosa di morbido… La sua pelle di foca!!! Iris fece salti di gioia, si mise la pelle sulle spalle e si tuffò in acqua. Ormai si era dimenticata la sensazione di libertà che provava nell’acqua limpida e cristallina, e riviverla era per lei come rinascere. Dopo la trasformazione, si diresse verso il largo. Andres era andato a pescare, infatti la foca vide la sua barca, ma lui non c’era. Al suo posto però era comparso il delfino selvatico, quello più grande, quello che la invitava sempre a giocare con lui. Iris sentì improvvisamente nostalgia di casa a del ragazzo, e decise di tornare indietro. Ma mentre si voltava prendendo la direzione di casa, il delfino la trattenne prendendola per una zampa vellutata. La foca si girò e guardò il delfino con aria interrogativa. Solo allora lo riconobbe. Nei suoi occhi c’era qualcosa di stranamente familiare…“Andres !” pensò la Selkie avvicinandosi al dolce delfino. Lui sorrise allegro ed i due nuotarono insieme, giocando, scherzando, raccogliendo conchiglie e ridendo. E furono tutti e due felici per sempre.

  “PLANET  OCEAN”

Alle conferenze della Terza Età ho partecipato a una lezione che mi ha veramente colpita e che voglio condividere per contribuire, nel mio piccolo, ad attirare l’attenzione sull’importante problema dell’inquinamento. Ho visto un documentario “PLANET OCEAN” che inizia con bellissime immagini dell’origine del nostro pianeta avvenuta quattro miliardi di anni fa e prosegue con le varie fasi dell’evoluzione fino ai giorni nostri. Davvero speciale l’intera storia dei mari del pianeta con tutte le meraviglie delle loro profondità e la flora e la fauna delle barriere coralline. Da mozzafiato le scene delle innumerevoli specie di pesci che le abitano e che tanta importanza hanno nella vita dell’uomo.  La Natura è davvero prodiga e noi dovremmo essere più rispettosi nei suoi confronti, ma purtroppo non è così, l’uomo non sa darsi un limite e al primo posto mette sempre i suoi interessi. Questo documentario lo evidenzia molto bene illustrando l’inquinamento continuo che viene perpetuato sopra e sotto la superficie dei mari: trivellazioni per estrarre il petrolio che sconvolgono l’eco-sistema, migliaia di navi e portacontainer che solcano i mari e subiscono spesso avarie inquinanti. A conclusione, una scena che riassume l’intera situazione. La carcassa di un gabbiano con lo stomaco pieno di oggetti di plastica che a sua volta verrà ingerita dai pesci più grossi, quelli che poi finiranno sulle nostre tavole. Viene spontaneo chiedersi dove finiremo di questo passo e quale mondo lasceremo alle future generazioni. Mi sono venute in mente le considerazioni di un uomo saggio:
“Abbiamo corso così tanto
che dobbiamo fermarci
per consentire alle nostre anime
di raggiungerci!”
Elda

PANTONE COLORI MODA PRIMAVERA/ESTATE 2018: LE NUOVE PALETTE DI TENDENZA

Ogni anno aspettiamo con ansia il Pantone Fashion Color Trend Report, che si fa in due: uno per la stagione calda e uno per quella fredda, per scoprire i colori di tendenza in ambito Fashion, Home e Interiors. Sicuramente è il Color Report più importante e riconosciuto in tutto il mondo. Anche per la primavera-estate 2018 saranno diverse le tonalità di moda.

Sono 16 i colori della Primavera/Estate 2018 secondo Pantone, una bella differenza rispetto alle passate stagioni. Analizzando le nuove collezioni, Pantone ha suddiviso i suoi 16 colori in due sezioni, di cui la prima è definita Classic Color Palette perché comprende tinte classiche che non mancano mai nelle linee di abbigliamento a prescindere dalla stagione.

Classic  Color Palette primavera-estate 2018:

  1. Il Sailor Blue – è il classico blu navy al quale è difficile rinunciare;
  2. L’Harbor Mist – un grigio piuttosto solido e chiaro;
  3. Il Warm Sand – è un caldo e neutrale beige sempre perfetto durante i mesi caldi;
  4. Il Coconut Milk – un bianco pieno adatto a chi adora lo stile basic.
  1. I gialli Meadowlark – che è piuttosto spento;
  2. Il Lime Punch dall’effetto neon;
  3. Il rosa Pink Lavander – colore che vira verso il lilla;
  4. Il Blooming Dahlia – che ha un aspetto antico;
  5. Il rosso Cherry Tomato, – è decisamente una delle tinte più brillanti di questa palette;
  6. Il Chili Oil – che tende al bordeaux;
  7. Il Little Boy Blue – ricorda un cielo sereno;
  8. Il marrone Emperador – che ricorda la tinta della cioccolata;
  9. L’Ultra Violet – un colore originale e deciso che ha la sua forte dose di mistero;
  10. L’Arcadia –  unico verde presente dal fascino retrò;
  11. L’Almost Mauve – colore molto leggero e quasi impercettibile;
  12. Lo Spring Crocus – colore decisamente più acceso;

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Ultra Violet è il colore Pantone del 2018

Dunque, bisogna dire che il viola ha i suoi vantaggi. Sta bene sia alle bionde che alle more. E nonostante sia un colore bistrattato (dicono porti male ed è vitatissimo a teatro, in tv e ai matrimoni), è molto chic, tanto è vero che in passerella è molto spesso presente, nelle sue varie sfumature e sia per look monocromatici che nelle stampe.

RICETTE DI STAGIONE

I maccheroni al cavolfiore con uvetta

Ingredienti: 350 gr di cavolfiore, 50 gr di pinoli, 50 gr di uva passa, 1 cipolla, 2 acciughe sotto sale, qb sale, qb olio extra vergine, 320 gr di pasta, 1 bustina di zafferano, 30 gr di pecorino al pepe, qb di basilico.

Preparazione:

1) Dividi il cavolfiore in cimette, incidile a croce sul gambo e lessale per 8 minuti in acqua bollente, leggermente salata.

2) Nel frattempo, taglia la cipolla a fettine sottili e falla rosolare in una casseruola con 4 cucchiai d’olio. Quando sarà dorata, unisci lo zafferano diluito con un mestolino d’acqua, copri con un coperchio e scalda a fuoco lento per 2 minuti.

3) Scola il cavolfiore, tenendo da parte l’acqua di cottura, e aggiungilo al sugo di cipolla e zafferano nella casseruola. Regola di sale e cuoci per 2 minuti.

4) Lava e dilisca le acciughe. In un ampio tegame, fai rosolare l’uvetta e i pinoli con 4 cucchiai d’olio, unisci i filetti di acciuga e spezzettali finemente con una forchetta. Aggiungi il cavolfiore insaporito con la cipolla, mescola bene e spegni il fuoco.

5) Riporta a ebollizione l’acqua di cottura del cavolfiore e usala per cuocere i maccheroni (eventualmente puoi aggiungere ancora acqua se non fosse sufficiente).

Come servire i maccheroni al cavolfiore con uvetta:

Scola la pasta, versala nel tegame con il condimento di cavolfiore, unisci il basilico lavato e spezzettato e il pecorino grattugiato.

Sanguinaccio

Il sanguinaccio è una crema al cioccolato che viene preparata tradizionalmente nel periodo di carnevale insieme alle chiacchiere.

Nella versione originale, la ricetta del sanguinaccio veniva preparata con sangue fresco di maiale ma dal 1992 la vendita al pubblico di sangue di maiale è stata vietata, quindi oggi il sanguinaccio è una crema dolce solo a base di cioccolato. Chiacchiere e sanguinaccio sono un binomio indissolubile.

Ingredienti: 500 ml di latte, 300 gr di zucchero, 125 gr di cacao amaro, 50 gr di cioccolato fondente, 50 gr di burro, 50 gr di amido, 1/2 cucchiaino di cannella

Procedimento:

In una pentola mescolare l’amido, il cacao e lo zucchero.

Aggiungere lentamente il latte mescolando per far sciogliere il tutto.

Mettere sul fuoco a fiamma bassa mescolando di continuo e iniziare la cottura.

Quando il composto si sarà addensato, (circa 20 minuti) togliere il sanguinaccio dal fuoco e aggiungere subito la cannella, il cioccolato fondente tagliato a pezzettini e il burro.

Mescolare in modo energetico il tutto far raffreddare e servire il sanguinaccio in una ciotola insieme alle chiacchiere.

PER RIDERE UN PO’

 Ieri ho incontrato un amico che mi dice: ” siccome nonho facebook, provo a farmi degli amicial di fuori di facebook, applicando gli stessi principi…allora tutti i giorni io scendo in strada e spiego ai passanti…che ho mangiato, come mi sento, cosa ho fatto la sera prima, quello che sto per fare, quello che farò domani, gli dò delle foto di mia moglie, dei miei bambini, del cane che ho avuto, di me che sto lavando la macchina e di mia moglie che sta cucendo. Ascolto anche le conversazioni della gente e gli dico “mi piace”…e sta funzionando!…attualmente ho già cinque persone che mi seguono: 2 poliziotti, 1 psichiatra, 1 psicologo e un infermiere

 

 

 

 

PAGINE DELLE PROPOSTE

PROPOSTE DI VISITE/PASSEGGIATE

IN TRENO STORICO DA NOVA GORICA (SLO) A BLED (SLO) SULLA FERROVIA TRANSALPINA. Date:  20/5, 3/6, 17/6, 8/7, 9/9, 23/9, 14/10/2018

MONTE NANOS – passeggiata naturalistica

BOTAZZO – passeggiata naturalistica

MARANO LAGUNARE – alla scoperta della natura incontaminata fra casoni, riserve naturali oppure per la processione di San Vito (15 giugno o la domenica successiva).

PROPOSTE “RICREATIVE”

BOWLING – giornata “ludico-ricreativa” presso il Bowling di Duino o Ancarano (con pizza, grigliata, altro)

MOSTRE

VENEZIA – TINTORETTO nel 500esimo anniversario della nascita. Palazzo Ducale dal 7 settembre a gennaio 2019.

FIRENZE – “Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L’Acqua Microscopio della Natura” a cura di Paolo Galluzzi, presso La Galleria degli Uffizi di Firenze (29.10. 2018 – 20.01.2019)

 … da definire

VICENZA – mostra su Van Gogh (“Van Gogh. Tra il grano e il cielo”) dal 7 ottobre 2017 all’8 aprile 2018)

 

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