Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di dicembre 2018 – gennaio 2019

 

Dicembre 2018/gennaio 2019

ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto: è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei, puoi anche volare!

Licia Fontanot

 

Nel-Mar …di creatività e…  

Nel-Mar …che scrive e…racconta

Nel-Mar … il giornalino che racconta

Licia Fontanot

 

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI

13 ottobre, si sono tenute le premiazioni della XVI edizione concorso Creatività Femminile.

14 – 21 ottobre sono rimasti esposti i manufatti presentati al concorso Creatività.

22 ottobre si è riunita la Consulta delle Associazioni di Muggia per definire il progetto natalizio “Addobba un albero”.

27 ottobre abbiamo festeggiato i 20 anni della nostra associazione A.I.D.A.

5 novembre presso la sala Millo si è tenuta la conferenza “La fabbrica del mal di schiena” tenuta dalla prof. Martina Adriani.

23 – 24 – 25 novembre il Coro A.I.D.A ha partecipato al III° incontro internazionale delle Corali in Vaticano.  

30 novembre ore 12, termine ultimo per la presentazione degli addobbi natalizi.

4 dicembre ore 16.30 tradizionale incontro mensile che si terrà, al primo piano del locale Marconi – in piazza Marconi.

6 dicembre ore 15.30 accensione in piazza dell’albero natalizio, con la partecipazione bandistica, che darà inizio al mercatino di Natale, sotto la loggia del Comune, il cui ricavato sarà devoluto alle zone colpite dalle alluvioni della nostra Regione.

29 dicembre ore 18.30 concerto natalizio del coro A.I.D.A., con la partecipazione del coro degli Afasici di Trieste, presso la chiesa di San Matteo Apostolo, a Zindis.

18 gennaio ore 10.30, primo Direttivo del 2019.

5 febbraio ore 16.30 consueto incontro del primo martedì del mese presso il locale Marconi – piazza Marconi.

Per le festività natalizie la sede rimarrà chiusa dal

18 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE

1°  dicembre – Inizio dell’Avvento

Le Origini del Calendario dell’Avvento hanno radici nei paesi del nord Europa. La storia narra che il piccolo Gerhard Lang, un bimbo tedesco nato alla fine dell’800, fosse sempre molto impaziente di festeggiare il Natale e chiedesse ogni giorno alla sua mamma: “Quando arriva Natale? Quanti giorni mancano ancora alla festa?”. La mamma del piccolo, forse stanca di sentire ogni giorno la stessa domanda, decise un anno di cucinare dei biscotti speziati, tipici del periodo natalizio. Poi li divise in 24 piccoli sacchettini e ne diede uno al giorno al piccolo Gherard, dal primo dicembre alla vigilia, in modo che fosse facile anche per lui tenere il tempo fino a Natale. L’idea piacque tanto al bambino che fu ripetuta ogni anno per tutta la sua infanzia. Divenuto grande, nei primi anni del 1900, Gerhard sviluppò l’idea della sua mamma e, rielaborando la consuetudine casalinga, realizzò il primo Calendario dell’Avvento, stampando un cartellone con 24 finestrelle che le mamme avrebbero potuto riempire di biscotti, dolci e cioccolata per aiutare i bambini a tenere il tempo fino a Natale.

Fonte: http://www.filastrocche.it  

10 dicembre – Giornata Mondiale dei Diritti Umani  

Nel 1948 fu proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e nel 1950 venne indetta la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Negli

Stati Uniti e nel mondo, questa giornata viene celebrata solennemente con conferenze politiche e con l’organizzazione di eventi culturali, mostre e concerti sul tema.

Fonte: Almanacco/mondi.it

 

20 dicembre – Giornata internazionale della solidarietà umana

Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005, identifica la solidarietà come uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbero essere alla base delle relazioni tra i popoli. Nel 2002 l’Assemblea Generale ha istituito il Fondo mondiale per la solidarietà con l’obiettivo di sradicare la povertà e promuovere lo sviluppo umano e sociale nei paesi in via di sviluppo, in particolare tra i segmenti più poveri della popolazione.

Fonte unipd-centrodirittiumani.it

22 dicembre – approvazione della Costituzione italiana. Montecitorio, lunedì 22 dicembre 1947. L’aula della Camera è gremita in ogni scranno per il grande appuntamento con la storia: all’ordine del giorno c’è la votazione della Costituzione della Repubblica italiana, cui hanno lavorato per oltre un anno tutte le forze politiche.

31 dicembre – L’ultimo dell’anno

L’ultima festa dell’anno e la prima dell’anno nuovo! Una festa a cavallo tra due anni che vede allegria e sorrisi, ricordi e speranze. Alla mezzanotte si dà il benvenuto al nuovo anno e ci si fanno gli auguri, festeggiando insieme!

1° gennaio – Capodanno  Primo giorno dell’anno nuovo! Infatti, secondo il calendario gregoriano, l’inizio dell’anno cade il primo gennaio. Fu papa Innocenzo XII, nel 1691, a stabilirlo.

– Giornata mondiale della pace La Giornata mondiale della pace è una ricorrenza, celebrata dalla Chiesa cattolica, che cade il 1º gennaio di ogni anno. Scopo della Giornata è dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione ed alla preghiera per la pace.

 

2002 (16 anni fa) – L’euro entra in circolazione 

In Italia e in altri undici Paesi entra in circolazione l’Euro, la moneta unica europea che nell’arco di due mesi manda in pensione le vecchie valute nazionali. Giunge così a compimento quel processo di unificazione economico-monetaria iniziato con il Trattato di Maastricht, sottoscritto nel 1993.

 

3 gennaio1954 (64 anni fa) – Nasce la televisione italiana 

«La RAI Radiotelevisione Italiana inizia il suo regolare servizio di trasmissioni televisive».

6 gennaio – L’Epifania

L’Epifania ricorda l’arrivo dei Re Magi guidati dalla stella cometa alla grotta di Gesù. Come i Re Magi portarono dei doni, così si rinnova la festa ogni anno con i doni per i più piccolini! E chi porta i regali il giorno dell’Epifania? La Befana! La vecchietta brutta ma buona che vola su una scopa e porta doni ai bimbi buoni e dolcetti nella calza o carbone ai bimbi cattivi!

 

 

27 gennaio – Giorno della Memoria

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Così recita il testo dell’articolo 1 della legge italiana che spiega cosa si ricorda nella giornata della Memoria.

 

 

 

 

Poesie

La poesia è uno sfogo spontaneo che esce dall’anima e dal cuore alla vista di un qualcosa che colpisce la persona sognatrice e la spinge a mettere sulla carta i propri pensieri. Molte le poetesse, alcune famose altre meno conosciute ma non per questo di minore importanza. Il Circolo “Ottomarzo” UDI di Muggia ha al suo interno diverse autrici di poesie che leggono i propri versi durante alcuni incontri culturali o ricreativi.

Sabato 27 ottobre 2018 il Circolo “Ottomarzo” ha voluto omaggiare una nostra socia e cara amica, che di poesie ne ha scritte tante, tutte in dialetto triestino, alcune allegre, altre più riflessive e a seconda della particolarità della sua vita, altre più tristi, ma in tutte traspare una dolce ironia e, recitate  da lei, tali poesie divengono amabili all’orecchio di chi le ascolta.

Presso la Sala conferenze “Gastone Millo” in Piazza della Repubblica, l’UDI in collaborazione con l’Università della Terza Età, l’Associazione A.I.D.A. e il Comune di Muggia, ha organizzato un incontro pomeridiano per festeggiare Silva Della Pietra Lepore e le sue poesie. Marzia Ursini ha fatto i saluti e le presentazioni al pubblico presente, alla Sindaca, all’assessora alle Pari Opportunità intervenute e i ringraziamenti ai collaboratori. Poi Silva Lepore ha letto le sue poesie intercalate da brevi commenti e ricordi sul particolare momento in cui sono state scritte; le letture sono state seguite da alcuni brani musicali eseguiti dal complesso CONSORT Musica Antica. È venuto poi il momento di una bella sorpresa per la festeggiata: alcune colleghe hanno letto e le hanno donato una poesia a lei dedicata trascritta su un foglio di pergamena. Così, tra una poesia, un ricordo, uno stacco musicale e omaggi floreali, si è concluso il pomeriggio dedicato alla meravigliata e commossa Silva  che, nel leggere la sua ultima poesia, ha dichiarato: “La poesia più bela no la go ancora scrita”, perciò l’ultimo regalo che le viene offerto è un raffinato quaderno su cui poterla immortalare.

I presenti in sala hanno ricevuto in regalo un elegante fascicolo contenente alcune sue poesie da conservare nella propria biblioteca personale. Grazie, Silva!

Nelda

 

No me arendo 

In sto caldo de giugno

infernal,

go ciapà in man un mio libro…

E andar indrio fa mal! 

Quaranta ani de versi…

Per ogni riga

nassi un ricordo

che al cuor ghe dà fadiga!

 Me rivedo felice

o disperada;

ricordo i sogni

persi per la strada…. 

Ma no me arendo.

Coi tanti ani che me trovo adosso

No voio dirme:

“Voio, ma non posso”. 

E vardo avanti.

E penso che in sta vita

La mia poesia più bela

No la go ancora scrita.

                                    Silva Della Pietra Lepore

L’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci è un disegno che rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano e di come esso possa essere armoniosamente iscritto nelle due figure “perfette” del cerchio, che rappresenta l’universo, la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la terra.

Così inizia la mia conferenza presso la sala Millo di Muggia il 5 Novembre 2018 su:

 

 

 

 

“LA FABBRICA DEL MAL DI SCHIENA”

Da diversi anni sono socia A.I.D.A e insegno ginnastica posturale alle socie e ai soci simpatizzanti e mai mi sono stancata di raccomandare l’importanza del mantenimento delle posture corrette nella quotidianità e del movimento come parte fondamentale della vita di ognuno, una tra le più importanti funzioni organiche, psicologiche e sociali dell’uomo.

Il corpo umano è strutturato in modo pressoché perfetto eppure il mal di schiena è uno dei disturbi più diffusi e spesso la seconda causa di assenza dal lavoro.

Una domanda sorge dunque spontanea: ma, se siamo fatti così bene, da dove nasce il mal di schiena?

Lo stress, la vita sedentaria, posture e movimenti scorretti si ripercuotono immancabilmente sulla salute della colonna vertebrale incidendo profondamente sulla qualità della vita di chi ne è colpito. Molte volte le persone imparano a conviverci ritenendo che il mal di schiena sia un’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento, in realtà non è vero e questo problema colpisce sempre più spesso anche soggetti giovani.

La ginnastica posturale da me proposta serve per prevenire e curare il mal di schiena, con l’obiettivo non solo di ridurre il dolore ma soprattutto rimuovere la causa che lo provoca. Chi la pratica non è più un soggetto passivo esecutore di prescrizioni mediche, ma attivo e cosciente protagonista del proprio trattamento.

Nella mia conferenza ho cercato di illustrare il percorso per raggiungere questo obiettivo attraverso brevi cenni sulla colonna vertebrale e sui meccanismi che producono il dolore e sull’importanza dell’esercizio fisico per prevenire e combattere le proprie carenze di mobilità, elasticità o forza e gestire le tensioni muscolari. Uno stile di vita sano e la consuetudine all’attività motoria costituiscono il completamento del programma.

Fino a pochi anni fa la terapia più frequentemente prescritta era il riposo a letto accompagnato da farmaci analgesici. Oggi la medicina non ritiene più opportuno il riposo a letto perché è stato dimostrato che diminuire ogni attività rallenta la guarigione.

Dunque, il miglior modo di prevenire e curare la lombalgia è stare in attività usando correttamente la colonna vertebrale.

Grazie infinite a tutti i presenti alla conferenza. Sempre un’emozione e una grandissima gratificazione.

Martina Adriani

 

 

25 Novembre 2018

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e del 40° anniversario della Legge 180/78 (Legge Basaglia), la Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Muggia, ha organizzato due eventi, presso la Sala Comunale d’Arte “Giuseppe Negrisin”: la mostra “Women & Blades” della pittrice Paola Volpato e, domenica 25 novembre, a conclusione della mostra: “Vita e poesie di Alda Merini”.

 

 

 

 

Pari opportunità

Nell’odierna società ognuno di noi è alla ricerca di un posto al sole.

Le donne, quando riescono a raggiungerlo, il più delle volte il sole è già tramontato.

Edi Haipel

 

Maschio assassino

Era il 18 luglio 2011, Edi Haipel scriveva alla rubrica segnalazioni del quotidiano “Il Piccolo”:

È arrivata l’estate, e come da troppi anni l’aumento della temperatura “giustifica” l’incremento degli episodi di violenza sulle donne: pestaggi, stupri, stalking, omicidi. I dati contenuti nel “Rapporto sulla criminalità e la sicurezza in Italia – 2010” emesso nel mese di luglio dal Ministero degli Interni sono a dir poco sconfortanti: diminuiscono gli omicidi, ma una vittima su quattro è donna. Nel 1991 le donne uccise erano l’11 % delle vittime, oggi superano il 25 %. È forse questo il concetto di parità perseguito dal genere maschile? Raggiungere il 50 % aumentando gli omicidi di donne? Si vuol forse trasformare l’opprimente “soffitto di cristallo” in un coperchio simile a quello che chiudeva la bara di Biancaneve? I delitti che riguardano le donne, quotidianamente raccontati dalla cronaca sui giornali, colpiscono il lettore per crudeltà ed efferatezza, come quello della giovane mamma “scannata” con 32 coltellate, alcune delle quali inferte anche dopo la morte, quasi a temere che la morte non sia sufficiente ad eliminarla.

Una volta si diceva che la donna non  va colpita nemmeno con un fiore… cominciamo a ricordarlo ai nostri figli affinché sia come primo comandamento per una nuova società !

 

 CONCORSO LETTERARIO XVI edizione 2018 

Claudia Feroce è l’autrice del brano di prosa che segue, premiato dalla giuria del nostro Concorso Letterario di quest’anno, per la “Sezione Prosa” – gruppo 2.

CAMMINAVA TRA LE BANCARELLE…

Lui era là. Camminava tra le bancarelle. Sceglieva i formaggi, guardava i salumi…

Io tra la gente, lo seguivo.

Quel suo peregrinare tra i venditori, il fermarsi a guardare la merce: la cosa più naturale del mondo. Un uomo qualunque, in una mattina qualunque, in un qualunque mercato.

La conclusione del processo: solo due giorni prima. Il fatto riportato dalla stampa. Tre soli anni, la condanna. La condizionale. Un anno già scontato ai domiciliari. Tante attenuanti. Mille attenuanti. Troppe.

Nessuno lo riconobbe. La sua foto non era stata pubblicata. Il suo nome: solo le iniziali. Impossibile risalire a lui. Era un uomo libero: l’assassino.

Io invece lo conoscevo bene. Sapevo che era violento. Avevo testimoniato. Inutilmente. I suoi avvocati avevano dimostrato che le mie accuse erano indotte dal dolore e dalla rabbia, per aver perso una parente stretta.

Mia sorella non c’era più. Soffocata da un cuscino.

Cercai di non perderlo di vista. Il mercato, la gente, le bancarelle, la merce esposta, sembravano non esistere. Come in un film rivedevo invece le immagini di noi due bambine.

“Domani è sabato e in TV ci sono le gemelle Kessler”. Diceva mia sorella Cristina.

Attendevamo con ansia il varietà del sabato sera.

“Michela, guarda bene i passi, che poi li ripetiamo” mi diceva.

Il giorno dopo ci inventavamo piccole coreografie. Poi l’esibizione davanti a parenti e amici e un applauso caloroso coronava il nostro impegno.

“Che brave le mie Kessler in miniatura”. Così ci chiamava nostro padre.

Gemelle anche noi. Monozigote. Identiche. Condividevamo tutto.

Già alle superiori i balletti erano solo un ricordo. Insieme ci eravamo iscritte a un corso di tennis. Per me era un passatempo piacevole, uno sport per mantenermi in forma, un modo per fare nuove amicizie. Per mia sorella divenne la sua ragione di vita. Io frequentavo l’università. Lei si allenava per le Olimpiadi. Poi all’improvviso Cristina mollò tutto. Aveva conosciuto un uomo al circolo del tennis. Si sposarono.

Lui gestiva un bar. Lei lo aiutava. Le prime avvisaglie dopo qualche anno di matrimonio.

“Perché porti gli occhiali scuri?” le chiesi un giorno. “Ieri ho sbattuto inavvertitamente su un mobile”. L’occhio sinistro segnato da un evidente ematoma. Tentai di accompagnarla al pronto soccorso, ma lei rifiutò. Poi la frattura del polso. La caduta dalle scale. I lividi sulle braccia…Anche il suo umore non era più lo stesso: lei che era stata sempre allegra e solare si era incupita. Era anche dimagrita e il suo aspetto era ormai trasandato. Avevo capito ed ero intenzionata a farmi raccontare tutto. “Cristina, è stato lui vero?” le chiesi. Scoppiò in lacrime. “Mi vergogno un po’” confessò Cristina. Cercava di giustificare suo marito in tutti i modi. Disse di amarlo ancora, dopo tutto. Ma io vedevo che era spaventata. La situazione era drammatica. Lui beveva, la tradiva. Spesso la rinchiudeva in casa. La minacciava. La picchiava…Il quadro economico era disastroso: lui giocava tutto al vicino casinò d’oltre confine. Volevo che lo denunciasse, le avevo offerto il mio aiuto. L’avrei accolta in casa mia. Ma lei continuò a rifiutare. Finalmente ero riuscita a fissare un appuntamento con una psicologa. Lei non venne. Non poteva venire. Lui stesso aveva chiamato la polizia. “Ho ucciso mia moglie…”. Continuavo a seguirlo per il mercato. Attendevo solo il momento propizio. Lui era vicino all’ultima bancarella. Uno sguardo finale alla merce esposta. Poi iniziò ad attraversare la strada. Ma si era voltato d’istinto e mi aveva vista: sua cognata. I nostri sguardi s’incrociarono un istante. Il guidatore non riuscì a evitarlo. Parabrezza infranto. Volo in aria. Poi a terra con un gran tonfo. Lo guardai boccheggiare nel suo stesso sangue. Agonizzante. Le pieghe delle mie labbra si atteggiarono a un sorriso. Impercettibile. Involontario. Le sirene squarciarono l’aria. Tentarono di rianimarlo. Inutilmente.  Il telo bianco copriva il suo corpo. Attesi che lo portassero via, poi mi avvicinai ai poliziotti: “Ho ucciso io quell’uomo” dissi. Gli agenti mi guardarono stupiti. Stringevo in mano la borsetta, le dita contratte. Mostrai loro il contenuto…“Deve venire con noi in questura”. Mi fecero salire sulla volante. “La pistola non ha mai sparato”. Disse il commissario. “Perché sostiene di aver ucciso lei quell’uomo?”. “Volevo farlo”. “Lei ha dimestichezza con le armi?” continuò. “No, era la prima volta che prendevo in mano una pistola. Mio padre era gioielliere e la teneva in negozio. Lui è morto da qualche mese. Pensavo non l’avesse più. Invece nel riordinare le sue cose, qualche giorno fa, l’ho trovata. Volevo telefonare alla polizia, ma il processo a mio cognato mi ha assorbita totalmente. Questa mattina me ne sono ricordata. Ho provato a maneggiarla: ho inserito il proiettile e tolto la sicura. Poi sono andata al mercato.  Sono colpevole, commissario “. “Sicuramente ci saranno delle imputazioni… Ma suo cognato è morto perché è stato investito”. “L’intenzione non basta? E poi comunque è morto per causa mia: si è voltato a guardarmi e non si è accorto della macchina che stava sopraggiungendo”. “Voleva davvero uccidere quell’uomo? Ci pensi bene, signora. Sarebbe stata capace di puntare la pistola carica a una persona disarmata e premere il grilletto? Ci vuole sangue freddo.”. Ne sarei stata capace? Non ne ero più così sicura. C’era molta confusione nella mia testa. L’intenzionalità non bastava a farmi un’assassina. Sono passati tre mesi. Non sono ancora stati formulati i capi d’accusa. Per farlo si attendono i risultati della perizia psichiatrica…

 Ciao a tutte,

Mi chiamo Akberet Araya Misghina, ma visto che il mio nome è difficile da pronunciare tutti mi chiamano Aki. Sono nata ad Asmara in Eritrea e, in un particolare momento della mia vita, ho incontrato una signora italiana occupata presso una scuola italiana ad Asmara. Al suo ritorno in Italia mi ha portato con sé a Muggia. Un’amica mi ha fatto conoscere l’associazione Aida e mi sono subito inserita nel coro perché mi piace cantare e scrivere canzoni.  Queste sono le parole di una canzone che ho composto per voi.

Nato il bambino

È nato il bambino a Betlemme

i pastori che seguono la stella

in cielo e in terra tutti cantano

Gloria a Dio, Amen alleluia 

È nato il bambino da Santa Maria

è nato il bambino da beata Maria

è nato nel mondo da Santa Maria.

Gli angeli con gioia cantano il bambino

lo troverete dormire in una mangiatoia. 

I peccati del mondo saranno perdonati,

tutti i popoli lodano il nome tuo.

Venne nel mondo per salvare tutti,

grazie Dio, Amen alleluia 

C’è la luce che brilla,

splende in noi di pace e libertà.

Allegri tutti con la felicità.

Gloria Dio, Amen alleluia. 

Akberet Araya (Aki)

 

RICETTE RICICLO NATALIZIO

Budino di panettone e pandoro

Il budino è un dolce fatto con gli avanzi di panettone e pandoro.

Dosi per uno stampo da 18 cm: 250 gr di panettone, 250 gr di pandoro, 500 ml di latte, 3 tuorli, 100 gr di zucchero, 100 gr di cioccolato, rum, essenza di vaniglia, zucchero a velo

Preparazione:

In una ciotola lavorate con una frusta lo zucchero ed i tuorli.

Aggiungete poi il latte caldo, il rum, l’essenza di vaniglia e mescolate.

Tagliate il panettone ed il pandoro a tocchetti e trasferiteli in una ciotola.

Tritate grossolanamente il cioccolato ed aggiungetelo nella ciotola.

In ultimo mette anche il composto all’uovo.

Amalgamate bene gli ingredienti e trasferiteli nello stampo imburrato.

Cuocete a 160 °C per 45 minuti.

Servite il vostro budino di panettone con dello zucchero a velo.

 

Charlotte di pandoro

La charlotte di pandoro è una ricetta scenica ma allo stesso tempo molto facile da fare. Potrete considerarla anche come una ricetta “riciclo”, qualora abbiate un po’ di pandoro da smaltire. Se quindi volete fare un dolce natalizio goloso anche last minute, questa è la preparazione che fa per voi.

Dosi per uno stampo da 20 cm: 400 gr di pandoro, una tazzina di caffè, 350 ml di panna per dolci, 150 gr di Nutella, cacao amaro, ribes.

Preparazione:

Tagliate tre fette orizzontali di pandoro.

Dividete poi due di queste in 4 parti, ottenendo così degli spicchi.

Con la fetta intera rivestire la base dello stampo.

Posizionate gli spicchi verticalmente e bagnateli con il caffè.

Montate la panna ed unitela delicatamente con la Nutella.

Trasferite la crema ottenuta all’interno dello stampo, livellandone la superficie.

Ricoprite con una spolverata di cacao e mettete in frigorifero per un’ora.

Servite la vostra charlotte di pandoro con del ribes in superficie.

Spiedini di panettone

Se siete stufi di portare in tavola il solito panettone e cercate qualcosa di sfizioso ma non troppo impegnativo o se state cercando un modo per riciclare il panettone che avete in casa, questa ricetta potrebbe fare al caso vostro.

Dosi per 6 spiedini: 400 gr di panettone, rum, cannella, 60 gr di cioccolato fondente, granella di nocciole

Preparazione:

Da un paio di fette di panettone ricavate dei tocchetti non troppo piccoli.

Trasferiteli su della carta da forno, ben distanti tra loro, in una leccarda e fateli cuocere in forno ventilato a 190 °C per 8 minuti.

Appena sfornati spruzzateli di rum e cannella in polvere.

Formate quindi gli spiedini infilzando i tocchetti di panettone negli stecchi di legno.

Servite gli spiedini di panettone ricoprendoli di cioccolato fuso e granella di nocciole.

DOGGY BAG

Nei ristoranti italiani si sprecano ogni anno 185mila tonnellate di cibo. La soluzione? 

 “Sdoganare” la Doggy Bag, renderla divertente e trendy, far sì che la buona pratica di portarsi a casa gli avanzi del pasto diventi un gesto semplice e consueto ogni volta che si va al ristorante (e si lascia qualcosa nel piatto).

In Italia si calcola che solo il 20% dei clienti chieda di potersi portare via gli avanzi. Pare che tale pratica fosse assolutamente usuale in Italia fino al dopoguerra. Poi il benessere ci ha cambiato (in peggio) le abitudini.

Al contrario, in Cina il chiedere di portarsi via gli avanzi (si chiama “dabao” e significa “mi faccia un pacchetto”) è addirittura sinonimo di buona educazione.

In Italia potrebbe chiamarsi … “busta per il cibo avanzato”!

Profumo di Natale in casa

È risaputo che l’aromaterapia apporti benefici fisici e mentali, ma al di là delle proprietà curative dell’inalare un’essenza, chiunque trae piacere dal trovarsi in un ambiente profumato e dall’avere la casa che odora di buono!

Soprattutto durante le feste, quando capita di avere ospiti in casa e si vorrebbe creare un’atmosfera calda e speciale. Vediamo allora come ricreare un profumo natalizio in pochi secondi e usando solo 6 ingredienti.

Procuratevi 3 stecche di cannella, un’arancia a fette, 2 cucchiaini di noce moscata, 2 cucchiaini di chiodi di garofano, un rametto di rosmarino, qualche mirtillo (sostituibile con dei pezzetti di mela) e mettete tutto a cuocere lentamente in 2 o 3 tazze di acqua.

In poco tempo si sprigionerà per tutta casa un profumo di legna, di vin brulè, di spezie, di resina e di montagna che aggiungerà al pranzo natalizio un tocco in più!

Un’idea deliziosa anche come regalo: basta inserire tutti gli ingredienti in una bustina o in barattolo e allegare le istruzioni per portare in casa il profumo delle feste. Anche se si tratta di un piccolo presente, gli ingredienti sono così belli e colorati che farete un figurone.

Il Coro A.I.D.A. ha partecipato al

III INCONTRO INTERNAZIONALE DELLE CORALI IN VATICANO

… le nostre coriste erano circa lì …

… e  il coro A. I. D. A.  ritorna verso casa

Nel prossimo giornalino ci saranno i racconti e le emozioni vissute dalle nostre coriste in questa fantastica esperienza in Vaticano.

 

 

PER RIDERE UN PO’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PAGINA DELLE PROPOSTE

 

 

PROPOSTA DI VISITA AL MUSEO DEL PRESEPIO

L’Associazione Triestina Amici del Presepio ha sede in via dei Giardini 16, nei locali della dismessa scuola Damiano Chiesa.

Indirizzo: Via dei Giardini 16 – 34146 Trieste

Orario di apertura dal 15 dicembre al 15 gennaio:

feriali dalle 15.00 alle 18.00;

festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (chiuso il 24 e 31 dicembre);

Ingresso gratuito.

Per informazioni:

Tel. 040 382678 – Fax 040 382678

mailto:amicipresepiots@gmail.com 

SI POTREBBE ANDARE LA PRIMA SETTIMANA DI GENNAIO …  PORTANDO I NIPOTINI …

PROPOSTE DI VISITE / PASSEGGIATE

MONTE NANOS – passeggiata naturalistica – in primavera

BOTTAZZO – passeggiata naturalistica – in primavera

MARANO LAGUNARE – alla scoperta della natura incontaminata fra casoni, riserve naturali oppure per la processione di San Vito (per la prossima primavera).

PROPOSTE “RICREATIVE”

BOWLING – giornata “ludico-ricreativa” presso il Bowling di Duino o Ancarano (con pizza, grigliata, altro)

 

 

 

 

Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale

“G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)

Sede operativa : c/o Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015 Muggia (TS)

E-mail  aida_muggia@hotmail.it; blog:aidamuggia.wordpress.com –  Telefono  040 9278281

Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17

 

Stampato in proprio – Dicembre 2018

                 Partecipazione al progettoADDOBBA UN ALBERO 2017″