Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di Dicembre 2017/Gennaio 2018

ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto: è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei, puoi anche volare!

 Licia Fontanot

 

Nel-Mar …dello stare insieme

Nel-Mar …di ricerca e sacrificio

               Nel-Mar … di presenza e…lavoro costante

 Licia Fontanot

 

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI

 23 novembre: in sala Millo si è tenuta la conferenza “Ti racconto l’Hospice”, organizzata dalla Casa Pineta del Carso, in collaborazione con A.I.D.A e Università della terza Età – sezione di Muggia.
29 novembre: abbiamo fatto visita al parco Naturalistico di Basovizza.
30 novembre: abbiamo consegnato presso URP di Muggia gli addobbi natalizi per il progetto comunale “Addobba un Albero”.
1 dicembre: ore 16.30 illuminazione dell’albero in piazza Marconi addobbato dai bambini delle scuole di Muggia.
5 dicembre: ore 16.30 tradizionale incontro mensile presso l’hotel Lido.
Sarà nostra ospite Liviana Poropat che ci presenterà il nuovo programma radiofonico in 5 puntate de “Gli amici della cucina di casa nostra”.
14 dicembre: 19.30 cena di Natale presso l’hotel Lido.
16 e 17 dicembre: (orario indicativo 9/12 – 15/18) sotto la loggia del Municipio, piazza Marconi 1, la Consulta delle Associazioni allestirà un banchetto pro TELETHON./span>
28 dicembre: il coro AIDA sarà ospite presso Radio Nuova Trieste dalle ore 10.00 alle ore 11.00 (sulle frequenze 93.3 e 104.1 MHz) nella trasmissione “In diretta con voi”. Telefono per chiamare in diretta: 040308854 per chi volesse ntervenire.
28 dicembre: ore 16 il Coro AIDA allieterà le ospiti della Casa di Riposo I.T.I.S, con brani della tradizione natalizia.
12 gennaio 2018: il coro AIDA parteciperà al concerto organizzato da Usci Trieste “Tergeste Chorus Natale” presso la Chiesa di S. Vincenzo de Paoli a Trieste.
13 gennaio 2018: ore 17 il Coro AIDA sarà ospite presso il circolo Tomè,  Trieste.
14 gennaio 2018: ore 10 – data e ora da confermare: asta e premiazione degli addobbi preparati per il progetto “Addobba un Albero”.
29 gennaio 2018 (lunedì): ore 16, presso la nostra sede, primo Direttivo per la programmazione anno 2018.
6 febbraio 2018: ore 16.30 primo incontro dell’anno 2018 presso l’hotel Lido.


Per le festività natalizie la sede rimarrà chiusa dal 19 dicembre 2017 al 30 gennaio 2018


 
Cena di Natale  presso l’hotel LIDO  giovedì 14 dicembre 2017 ore 19.30   MENU:

  • Aperitivo di benvenuto
  • Risotto alla marinara
  • Grigliata di pesce
  • Verdura di stagione
  • Torta A.I.D.A
  • ¼ vino e ½ minerale

Euro 35,00 euro
Si prega di confermare la partecipazione quanto prima.

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE

3 dicembre – Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Istituita nel 1981 per promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità, per sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza

Fonte:  www.csvrc.it

5 dicembre – Giornata mondiale del suolo.

La giornata propone di aumentare la consapevolezza dell’ importanza fondamentale che il suolo ha nella nostra vita.

ll suolo è stato trascurato per troppo tempo. Ad oggi non siamo riusciti a valorizzare ed a preservare il suolo nel suo ruolo di risorsa naturale, intimamente collegata al nostro cibo, all’acqua, al clima, alla biodiversità e alla vita. Dobbiamo invertire questa tendenza ed adottare delle azioni efficaci di conservazione e di ripristino del suolo.

Fonte: ambiente.regione.emilia-romagna.it

10 dicembre – Giornata mondiale dei diritti dell’uomo.

è una celebrazione sovranazionale che si celebra in tutto il mondo.

In questa giornata vengono tradizionalmente attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero il quinquennale premio delle Nazioni Unite per i diritti umani, assegnato a New York, ed il premio Nobel per la pace ad Oslo; oltre a questi premi, molte altre organizzazioni internazionali, non governative, civili ed umanitarie su tutto il pianeta scelgono questa giornata per eventi significativi.

Fonte: Wikipedia

11 dicembre – Giornata internazionale della montagna.

L’obiettivo principale della celebrazione è far conoscere l’importanza delle montagne per il pianeta, evidenziare le opportunità e le criticità dello sviluppo delle regioni montane e costruire alleanze per apportare cambiamenti positivi per i popoli e per l’ambiente di montagna. La promozione della Giornata è affidata all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), che ne coordina la preparazione e l’animazione. È dunque la FAO che sceglie ogni anno un tema per la celebrazione della Giornata – per il 2017 il tema è “Montagne sotto stress: cambiamenti climatici, fame e migrazione” – lasciando comunque ampia libertà alle comunità di celebrare la Giornata scegliendo un tema di interesse locale, legato alle iniziative del territorio.

Fonte:  www.uncem.it

20 dicembre – Giornata internazionale della solidarietà umana.

Nel 2002 l’Assemblea Generale ha istituito il Fondo mondiale per la solidarietà con l’obiettivo di sradicare la povertà e promuovere lo sviluppo umano e sociale nei paesi in via di sviluppo, in particolare tra i segmenti più poveri della popolazione.

Fonte: unipd-centrodirittiumani.it

1 gennaio 2018 – Giornata mondiale della pace.

La Giornata mondiale della pace è una ricorrenza, celebrata dalla Chiesa cattolica. Scopo della Giornata è dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione ed alla preghiera per la pace.

Fonte: Wikipedia

4 gennaio 2018 – Giornata internazionale dell’alfabeto Braille.

Si celebra ogni anno per commemorare la nascita di Louis Braille che inventò l’alfabeto Braille per permettere ai ciechi di leggere e scrivere normalmente.

Louis Braille nacque in Francia e all’età di tre anni rimase accidentalmente cieco. Nonostante questo desiderava imparare a leggere e scrivere, nonostante la sua disabilità. All’età di quindici anni sviluppò un sistema di simboli composto da puntini in rilievo sulla carta. I puntini possono essere facilmente percepiti con le mani e questo rende possibile leggere e scrivere anche ai ciechi.

Fonte: www.calendarlabs.com

CONCORSO LETTERARIO

Riprendiamo con la pubblicazione delle prose e delle poesie presentate al XV Concorso Letterario 2017.  In questo numero, la prosa scritta da Sabina Gardovic, seconda segnalata per la sezione A – gruppo 2 (+ 18 anni)

Oltre

Vedi quel puntino lassù? Non è difficile trovarmi. Sono solita frequentarlo. È un parco piuttosto curioso. Si trova sul cocuzzolo di un piccolo monte circondato da alcune villette d’epoca. è di forma tonda, incoronato, lungo tutto il bordo, da alberi secolari. Tra un albero e l’altro, una spruzzata di panchine in legno e ferro battuto. Forse mi piace particolarmente proprio per questa sua forma circolare. È come ritrovarsi in un girotondo, mano nella mano, con gli alberi e le poche persone che, come me, lo frequentano fondamentalmente per leggere all’aria aperta. È un luogo capace di racchiudere ogni cosa nella sua forma migliore: pensieri, luce, silenzio. Per salirci, imbocco una delle tre salite che conducono alle panchine. Lentamente. Ogni salita è fatta di un ciottolato di media grandezza. Salendo, vedo i miei passi confondersi con oltre un secolo di altri passi, piccoli, grandi e la pietra è ancora lì. Respira. Salendo, guardo oltre i miei piedi, guardo oltre la pietra. È un viaggio. Vorrei superare le barriere del luogo, del tempo, dell’esperienza. Sento di non dover raggiungere null’altro all’infuori della consapevolezza che la verità spesso risiede sotto la superficie delle parole. Salendo, ascolto il battito di un nuovo giorno, è un foglio bianco, candido come la neve. Non è un’occasione straordinaria? Certamente è un’occasione straordinaria! Mi vedo salire verso la cima del piccolo monte. Non vorrei pensarti. Anche se tu non ci sei, io esisto. Salgo piano piano come se camminassi al rallentatore. Mi vedo entrare nella solitudine che ha contagiato gli uomini. Ci rifugiamo dietro la parola “diversità”. Ci rifugiamo. Salgo e guardo oltre i miei piedi, oltre il mio dolore, oltre te che non ci sei. Cammino, salendo, sul sentiero del mondo, è un mare buio, è il mio cuore rotto, nessuna scintilla. Eppure, di tanto in tanto mi sembra di percepire nell’aria il tuo profumo. Arriva inaspettato come le luci dei pescatori nella notte. Una lanterna tin, un’altra lanterna tin, altre ancora tin tin tin illuminano gli occhi e il mio corpo vive. Senza peso. L’eco della tua assenza rimbalza da una pietra all’altra della mia salita, scioglie teneramente le ultime difese. Ci vuole amore per abbracciare il dolore, piccola mia che non ci sei, mi sei tanto cara. Salgo ancora, esco fuori dal mio guscio. Mi spoglio di me stessa, uno strato dopo l’altro. Che magnifico senso di leggerezza.  I pensieri iniziano a staccarsi dalla mia mente, sono i fiori di ciliegio al vento, guarda come planano.

Si intreccia tra un passo e l’altro

un bizzarro gioco del giorno e della notte.

Insieme.

Una è Luna l’altro è Sole.

Coesistono sotto la superfice delle parole.

Tessono sulle tele di Magritte

Un’insolita danza.  

Versi dimenticati appaiono d’improvviso sul mio sentiero. Salgo. Vado avanti senza scalfire l’aria. Sono impercettibile. Ascolto il respiro della tua assenza. Ascolto il corpo oltrepassare il dolore, i piedi oltrepassare ogni singola pietra. Salgo e guardo oltre la vita, guardo oltre quel giorno di aprile in cui non sono morta. Un passo oltre il ricordo, un altro passo oltre la mia pelle colpita e salgo. Togliere piuttosto che aggiungere, togliere piuttosto che aggiungere, ripeto il piccolo mantra mentre salgo. Oltre il mio corpo, è livido è muto, oltre la mia voce che nessuno sente. Entro nell’al di là delle parole, immagini, fotogrammi che spezzano il respiro e mi fermo. Immobile. I miei polsi stretti nel pugno, inchiodata contro il muro, contro ogni senso di vita. È come se non ci fossi, l’eco nell’aria. Devo solo raccogliere un po’ di coraggio e continuare a camminare, oltre. Basterebbe poco coraggio, quel tanto che possano contenere le mie mani, per oltrepassare il corpo. Senza fermarmi, senza girarmi. Oltre l’eternità di quell’attimo, oltre il muro. Vedo il ciottolato sotto i miei piedi, quanti secoli raccoglie questo piccolo sentiero. Quanti piedi l’hanno calpestato, quanti occhi l’hanno divorato. Ma è lì. È ancora lì, solido, forte. È fatto di un coraggio antico e di un’anima eterna. E sta lì, sotto i miei sogni paralizzati. È in ascolto dei passi che non ho fatto, della mia voce muta. Sono una donna, vorrei gridare. Sono una madre. Sorella. Figlia. Sono compagna, moglie, amica grido senza aprire bocca. Tremo. Tremano le mie piccole mani. Tremo e guardo dritto negli occhi la banalità del male e riprendo a camminare, salgo. Accompagno il mio invisibile corpo, è una notte senza stelle il mio corpo, sempre senza stelle, e vado oltre. Guardo oltre gli occhi chiusi, oltre il mio viso privo di lacrime, oltrepasso il pensiero, l’esperienza, la polvere oltre, oltre. Guardo oltre me stessa per riaverti, per riavermi. Ti abbraccio, piccola stella nel mio giorno. Ti abbraccio, piccolo raggio di sole nella mia notte. Viaggia oltre, non ti trattengo, piccola anima perduta. Un giorno forse, o l’altro ancora, io sarò proprio lì, vedi quel parco lassù? Non è difficile trovarmi. Mi avvio ogni giorno, come adesso, vedi, sono quasi in cima, ecco, che meraviglia questo silenzio tutto tondo.

Ti racconto l’Hospice

Giovedì 23 novembre 2017 presso la Sala Millo si è svolta la conferenza “Ti racconto l’Hospice”, organizzata dalla Casa di Cura di Pineta del Carso in collaborazione con l’A.I.D.A. e l’Università della Terza Età – sezione di Muggia.

Relatori la dott.ssa Roberta Vecchi – psicologa, psicoterapeuta – e il dott. Gianluca Borotto – medico internista.

La Presidente Paola Serra introduce la riunione con saluti e ringraziamenti ai collaboratori, all’UNI 3 e al Comune per l’utilizzo della sala e alle persone presenti commentando che l’argomento trattato, le cure palliative, oltre ad essere informativo è anche molto interessante.

Il dott. Borotto, responsabile dell’Hospice, un Ente privato in stretta collaborazione con l’Azienda Sanitaria triestina, introduce l’argomento molto attuale sulla fine della vita umana in seguito ad incidenti o malattie degeneranti che tolgono le funzioni vitali e portano alla conclusione della vita terrena.  Ecco entrare in funzione le cure palliative che mettono al centro dell’attenzione il malato, non la malattia. Ma cosa sono le cure palliative? Sono dei medicinali in grado di migliorare la qualità del percorso vitale e dare sollievo al malato inguaribile per un trattamento ottimale del dolore, affiancati da un team medico per dialogare con le persone sofferenti sul percorso della vita che si avvicina alla conclusione. Il dott. Borotto porta l’argomento molto attuale dell’eutanasia e cita il discorso di Papa Francesco nel quale si dice che, dando uno spazio adeguato alla dignità dell’essere umano ed evitando l’accanimento terapeutico,  non si tratta di eutanasia, la quale  rimane sempre una forma illecita perché si propone di interrompere la vita e procurare la morte. Certamente ci vuole molta saggezza per affrontare questi problemi. Il Ministero della Salute ha emanato la legge N° 38 per garantire le cure palliative e la terapia del dolore con l’obiettivo di controllare il male fisico e assicurare al malato dignità, autonomia, relazioni e comunicazioni, fino al termine della vita. La malattia che colpisce l’infermo coinvolge anche tutta la famiglia, per questo è sorto l’Hospice dove ha sede un gruppo di lavoro, un’equipe multi professionale formata da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e volontari assistenziali, che aiutano il malato nelle sue problematiche di natura fisica, psichica, sociale e spirituale, dando un sostegno socio assistenziale al degente e alla famiglia, che continua anche dopo  la morte del paziente. La frase che risuona sempre all’Hospice è “quando non c’è più niente da fare, c’è ancora tanto da fare”. Queste parole ci fanno comprendere la volontà e la sensibilità delle persone che si prendono cura dei loro pazienti.

La dott.ssa Vecchi ha parlato dei volontari che svolgono un’attività di sostegno ai degenti, le ha definite persone diplomate in umanità. Nella struttura ospedaliera si svolgono diverse attività, si organizzano feste, incontri musicali, c’è addirittura “l’osmiza” per intrattenere le persone lì ospitate. Infatti la dott.ssa sottolinea: “Dove c’è morte, c’è vita”. Ha poi citato una frase tratta da un film, “Il Miglio Verde”: – I miracoli accadono nei luoghi più impensati. L’Hospice Pineta del Carso ha contatti anche con altri Paesi europei per divulgare le cure palliative e fornire percorsi formativi tramite stage a  medici e infermieri, e registra un vivo interesse da parte dei sanitari contattati. Alla fine ci è stato presentato un video sull’attività dell’Hospice, con una bimba che faceva capolino dalle porte alla ricerca del nonno, l’ultimo giro di giostra con la dolcezza di un viso che si affaccia alla vita.

Pineta del Carso non è solo tristezza e paura di morire, ma anche allegria e sensazione di sentirsi amato, rispettato nel momento definitivo di addio alla vita.

Nelda

25 Novembre 2017“Giornata Mondiale per la Lotta contro la violenza sulle Donne”

Riceviamo dall’autore Edi Haipel e pubblichiamo due articoli, comparsi anche nella rubrica delle segnalazioni del quotidiano “Il Piccolo”.

Minerva, Maria Teresa e Patria Mirabal erano tre sorelle dominicane, membri del “Movimento 14 giugno“ (un’organizzazione che tentava di rovesciare il regime dittatoriale del generale Trujillo) col nome rispettivamente di Mariposa 1 (farfalla in spagnolo), Mariposa 2, e Mariposa 3. Le sorelle Mariposa, agli arresti domiciliari, potevano uscire due volte a settimana, una per andare a messa e l’altra per visitare i loro mariti, incarcerati come oppositori politici. Al ritorno da una di queste visite furono intercettate da agenti del Servizio Segreto Militare e barbaramente uccise dopo aver subito le più crudeli torture. Era il 25 novembre del 1960.

L’efferato assassinio delle sorelle Mirabal causò grande dolore in tutto il paese e fortificò lo spirito patriottico della comunità, dando inizio alla caduta del regime del generale Trujillo grazie all’aumento della resistenza interna e del discredito internazionale. Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale dell’ONU, per commemorare il sacrificio delle Mirabal, ha dichiarato il 25 novembre “Giornata Mondiale per la Lotta contro la Violenza sulle Donne”.

Un pensiero a ricordo di tutte le Donne private della Vita con l’unica colpa, quella di aver avuto un nastro rosa sulla porta il giorno della nascita

Basta violenza sulle donne  

“Lui, accecato dalla gelosia, ammazza la moglie.”

“Lei, preda della gelosia, uccisa dal marito esasperato.”

Questi sono alcuni titoli di cronaca di questi giorni: cambiando l’ordine dei protagonisti il risultato non cambia, è matematico, a perdere la vita è sempre comunque la donna. In Italia ogni settimana tre donne muoiono per le violenze subite, oramai la probabilità di non morire di parto è compensata dalla probabilità di morire ammazzata dal proprio partner. Diciamo basta!! C’è bisogno di un segnale forte, non c’è privacy che tenga, dobbiamo scoperchiare le case e rendere pubblica ogni forma di quotidiana sopraffazione subita e soffocata, che sia d’aiuto alle donne a spezzare le catene dell’ingiustizia e dell’omertà che le avvolgono. Propongo un minuto di silenzio dedicato alle donne all’inizio di ogni partita di calcio per sensibilizzare più uomini possibile e, parafrasando un luogo comune, quando torniamo a casa chiediamo scusa alle mogli, loro non sanno il perché, ma noi sì.  

Lavori natalizi

Il Comune di Muggia chiama, l’A.I.D.A. risponde.

E’ stata fatta una richiesta dall’amministrazione comunale alla Consulta della Associazioni per addobbare gli alberi di Natale che verranno ubicati in varie aree della cittadina muggesana. Il progetto è un’idea preziosa per coinvolgere la cittadinanza a una maggiore partecipazione all’abbellimento del territorio. La Presidente Paola Serra ha dato la comunicazione e le socie aidine si sono prontamente messe in moto per aderire alla domanda. Con grande impegno e zelo si è formato il gruppo creativo, è stata individuata la giornata di lavoro e naturalmente il laboratorio nella sede sociale, che così oltre ad essere informativa e ludica diventa anche creativa. Le più fantasiose hanno trovato le forme e il materiale per i gingilli da creare, che devono essere di colore rosso e di materiale resistente all’acqua in quanto posizionati all’aperto. Organizzati i preparativi, il team si è trovato nella giornata stabilita e con bottiglie e bicchieri di plastica fogli di carte gommata, palline di polistirolo colla a caldo, forbici e tanta buona volontà sono stati confezionati dei lavori molto fantasiosi e originali. La manualità delle socie più esperte è stata un incoraggiamento per aiutare quelle meno pratiche ma alla fine il risultato è stato veramente positivo, come solo le amiche dell’A.I.D.A. sanno fare. Per citare un detto molto popolare possiamo certamente dire, che “l’unione fa la forza”. Ora, con tanto orgoglio per il lavoro fatto, non ci resta che portare i nostri gingilli nel luogo stabilito per la raccolta e aspettare con discreta ansia il giorno di vederli appesi all’albero, davanti alla Biblioteca nei Giardini Europa.

                                                              Nelda

Centro didattico naturalistico di Basovizza

Nonostante i vari imprevisti, il gruppo socie dell’A.I.D.A. è riuscito a partire in orario stabilito da Muggia, per raggiungere la località di Basovizza dove aveva appuntamento per visitare il moderno centro visite polifunzionale, realizzato dalla Regione F.V.G. e gestito dal Corpo forestale regionale. Lo storico edificio, nato a metà dell’Ottocento come vivaio per il rimboschimento carsico e ristrutturato nel 2008 per volere delle guardie forestali, è diventato un punto di riferimento culturale degli ambienti carsici e di educazione ambientale per scolaresche e cittadini Nell’accogliente sala didattica, con uno sfondo raffigurante un prato fiorito, scorrono le bellissime immagini sulla natura del Carso con i suoi animali, piante, fiori, paesaggi e colori che solo questa zona sa dare. Anastasia, agente forestale, accompagna il gruppo nei vari ambienti del Centro alla scoperta delle meraviglie naturali del luogo: incominciando da un grande plastico del territorio tra Italia e Slovenia con le sue colline, lande, rocce, doline e grotte, facendo notare la biodiversità geologica dell’ambiente e i suoi fenomeni carsici, la vegetazione e i vari sentieri naturalistici. Attraverso “Il corridoio del tempo”, una lunga corsia di vetro sul pavimento, in cui si notano le varie evoluzioni del Carso, il terreno boscoso, la flora, la fauna dalla preistoria con il dinosauro Antonio fino ai tempi recenti, si entra nella sala che rappresenta un particolare e tipico ambiente carsico, alle spalle della città di Trieste: gli alberi, la dolina, le rocce e tutti gli animali nel loro habitat naturale. C’è anche una finestra sulla parete dalla quale il visitatore che si affaccia si trova a guardare, dalle rocce, la città. Seguendo il percorso didattico il gruppo entra nella sala  del bosco, alla scoperta alla sua insostituibile funzione al servizio dell’uomo, per l’uso del legno nei suoi molteplici utilizzi, per il lavoro che mani esperte  possono fare, dai velieri ai giocattoli agli strumenti musicali. Un’enorme parete tappezzata da nomi scientifici di tutte le specie floreali presenti nell’ambiente carsico racconta che una rosa canina ha addirittura 15 varietà. L’enorme albero magico al centro della sala scopre i suoi segreti con l’apertura delle porticine che rivelano al loro interno le larve sotto la corteccia e il buco lasciato dal becco del picchio, diventato poi tana abitativa per un altro animale. Per finire la “sala delle meraviglie” un invito a sostenere con l’aiuto dell’uomo il pianeta terra, oggi in grosse difficoltà a causa dell’inquinamento, per l’estinzione delle specie animali e i rifiuti organici. Anche alcune grotte sono soggette ad inquinamenti a causa della discarica di materiali tossici che arrivano ai terreni sottostanti. Nell’uscire tutti, molto soddisfatti dalla lezione istruttiva, si sono soffermati a guardare il bellissimo presepe in legno posizionato nell’atrio, arrivato dalla Carnia.

Nonostante la giornata piovosa e fredda, siamo stati avvolti dal tepore delle sale e dal calore del bosco, circondati dal legno, affascinati dai colori e abbiamo sentito i profumi del bosco che emanavano alcuni diffusori; grazie a tutto ciò e al piacevole discorso istruttivo della guida la mattina è trascorsa piacevolmente. Come sempre l’A.I.D.A. porta le sue socie a conoscere meglio l’ambiente che ci circonda, arricchendo in questo modo la cultura personale.

Nelda

Pensieri  di saggezza

“L’arte di Vivere Bene con gli Altri”, “Pensieri per Vivere Meglio” sono alcuni titoli di libri pubblicati da Omar Falworth  un Maestro di saggezza.

Da molti anni l’autore, attraverso i suoi scritti, seminari e gruppi d’incontro aiuta le persone a raggiungere un progressivo benessere psicologico e l’arte non facile del vivere felici.

Dalle pagine di un suo libro abbiamo trovato alcuni pensieri, nei quali, ci fa intravedere uno spiraglio di  speranza per una esistenza serena, dovremmo però seguire i suoi consigli e cercare di  metterli in pratica.

Per vivere felici occorrono sei cose….

  • Il dominio di sé, ossia la capacità di tenere a bada i propri impulsi e le proprie passioni.
  • La fiducia in sé, ossia poter sbagliare sapendo di non essere rimproverati…da se stessi.
  • L’umiltà, ossia la forza di accettare la propria debolezza
  • La purezza di cuore, ossia saper vedere bianco là dove gli altri vedono nero.
  • La saggezza, ossia la coscienza della propria ignoranza.
  • L’amore, ossia riuscire a vedere se stessi negli altri.

Omar Falworth ha scelto di omettere dai suoi libri qualsiasi dettaglio biografico.

Nel locale della nostra socia Denise sono esposte in bella mostra delle frasi che a me sembrano significative. Non hanno il nome di chi le ha scritte quindi anonime.

Nelda

 

  • Dove c’è grande volontà non possono esserci grandi difficoltà.
  • Più sono vuote le teste più sono lunghe le lingue.

Una mattina, andando a fare la spesa, ho letto questa poesia su uno dei cassonetti della raccolta di abiti usati ecc.

Siccome mi ha fatto sorridere, vorrei condividerla con voi. 

Gabriella L.                           Cos’è la poesia

non chiedermelo più,

guardati allo specchio

la poesia sei tu.

 RICETTE NATALIZIE

Timballo di tortellini al ragù bianco

Ingredienti: 600 gr pasta brisée, 600 gr coniglio polpa, 300 gr tortellini al prosciutto crudo, 150 gr verdure per soffritto surgelate, 60 gr burro, 50 gr grana padano fresco, 1.5 dl vino porto, 1 tuorlo, q.b. timo, q.b. sale, q.b. pepe                                                                               

Preparazione:

1) Soffriggete le verdure surgelate in un tegame con 50 g di burro, unite la carne a dadini e un rametto di timo, salate, pepate e sfumate con il Porto; poi abbassate la fiamma e cuocete per 30 minuti, versando un poco di acqua calda ogni volta che sarà necessario.

2) Lessate i tortellini in abbondante acqua bollente leggermente salata, scolateli al dente, conditeli con il ragù e il grana e lasciateli intiepidire.

3) Tirate due terzi della pasta in una sfoglia sottile e con questa foderate uno stampo a tronco di cono di un litro, rivestito con carta da forno unta con il burro rimasto. Riempitelo con i tortellini e coprite con la pasta restante stesa in un disco poco più grande dello stampo; fate un foro al centro con un piccolo tagliapasta, sigillate i bordi, eliminate la pasta in eccesso e con questa decorate il timballo. Spennellatelo con il tuorlo sbattuto e infornate a 200° per 40 minuti.

Zampone in crosta di pane

Ingredienti:1 zampone, 1 tuorlo, 500 gr pasta per pane

Preparazione:

1) Lessate lo zampone in acqua per 4 ore, scolatelo, lasciatelo intiepidire e spellatelo.

2) Stendete la pasta da pizza a uno spessore di 1/2 cm e avvolgetevi lo zampone ben stretto, eliminando la pasta in eccedenza. Bagnate i bordi con acqua e sigillateli.

3) Ricavate tante strisce dagli scarti di pasta della pizza, inumiditele con acqua e disponetele sul rotolo incrociandole a grata.

4) Lasciate riposare il rotolo per 30 minuti in luogo tiepido, pennellatelo con il tuorlo diluito con poca acqua e infornate lo zampone in crosta di pane a 200° per 30 minuti.

Albero di girelle salato

Ingredienti: 2 rotoli di pasta sfoglia, 200 gr prosciutto cotto, 200 gr formaggio edamer, olive nere, latte oppure uovo per spennellare

Preparazione:

Stendete i rotoli di pasta sfoglia e mettete sopra le fette di prosciutto cotto e il formaggio e arrotolate dal lato lungo.

Sigillate bene i bordi dei rotoli.

Tagliate i rotoli con un coltello affilato in modo che vengano di due dita circa. Cercate di farli il più possibile uguali.

Prendete un tegame con carta forno e mettete le girelle rivolte verso l’alto formando un albero

Spennellate con uovo sbattuto o latte, mettete qualche oliva sopra l’albero, in modo da simulare le palline, e cuocete l’albero di girelle in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa, fino a che la sfoglia risulterà cotta e dorata.

VARIANTI E CONSIGLI:

Potete mettere anche verdure invece che salumi.

Potete usare pomodorini al posto delle olive.

Vi consiglio di fare l’albero il giorno in cui vorrete mangiarlo altrimenti la sfoglia risulterà molle.

PER RIDERE UN PO’

PAGINE DELLE PROPOSTE

 

EVENTI  NATALE

Museo del Presepio, Trieste – Servola – Visita guidata, promozione culturale, data da concordare.

Descrizione:

Istituito nel 2007, unico Museo del presepio in Regione, conserva ed espone circa  900 opere presepistiche che testimoniano  le varie interpretazioni della Natività in Italia e nel Mondo fra movimenti e giochi di luce. Vasta è la gamma di materiali utilizzati per la loro realizzazione (carta, legno, cera, polistirolo, conchiglie, filtri di sigarette, cartone, sughero, terracotta e altri ancora). Un particolare settore del Museo è riservato ai presepi “Triestini”, ambientati in un contesto scenografico con scorci caratteristici e significativi della città e della sua provincia. Il Museo dispone di un laboratorio presepistico a disposizione di tutti coloro che sono interessati a cimentarsi nella costruzione di un presepio.

… da definire

VICENZA – mostra su Van Gogh (“Van Gogh. Tra il grano e il cielo”) dal 7 ottobre 2017 all’8 aprile 2018)



Centro didattico naturalistico di Basovizza
Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale “G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)
Sede operativa : c/o Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015 Muggia (TS)E-mail  aida_muggia@hotmail.it;
blog:aidamuggia.wordpress.com –
Telefono  040 9278281Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17
Stampato in proprio – dicembre 2017