Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di Settembre 2017

settembre 2017

ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto: è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei, puoi anche volare!

Licia Fontanot

Nel-Mar …riprendiamo tutte insieme
Nel-Mar …con il suo agile pensiero
Nel-Mar …con forza e bravura
 Licia Fontanot

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI – giornalino settembre 2017

Alcuni eventi che hanno caratterizzato la nostra attività prima della pausa estiva.
A giugno:
abbiamo visitato, con grande partecipazione e interesse, l’Acquedotto Randaccio.
Presso la sala Millo si sono svolte le Premiazioni del nostro Concorso Letterario, arrivato alla XV edizione.
Presso l’azienda agricola Scheriani, abbiamo festeggiato il giorno del Solstizio d’estate.
Infine, in una giornata particolarmente afosa abbiamo accolto, nella chiesetta di S. Rocco, il coro degli Afasici diretto da Loredana Boito. Alcuni brani sono stati eseguiti con il nostro coro Classico AIDA diretto da Nicola Colocci, coadiuvato dalla flautista Claudia Vascotto.
A luglio (27) la Consulta delle Associazioni di Muggia, si è riunita per definire, con l’assessore al sociale Luca Gandini, la programmazione per l’accoglienza dei bambini di Arquata e Amatrice.
Riprendiamo il:
12 settembre: ore 16.30 con il consueto incontro al Lido e focus sulle prossime attività autunnali. Nostra gradita ospite sarà Silva Lepore che ci reciterà qualche sua poesia
19 settembre: riprende, per chi vorrà, il corso di ginnastica posturale tenuto dalla nostra prof. Martina Adriani.
21 settembre: gita a Illegio per visitare la mostra Amanti – “passioni umane e divine”. Chi desidera, può dare il suo nominativo.
3 ottobre: ore 16.30, il consueto appuntamento mensile si terrà presso la Biblioteca comunale di p. le Europa. Sarà nostra ospite Isabella Flego che ci presenterà il suo libro “Memorie sopra l’Equatore”.

ALCUNE DATE CHE CI PIACE RICORDARE

 8 settembre – Giornata internazionale dell’alfabetizzazione. L’UNESCO ha istituito questo giorno come International Literacy Day, la Giornata mondiale dell’alfabetizzazione, allo scopo di sensibilizzare la popolazione sulle difficoltà di lettura e scrittura di alcuni individui della nostra società.
La giornata internazionale dell’alfabetizzazione da un lato celebra il successo: quattro miliardi di persone nel mondo sanno leggere e scrivere. Dall’altro lato fa notare che non tutti condividono questo successo: un quinto della popolazione adulta mondiale è analfabeta (circa 796 milioni di persone).
Fonte: www.alice.ch

12 settembre – Giornata internazionale senza sacchetti di plastica. Si usano in media 12 minuti, ma rimangono sulla Terra per 200 anni.
Sono dappertutto: nelle case, per le strade, sulle spiagge, nei nostri mari.
Le utilizziamo
distrattamente, senza alcuna moderazione, eppure i danni che causano all’ambiente sono gravissimi. Stiamo parlando delle buste di plastica e del loro uso ed abuso.
Sue Kinsey, Capo progetto del programma inquinamento di MCS ha dichiarato: “Speriamo che questa fantastica iniziativa funga da stimolo per coloro che ancora non riescono a fare a meno dei sacchetti. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti perché la giornata si trasformi in un successo. Dobbiamo poter dimostrare che è possibile con la prevenzione eliminare facilmente una fonte di inquinamento da plastica che è la piaga di tutti i paesaggi e una reale minaccia per la fauna marina. Anche in Canada e alle Hawaii alcuni gruppi e associazioni prenderanno parte all’evento per farne una vera giornata internazionale”.
 
21 settembre – Giornata internazionale della pace.
 È stata istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’Assemblea dichiarò che il Giorno sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di pace e di non-violenza, e volse un invito a tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante il giorno. L’osservanza della giornata mondiale per la pace sta cominciando ad essere sempre più diffusa, soprattutto nelle scuole con attività volte alla Pace.
Fonte: Wikipedia
26 settembre – Giornata europea delle lingue.
Il suo scopo è incoraggiare l’apprendimento delle lingue nel vecchio continente.
Tra gli obiettivi generali della Giornata europea delle lingue ci sono la sensibilizzazione sull’importanza dell’apprendimento delle lingue per migliorare il plurilinguismo e la comprensione interculturale, promuovere la diversità linguistica dell’Europa e incoraggiare uno studio delle lingue esteso a tutta la vita.
Fonte: Wikipedia
29 settembre –  Giornata mondiale del cuore. È organizzata dalla World Heart Federation e co-sponsorizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’UNESCO, la United Nations Sport for Development and Peace initiative e l’International Year of Sport and Physical Education, è una campagna mondiale che si tiene dal 2000 con lo scopo di aumentare la consapevolezza riguardo alla salute in ambito cardiologico e la prevenzione delle patologie cardio-cerebro-vascolari.

CONCORSO LETTERARIO

Venerdì 16 giugno 2017 alle ore 17, presso la sala Millo si sono svolte le Premiazioni del XV Concorso Letterario.
Il bando prevede, per ogni Sezione e per ogni Gruppo, un primo premio e due segnalazioni.
Di seguito i nomi delle premiate:

Per la Sezione B POESIA Gruppo 2 per donne con + di 18 anni
IL 1° PREMIO: è stato assegnato a Gaia Passalacqua con “SPONDA”. Questa la motivazione da parte della Giuria: per aver saputo con le parole, disegnare in un quadro di sentimenti, un’esplosione di sensazioni.
La 1^ segnalazione è stata assegnata a Tatiana Lorenzini con l’elaborato “Commuoviti“.
La 2^ segnalazione è stata assegnata a Nicolina Ros con due elaborati ex aequo dal titolo “CON TE” e PACE: UTOPIA?”.
Per la Sezione A – PROSA –  Gruppo 2 per donne con +18 anni
 IL 1° PREMIO: è stato assegnato a Roberta Zoldan per l’eleborato “Cerchi di tenerla d’occhio” con la seguente motivazione da parte della Giuria: per aver accompagnato il lettore attraverso una tematica di attualità senza mai appesantire il racconto, anche di fronte a episodi di sicura gravità, lasciando sempre trasparire che di fronte ad ogni problema del nostro tempo, l’amore familiare rappresenta anche per le nuove generazioni, un porto sicuro.

La 1^ segnalazione – a Maria Trevisan con l’elaborato “COME UN GABBIANO
 La 2^ segnalazione ex aequo è stata assegnata a “OLTRE” di Sabina Gardovic e a “UNA PICCANTE RAPINA” di Ettorina Bossi Finocchiaro.
Per la Sezione B POESIA – Gruppo 1 per donne con – 18 anni

 il 1° PREMIO: è stato assegnato a Anna Behar “L’Amicizia alla mia età” con la seguente motivazione della Giuria: per aver saputo accompagnare il lettore attraverso un viaggio dell’anima alla ricerca dell’essenza della vita.
 La 1^ Segnalazione è stata assegnata a Aysha CODIGLIA con “Se Fossi”

La 2^ Segnalazione ex aequo è stata assegnata a: Elisabeth Zanier con “Non sono Un giocattolo”; a Margherita Blasi con “La PRIMAVERA” e a Margherita Crociani con “La PRIMAVERA ARRIVA” 

Per la Sezione A – PROSA – Gruppo 1per donne con – 18 anni

Il 1° PREMIO: è stato assegnato a Chiara Prodan con “Il richiamo del mare” con la seguente motivazione della Giuria: per la fantasia e per la freschezza espositiva, accompagnate ad una accuratezza tecnico-linguistica della giovane autrice.

La 1^ Segnalazione è stata assegnata a Serena Zuliani con il brano “THABO”

 La 2^ Segnalazione è stata assegnata a Elena Francia con il brano “Pallavolo”

Prima di chiudere vorrei ringraziare tutte le scrittrici che hanno partecipato ed esprimo, attraverso le pagine di questo nostro giornalino, l’auspicio che ci possano ancora stupire con i loro scritti. Alla prof. Valentina Marchesan va un grazie speciale dato che, per il secondo anno, ha incoraggiato le sue studentesse a partecipare al nostro e ad altri concorsi. Trovo ciò molto positivo per le ragazze, perché le incoraggia a partecipare, stimolando quella sana competizione che ritengo importante per una crescita equilibrata. Brava Prof!

Nota: i brani premiati sono stati letti dalla nostra socia Mara Rondi.

Paola Serra

 Da questo numero del giornalino, iniziamo a pubblicare i brani e le poesie premiati dalla Giuria nella XV ediz. del nostro C.Letterario             

L’elaborato che vi proponiamo è stato scritto da Roberta Zoldan, che ha ottenuto il primo premio per la “Sezione Prosa” –  Gruppo 2 (+ 18 anni) 

Cerchi di tenerla d’occhio

Il telefono squillò sul comodino e il suono le arrivò dritto al cuore.   Il cordless, che ormai metteva in carica di giorno e teneva vicino la notte, le notti. Le notti in cui sua figlia tornava all’alba o non tornava affatto e il suo cellulare “potrebbe essere spento o non raggiungibile”. Appunto. Non raggiungibile come era, in effetti, sua figlia e non solo al cellulare. Non raggiungibile era l’esatta espressione del suo sguardo spento e opaco, di rabbia trattenuta, anzi di cieco furore.   Disse “Pronto” con una voce sveglia e urgente come a dire: – Ditemi, lo so, sono qua, dov’è? Dove devo venire? –   Era al commissariato di polizia, bisognava andare a prenderla subito, era minorenne, molto minorenne, quindici anni, figuriamoci…ma come si fa a lasciarli star fuori di notte così, senza controllo? Era vero. Lei non aveva più nessun controllo su sua figlia, non solo sulle sue notti ma anche sui suoi giorni e soprattutto sulla sua testa, sui suoi pensieri… come era potuto succedere?In un giorno d’estate (quale estate? Due, tre anni fa?) voleva solo essere guardata mentre si tuffava dal trampolino dello stabilimento balneare che frequentavano da sempre: guardami mamma, guardami, TI HO VISTO CHE NON MI STAVI GUARDANDO! E l’estate dopo già le aveva detto così tante volte “Non rompermi il cazzo” da riuscire a farlo anche con l’aria annoiata.   E adesso bisognava andarla a prendere in commissariato, anche se “la ragazza sta bene”, l’hanno solo trattenuta “per un controllo”.  Si accese una sigaretta. Non aveva mai fumato in camera da letto, mai.
Fumare in camera da letto significava avere passato il confine, aver abbandonato ogni resistenza per lasciarsi cadere giù, a peso morto.
Il telefono squillò di nuovo e lei restò un attimo a fissarlo: e adesso cosa? Cosa ancora?
– Sono la mamma di Luna, buonasera, le ragazze sono insieme, lo sa, mi hanno passato Luna solo un attimo – (Luna? Sì, un nome che ricordava, improvvisamente le balenò l’immagine di una ragazzina con un viso rotondo, un caschetto di capelli neri, un piercing al sopracciglio e un rossetto troppo scuro…sì, Luna).
 – Senti, ti do del tu che dici? In questa situazione… (una risata squillante così grottesca in …questa situazione, appunto).
 – Non so mica perché le tengono lì, Luna mi ha detto che erano pulite (PULITE? Mio dio, cos’era quel gergo da telefilm poliziesco? Pulite? Due bambine di quindici anni?).
 – Pulite, ti dico. Dovrebbero riaccompagnarcele a casa e con tante scuse anche, altroché, ma senti, senti? –– Sì – Riuscì solo a sibilare. Si alzò per cercare un portacenere ma dovette risedersi sul letto, le gambe non la reggevano.
– Sì – Ripeté di nuovo.
– Allora, senti, scusa, io sono qui in casa di riposo, sono sola in turno e non posso muovermi. Cioè, in teoria non se ne accorgerebbe nessuno…solo per un’ora magari, le vecchiette del mio piano dormono tutte ma se viene fuori…non voglio casini. Non è un gran lavoro ma…senti? Senti? Sono quasi le cinque adesso e io alle sette stacco. Potresti andare lì tu, intanto? Magari puoi firmare tu per tutt’e due e le porti da te e io vengo a prenderla alle sette e mezza.  Anzi, no, ora che ci penso, Luna non te la danno di sicuro e lasciarla lì da sola…senti, dai, aspettatemi tutte lì in questura, ti è un problema? Dio, che notte di merda, scusa, eh? –
– Va bene, sì, ci vediamo lì –
– Oh, ti ringrazio proprio, eh? Ma senti, senti? –
– Sento- sospirò cercando con lo sguardo un qualunque oggetto che potesse fungere da portacenere.
– Comunque con le stronzette la mettiamo giù dura, eh?
– Sì, sì, ciao -.
In bagno si guardò allo specchio, la faccia stralunata e i capelli per aria. Si lavò il viso, e iniziò la routine del mattino, trucco compreso (come ci si presenta alle cinque del mattino a ritirare la propria figlia “pulita” in questura?).
   Rinunciò al trucco e comincio a spazzolarsi meccanicamente i capelli. Di nuovo, le gambe vacillarono e dovette sedersi sul bordo della vasca. Sul fondo candido, ghirigori neri, i capelli di sua figlia (“Pulisci la vasca che fa schifo!” “Tanto fa tutto schifo in questa casa, no?” “Cosa ti costa sciacquarla almeno col telefono della doccia? CRISTO!!!).
Sbatté gli occhi e le riapparve in un lampo la stessa vasca (quanti anni prima cinque? Sei?): piccoli cavallini con le criniere colorate piene di schiuma; file di Barbie sedute ordinate e composte sul bordo contro al muro, i capelli biondi irti e stopposi, la voce cristallina della sua bambina (“Mammaaaa posso mettere il balsamo al mio pony?).
   Fece scorrere l’acqua a lungo e, senza accorgersene, cominciò a piangere piano. Piangeva, sciacquava e tirava su col naso, il rumore dell’acqua si fondeva con i suoi singhiozzi e i capelli neri danzavano intorno al buco dello scarico.
Si preparò una tazza di caffè solubile e guardò fuori dalla finestra. Ancora buio.
Al commissariato le dissero di attendere, un ragazzo giovane con una faccia priva di espressione.
   Le sei e un quarto. Le parve di sentire la voce di sua figlia oltre la porta, rizzò le orecchie e si avvicinò furtiva. Silenzio.
Aveva freddo e un bisogno pazzesco di caffè. Pensò di uscire a fumare ma se l’avessero chiamata proprio mentre era fuori?
   Alle sei e tre quarti entrò trafelata la mamma di Luna. Si individuarono subito.
– Eccomi qua! Sono riuscita a sganciarmi prima… –
Si accomodò sulla sedia di plastica in fianco a lei con un sorriso sbarazzino, come un’amica che arriva in ritardo all’appuntamento per l’aperitivo.
 – Le iene? –
   Per un attimo non capì se si riferisse alle loro figlie o ai poliziotti. Si sentiva intontita, fuori posto, senza parole.
 – Ah, se ti fanno disperare! (il tono ero lo stesso delle mamme quando parlano dei primi dentini che spuntano…).
 – Sì, davvero. Ma…tu sai…pensi che usino…sostanze? –
 – Oddio…di canne se ne fanno di sicuro!”. Rise gettandosi i capelli indietro. Aveva un bel viso ma un’espressione dura, le labbra sottili. Gli occhi, però, le parvero buoni, amichevoli.
– Ma da quant’è che aspetti? –
– Non so, da più di un’ora, direi –
– Ma come? – Si alzò di scatto e si diresse decisa verso una qualunque delle porte chiuse lungo il corridoio. Bussò.
   Lei non ne sarebbe stata capace, avrebbe aspettato un’altra ora prima di farsi avanti. Ma perché era sempre così insicura?).
Sparì dentro alla porta, uscì con un agente e insieme percorsero tutto il corridoio.
Ed eccole, Luna e sua madre, venirle incontro con l’aria concitata.
– Che bastardi…che stronzi…sbirri di merda! Luna gesticolava.
– Sshh! cretina, vuoi farti arrestare adesso? Muoviti, cammina!
   Si alzò dalla sedia.  “Giorno…” Luna la salutò con gli occhi bassi. Masticava gomma con la bocca aperta, come faceva sempre sua figlia e le venne voglia di prenderla asberle.
– Ora vai tu a firmare in fondo al corridoio. Ti aspettiamo fuori e…ma non ci siamo neanche presentate! Io sono Katia.” Le strinse la mano.
 – Angela -, mormorò piano, la mano debole e fredda dentro quella calda e forte di Katia. 
   Nella stanza sua figlia era in piedi e si girò a guardarla.
– Aspettami fuori – le disse.
   Il poliziotto le ripeté la storia del controllo e di “giri” di persone da cui era meglio stare lontani.
 – Cerchi di tenerla d’occhio -. Non disse altro ma le sorrise comprensivo: aveva capito tutto. Forse anche molte più cose di lei.
   – Grazie – Si senti improvvisamente meglio. – Grazie davvero-.
   Sua figlia era pallida, sembrava più provata della sua amica.  – Che stronzi…- biascicò piano, senza convinzione. Lei non disse niente.
   Erano lì tutte e quattro fuori e non riuscivano a dirsi niente ma nemmeno a separarsi.
   Il sole illuminò improvvisamente la strada mentre un camion dell’immondizia si fermò sferragliando a pochi metri da loro.
Sul marciapiede di fronte c’era un bar e il cameriere stava pulendo con uno straccio i tavolini fuori.
– Non so voi, ma se non bevo subito un caffè vado fuori di testa-. La mamma di Luna allungò svelta il passo, attraversò la strada e, inaspettatamente, prese posto a un tavolino. Le ragazze si buttarono scomposte sulle sedie, le borse buttate a terra, tra le gambe.
   Il cameriere si stava avvicinando sorpreso, era un po’ presto per il servizio fuori. Si fermò a guardarle perplesso.
– Per me un cappuccino bollente per favore – disse la mamma di Luna – Sono morta – sospirò guardando dritta davanti a sé.
Lei osservò sua figlia. Il rimmel le era colato sotto agli occhi e continuava a mordicchiarsi il labbro inferiore. Improvvisamente sbarrò gli occhi, li richiuse e li aprì di nuovo. Le sorrise timidamente.
   Allora anche lei chiuse gli occhi, esausta e svuotata mentre la tensione allentava la morsa.
E in quel momento sentì limpida e ridente la voce di sua figlia, la sua vera voce, la sua voce di prima: Mamma, per favore, posso prendere un krapfen?
Roberta Zoldan

Acquedotto Randaccio


 Ogni giorno con grande facilità apriamo il rubinetto dell’acqua, per bere, lavare, cucinare, innaffiare il giardino e anche giocare, soprattutto i bambini, senza pensare che in molte altre parti del mondo l’acqua non c’è e ignorando il percorso che essa fa per arrivare nelle nostre case in ottima qualità ed essere usata secondo i bisogni quotidiani. Noi socie aidine, curiose di conoscere tutti i servizi pubblici di Trieste, tramite la Presidente Paola Serra, abbiamo organizzato una visita istruttiva nel Comprensorio dell’acquedotto “Giovanni Randaccio” in località Duino Aurisina, il giorno 14 giugno, con partenza da Muggia alle ore 9. Siamo state accolte da una simpatica e competente guida che ci ha spiegato tutto il percorso e il funzionamento dell’acquedotto, portandoci in visita nel sito circondato da uno splendido parco.

L’acquedotto venne costruito nel 1929, in seguito potenziato fino all’ultima grande opera del 1994 che ha risolto in maniera definitiva l’approvvigionamento idrico della città, assicurando il servizio anche in caso di siccità.  L’acqua che noi beviamo arriva dalle riserve dei fiumi Sardos e Timavo, ha una elevata purezza ed è ricca di sali minerali, può quindi considerarsi oligominerale. Dopo essere stata raccolta nei serbatoi l’acqua viene filtrata nelle sale di decantazione in vasche di sabbia che la depurano dalle impurità; a questo punto si potrebbe già bere ma, per una maggiore potabilità, viene poi sterilizzata mediante minime quantità di cloro (1 goccia ogni venti litri di acqua). Arriva così nelle sale pompe centrifughe che la aspirano, la sollevano verso le torri piezometriche che mantengono la pressione uniforme e attraverso due condotte, di cui una sottomarina, raggiunge tutta la provincia di Trieste e Muggia. La visita al parco è stata altrettanto istruttiva: durante gli scavi nel 1976 sono emersi reperti archeologici, resti di una antica “mansio” romana, villa di nobili risalente al secolo I° a. C. con uno splendido mosaico per pavimento. Intorno “cipressi calvi”, alberi provenienti dall’America, in mezzo al percorso un laghetto di acqua risorgiva dove nuotavano tranquilli i pesciolini, le scardole. La guida ci ha raccontato che, secondo le antiche credenze, se i pesci stavano bene l’acqua era buona, vi possiamo assicurare che erano in perfetta salute. Usciti dal Randaccio dopo aver bevuto un buon bicchiere di acqua fresca dalla fontana, sicuramente migliore di quelle imbottigliate, ci siamo incamminate verso la chiesa di San Giovanni in Tuba, basilica in stile gotico costruita dai signori di Duino negli anni 1400. È un luogo molto suggestivo e storico, infatti teatro di molti concerti per l’ottima acustica, ambiente ideale per matrimoni per l’incanto che suscita. Fuori della chiesa abbiam fatto una passeggiata per vedere le “Risorgive del Timavo”, fiume magico che nasce in Slovenia e, dopo aver percorso un lungo tratto sotterraneo, risorge appunto vicino alla chiesa per arrivare al mare Adriatico. Magico perché ancora nessuno, nonostante le numerose immersioni subacquee, è riuscito a scoprire il tratto mancante. Fiume di antica memoria perché già Virgilio lo nomina nella sua Eneide.

A conclusione di quella splendida mattinata di sole e cultura una buona libagione ci voleva, perciò ci siamo recati nel vicino Villaggio del Pescatore e, seduti nel fresco giardino di un ristorante, ci siamo gustati una buona frittura di pesce innaffiata da un amabile bicchiere di vino.
Nelda


Incontro musicale per ricordare la giornata della Musica
Il 24 giugno nella chiesa di San Rocco a Muggia, il Coro Classico A.I.D.A. ha festeggiato “La giornata della musica” insieme al fantastico coro dell’associazione A.L.I.C.E. di Trieste, a cui partecipa un gruppo di persone colpite da ictus. Persone meravigliose alle quali siamo profondamente legate, che ad ogni incontro ci regalano tante emozioni. Un grazie speciale alla maestra del coro Loredana Boito e a tutto il gruppo per il loro grande impegno sociale.
Annamaria

Incontro musicale

Nel rione San Rocco a Muggia sorge una piccola chiesetta dedicata al Santo, la cui ricorrenza cade il 16 agosto. Nell’anno 1631, cessata la grave epidemia di peste, venne eretta in onore del santo la cappella votiva che diventava proprietà della Confraternita di San Rocco. Sopra il portale della chiesa si legge una iscrizione che ne racconta la storia.
Ristrutturata negli anni 2000 dall’allora parroco don Andrea della parrocchia di Zindis, di cui la chiesetta fa parte, è diventata oggi, per volere di don Alex Cogliati, parroco attuale, in collaborazione con il Comune di Muggia, sede di molti concerti, oltre naturalmente alle funzioni religiose delle festività cattoliche. Sabato 24 giugno il coro classico dell’associazione A.I.D.A. e i graditi ospiti, coro “Degli Afasici” di Trieste si sono esibiti in un concerto nella piccola chiesetta. Il coro degli afasici è composto da persone portatrici di handicap, colpite da ictus cerebrale, malattia invalidante che toglie l’uso della parola. La dottoressa Loredana Boito, musico terapista con esperienza unica in Italia iniziò il suo lavoro con il gruppo, facendo ritrovare in loro, per mezzo della musica, il modo di comunicare con le altre persone. Hanno cantato, accompagnati da un chitarrista, canzoni della tradizione musicale italiana e triestina, canzoni volute da loro, in cui ognuno sentiva la propria ispirazione. C’è stata una grande emozione nel vedere persone così duramente colpite esibirsi con tanta forza di volontà e bravura. La dott. Boito nel dirigerli si è commossa e noi le facciamo un caloroso applauso per la sua bravura e sensibilità. Il coro classico diretto dal maestro Nicola Colocci con al flauto Claudia Vascotto ha intonato canzoni del suo nuovo repertorio, spaziando da una dolce Ave Maria di un compositore fiammingo ad una ballata britannica, una canzone di Fabrizio De André e la conosciutissima “I Have A Dream” portata al successo del complesso pop svedese, ABBA. Per finire i due cori assieme hanno cantato il Va Pensiero, un coro molto noto nella storia dell’opera lirica, tratto dal Nabucco di Giuseppe Verdi. A conclusione della coinvolgente serata siamo stati, tutti noi presenti, invitati ad un rinfresco conviviale nella saletta adiacente la chiesa di San Matteo Apostolo offerto dalle coriste aidine.
Nelda

Festa del solstizio 23 giugno 2017

 In località Darsella a Muggia c’è un agriturismo dalla tradizione secolare, tra il verde degli ulivi e coltivazioni di mandorli, ciliegi e viti. All’ospite che arriva, presenta un panorama incantevole sul golfo di Trieste da una parte e dall’altra sulla vicina Slovenia fino a Pirano. L’agriturismo Scheriani, oltre ad offrire cibo genuino con prodotti tipici dell’azienda, produce anche vino ed olio che si possono trovare in vendita negli esercizi commerciali. Venerdì 23 giugno per il “Solstizio d’estate” l’associazione A.I.D.A. ha festeggiato la ricorrenza, in una afosa serata, nella bella terrazza all’aperto, con tavoli e panche in legno, mentre lo sguardo era monopolizzato dalla spettacolare visione che si apriva davanti agli occhi. Cibo a buffet, le 52 persone presenti si sono servite e disposte intorno ai tavoli, scegliendosi la compagnia preferita, intanto il nostro abituale musicista accompagnato dalla inseparabile pianola, suonava musiche d’intrattenimento. Tra un discorso, un assaggio di pietanza una sosta per gustare una sigaretta (all’aperto si può anche se fa male) le più appassionate, nonostante il caldo, si sono cimentate nei balli di gruppo e di coppia nella sala interna del locale, con grande divertimento anche di chi le guardava, forse pure con un po’ d’invidia per l’agilità nel muoversi. Alcune socie si sono confrontate anche nel karaoke, per dimostrare la sfumatura della loro voce e l’abilità del loro canto. Per concludere la divertente e amichevole serata l’immancabile lotteria con premi mangerecci di ottima qualità. Con la festa del solstizio l’associazione si prende le meritate “ferie”, con la certezza di ritrovarsi ai primi di settembre rivitalizzate e pronte per nuove e importanti attività.
Nelda

Solstizio d’estate di Licia Fontanot

Questa sera ho provato una bellissima sensazione di socialità, di amicizia.
La cena e la festa è stata una cosa speciale; un benessere che non provavo da tempo. In un attimo ho anche pensato a quante cose abbiamo creato insieme in questi anni, quanti incontri e scontri ci sono stati; ma sono messi in conto, e posso dire che, pur a distanza di anni, mi sembra che ne sia valsa la pena, sono serviti per conoscerci, per capirci. Il risultato c’è ed è unico e bello, comunicativo, cordiale e soprattutto “Libero”.
E il ritrovarsi? È sempre fresco, vivace e propositivo. Con queste parole voglio ringraziare la Presidente, il Comitato di Presidenza e il Direttivo che sono le persone che lavorano di più.
È ancora bello constatare che dopo tanti anni che esistiamo, la nostra associazione AIDA tiene bene ed è ancora il risultato che conta, la nostra indipendenza, la libertà di pensiero e di azione che da sempre abbiamo. È bello sentirsi libere e sicure del nostro esserci.
Ancora un grande grazie alla nostra Presidente ed al nostro direttivo e…molte grazie a tutte!
 

Impariamo a ridurre i cibi troppo “saporiti” 

II sale è la principale causa dell’attuale epidemia di ipertensione, danneggia le ossa e può causare calcoli ai reni. Ne usiamo il doppio di quanto consiglia l’Organizzazione Mondiale della Sanità e non ce ne rendiamo neppure conto. Scopriamo dove si nasconde per imparare a limitarne il consumo.
Un killer silenzioso. Così abile da nascondersi dove non te lo aspetti e da mietere milioni di vittime in tutto il mondo, mantenendo però un aspetto “innocente” perché tuttora pochi sanno quanto sia dannoso.
Troppo sale fa male.
Dal 20 al 26 marzo è tornata la Salt Awareness Week, una campagna internazionale promossa dalla World Action on Salt and Health che ogni anno punta il dito contro un nemico sfuggente ma pericoloso: l’ennesima occasione per ricordarci che mangiamo troppo salato e che dovremmo fare attenzione a tutto il sale che non vediamo.
L’indagine Minisal del Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del sale in Italia ha dimostrato che gli italiani consumano circa il doppio della dose di sale massima suggerita dall’Organizzazione mondiale della sanità, pari a 5 grammi al giorno. Gli uomini si attestano sui 10 grammi, le donne intorno agli 8 grammi. Peraltro i “Livelli di Assunzione Giornaliera Raccomandati” (LARN) indicano che la quantità adeguata oltre cui già si può parlare di eccesso è pari a 3,75 grammi.
Bisogna stare attenti soprattutto con il sale “invisibile“. Nei biscotti, nei dolci, nei cereali per la prima colazione c’è una grande quantità di sale; ancora di più se ne trova in salse e condimenti, oppure nel pane e nei crackers, nei formaggi spalmabili e in quello fuso a fette, nelle verdure in scatola. Per non parlare di salumi, carni e pesce in scatola o pasti pronti: i prodotti impanati, da cuocere in forno o friggere, in appena un etto di peso contengono anche da tre a cinque volte il tetto massimo di sale quotidiano.
Occhi aperti, quindi, per cercare di ridurre l’introito il più possibile perché troppo sale fa davvero male.
L’eccesso di sodio (ingrediente” costitutivo del sale ndr) è uno dei principali responsabili dell’epidemia di ipertensione che osserviamo in Italia e nel mondo. Se c’è troppo sale nella dieta infatti il sodio viene riassorbito a livello renale, richiamando liquidi e quindi aumentando il volume di sangue e di conseguenza la pressione.
“L’ipertensione è la conseguenza più nota di una dieta troppo saporita ed è causa diretta di infarti, ictus e insufficienza renale, ma non è l’unica – riprende Strazzullo -. L’eccesso di sodio a livello dei reni comporta, infatti, un aumento dell’escrezione di calcio e questo provoca una maggiore demineralizzazione ossea e una probabilità più alta di calcoli renali”.
Fonte: Intranet ASUITs

RICETTE “FORESTE”

Feta al cartoccio

La feta al cartoccio è un antipasto e di solito viene preparato con pomodori, origano, e peperoncini verdi, anche se non mancano versioni che prevedono l’aggiunta di olive o altre ancora con cipolle.
Ingredienti per 4 persone: 200 gr di feta, 1 pomodoro, 1 peperoncino verde, origano, olio evo
Preparazione:
Stendere un filo d’olio sulla carta argentata e posizionare la fetta di formaggio feta sulla sua superficie
Tagliare il pomodoro a rondelle e posizionarlo sul formaggio, spolverizzare con l’origano e delle rodelline di peperoncino verde
Chiudere la carta argentata formando un cartoccio ed infornare la feta a 160°
Cuocere la feta per 10 minuti quindi, servire o direttamente la feta al cartoccio oppure in un piatto, versando un filo d’olio a crudo su tutta la superficie della feta prima di portarla in tavola.

Felafel

I felafel sono delle polpette di ceci speziate molto diffuse nel Medioriente. Si tratta di un piatto a base di ceci tritati con cipolla, aglio, cumino, prezzemolo e coriandolo. I felafel vengono di solito serviti bollenti, avvolti nel pane pita insieme alla salsa tahina, una salsina ai semi di sesamo, o una salsa allo yogurt e accompagnati da verdure fresche. I ceci da utilizzare per preparare i falafel devono essere secchi e andranno fatti ammorbidire in acqua almeno 12 ore prima di essere utilizzati a crudo quindi metteteli a bagno la sera prima.
Ingredienti per 15 felafel: 200 gr di ceci secchi, 1 spicchio di aglio, 1/2 cipolla, 1 cucchiaino di semi di cumino, 1/2 fascetto di coriandolo, 1/2 fascetto di prezzemolo, sale, pepe, olio
Preparazione:
Mettere i ceci secchi in una ciotola con l’acqua e un pizzico di bicarbonato e tenete in ammollo per 12 ore.
Scolare bene i ceci, disporli in una ciotola insieme alla cipolla tritata, il prezzemolo, l’aglio, i semi di cumino, il coriandolo, sale e pepe.
Mettete tutti gli ingredienti in un mixer e tritate fino ad ottenere un composto omogeneo. Con l’impasto ottenuto formare delle polpette che andrete a posizionate man mano su un piatto.
Mettere i felafel in frigo per 1 ora. Scaldare quindi l’olio in una padella e friggere i felafel fino a che saranno di un bel colore bruno. Sollevate, scolate su carta assorbente e Servire i felafel su un letto di insalata verde.

Spanakopita

La Spanakopita è una torta salata tipica della cucina greca composta da uno scrigno di strati di pasta phyllo (la pasta fillo o phyllo è una varietà di pasta sfoglia preparata in sottilissimi fogli separati che vengono sovrapposti l’un l’altro) con un ripieno di spinaci, feta, cipolla e uova. La spanakopita viene preparata in un unico stampo e poi servita in piccoli quadratini oppure preparata arrotolando il ripieno in singole porzioni di forma triangolare.

Ingredienti per 6 persone: 200 gr di pasta fillo, 500 gr di spinaci, 200 gr di feta, 1 cipolla, 2 uova, sale, pepe, olio
Preparazione:
Tritate la cipolla e fatela appassire in una padella con un filo d’olio. Pulire gli spinaci e aggiungeteli in padella. Salate, pepate e cuocete per una decina di minuti. Tagliuzzateli grossolanamente e lasciate intiepidire.
Mettete tutto in una ciotola, aggiungere la feta sbriciolata, le uova sbattute e mescolate. Spennellare di olio una pirofila da forno, rivestire con un foglio di pasta fillo e spennellare di olio, aggiungere un altro foglio di pasta phyllo e ripetere l’operazione sovrapponendo 3/4 fogli.
Versate il ripieno di feta e spinaci
Ricoprirete con 3 o 4 fogli di pasta phyllo, ricordandosi di spennellare abbondantemente con l’olio tra un foglio e l’altro.
Con un lama molto affilata, eliminare la pasta in eccesso lungo i bordi, spennellare con l’olio e praticare sulla superficie della torta salata delle incisioni, formando dei quadratini.
Cuocere la spanakopita in forno già caldo a 180° per circa 35/40 minuti. Lasciar intiepidire quindi ricalcare i tagli fatti in precedenza sulla Torta salata spinaci e feta e servire a quadratini.
… e buon appetito!!!!!!

 

PER RIDERE UN PO’

 

 

Barzelletta

Perché si dice la volpe e non …..il volpe!?!?!?
C’era un uomo che aveva lavorato tutta la vita, aveva risparmiato tutti i suoi soldi, e quando si trattava di spenderli era un vero ‘AVARO’.
Poco prima di morire, disse alla moglie:
“quando muoio, voglio che tu prenda tutti i miei soldi e li metta nella bara con me. Me li voglio portare con me nell’aldilà.”
E così si fece promettere con tutto il cuore dalla moglie che, quando sarebbe morto, lei avrebbe messo tutti i suoi soldi nella cassa con lui.
L’uomo morì. Al funerale, era steso nella bara con vicino la moglie, vestita di nero, seduta a fianco della sua migliore amica.
Quando fu finita la cerimonia, e si preparavano a chiudere la bara, la moglie disse: “Aspettate un momento!”
Aveva una piccola scatola di metallo, si avvicinò con la scatola e la mise nella cassa. Chiusero la bara e la portarono via.
La sua amica le disse: “Ragazza, sapevo che non eri così tonta da mettere tutto quel denaro la dentro con tuo marito.”
La moglie fedele rispose: “Senti, io sono una persona credente, non posso tornare sulle mie parole. Gli ho promesso che avrei messo quei soldi nella bara con lui.”
“Vuoi dire che hai messo tutto quel denaro li dentro con lui!?!?!?”
“Certo che l’ho fatto!” disse la moglie.
“L’ho preso tutto, l’ho messo sul mio conto, e gli ho fatto un assegno… Se riesce ad  incassarlo se li può spendere tutti!

 

PAGINE DELLE PROPOSTE

 … prossime

21 settembre: gita a ILLEGIO per visitare la mostra “AMANTI – “passioni umane e divine”.

CENTRO DIDATTICO NATURALISTICOBasovizza – Data da destinarsi. Chi desidera partecipare, può già dare il suo nominativo.

…da definire

VICENZA – mostra su Van Gogh:  “Van Gogh, Tra il grano e il cielo” dal 7 ottobre 2017 all’8 aprile 2018.

Ultimissime agostane

              14 agosto 2017, il pullman con un folto gruppo di bambini provenienti da Amatrice e Acquasanta, località colpite dal violento terremoto  proprio un anno fa, si è appena allontanato dall’azienda agricola Scheriani che ha offerto loro il pranzo per fare ritorno a casa. Il momento del saluto agli amici muggesani, andati in azienda per i saluti, è molto toccante, con promesse di rivedersi e di telefonarsi. Il capogita Fabio Cortellesi, che li accompagna insieme a qualche genitore, li sollecita a muoversi perché ci sono molte ore di viaggio prima di tornare sui luoghi dove sono nati, non a casa perché nessuno di loro ne ha una, distrutta dalle violente scosse del terremoto. I ragazzi sono stati ospiti a Muggia per quattro giorni, ma il programma è stato così intenso che anche a loro è sembrato di viverci da tanto tempo, mi confessa una delle poche mamme “accompagnatrici”.

Qualche giorno prima:

 Sono arrivati a Muggia venerdì 11 agosto, ospitati al Lido e dopo le brevi formalità, sono stati accolti presso il Ricreatorio Penso, dalla sindaca Laura Marzi e altri rappresentanti del Comune: all’ingresso dei ragazzi, un folto gruppo di tutte le associazioni bandistiche di Muggia che fanno parte della Consulta ha dato fiato alle trombe e strumenti per accoglierli con gioiosità e, dopo i saluti e foto di prassi, è stata offerta loro una lauta merenda dalla ditta Camst.

Il resto della giornata è trascorso per loro all’insegna della partecipazione tra le casette delle Compagnie carnevalesche che hanno offerto loro la cena, coinvolgendoli, così, in pieno clima carnevalesco. I giorni seguenti sono trascorsi in un turbinio di appuntamenti e cose da vedere: a Trieste con Franco Stener dell’associazione Fameia Muiesana e a Muggia da Willy Bossi che ha illustrato loro i punti storici della città fino al castello dove sono stati accolti dall’amorevole Gabriella. I giorni successivi tra il Carnevalrun, Vogada matta, una mattina al bagno S. Rocco, una merenda e un buon gelato apprezzato particolarmente vista la calura di quei giorni, sono trascorsi in un battibaleno. Senza alcun dubbio, i giorni all’insegna del carnevale, tra trucchi e travestimenti, sono stati i momenti più apprezzati dai ragazzi.

Qualche mese prima:

La proposta ci era stata presentata a maggio, quando l’assessora ai Rapporti con le Associazioni, Mirna Viola, durante la prima Assemblea della Consulta delle Associazioni di Muggia,

ci aveva illustrato la bozza progetto dell’Amministrazione comunale per avere ospiti i bambini durante l’estate, esattamente per il carnevale estivo. Le Associazioni sono state informate che Bricocenter avrebbe collaborato donando più di trecento piantine che, in due sabati consecutivi del mese di luglio (con caldo terrificante), sarebbero state distribuite dalla Consulta e dalle Compagnie di

carnevale, a fronte di un’offerta di cinque euro.

Dopo qualche incontro tra Associazioni, riunite in assemblea e assessore al Sociale, delegato all’organizzazione delle giornate, ogni rappresentanza ha presentato la propria “offerta” in base alla disponibilità di risorse e di tempo e, così, per i primi giorni d’agosto, tutto era pronto per accoglierli.

Alcune considerazioni: le Associazioni sono state molto partecipi con idee e proposte. Questa esperienza mi ha aiutato a smorzare un po’ quella normale titubanza che si ha quando nasce/inizia qualche nuovo percorso. Si vedrà strada facendo.

Infine: in quei giorni di accoglienza ritengo di avere più ricevuto che donato.

Informazione alle socie: la nostra Associazione ha offerto un gelato presso la gelateria Easy e, prima della partenza, ha donato un omaggio di prodotti artigianali del territorio.

Paola  
Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale “G. Millo” –  Piazza della Repubblica, 4 – 34015   Muggia (TS). Sede operativa: Stazione autobus
– 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015   Muggia (TS)
E-mail  aida_muggia@hotmail.it  –  Telefono 040 9278281 –
sito web: aidamuggia.wordpress.com
Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17

stampato in proprio

Fine