Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di maggio 2016

nel-mar

Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale “G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)
Sede operativa : c/o Centro Donna – Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015 Muggia (TS)
aida_muggia@hotmail.it; blog:aidamuggia.wordpress.com –  Telefono  040 9278281
Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17

       

Foto: Giovanni Guidolin

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ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto, è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei puoi anche volare!

                                                         Licia Fontanot

 

 Nel-Mar… di uno sguardo ai progetti
Nel-Mar … di crescente interesse
Nel-Mar … di buona lettura
                                                                      Licia Fontanot

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI

  • 8 aprile – ore 16 – il Coro folcloristico si è esibito presso la casa Emmaus di Trieste.
  • 16 aprile – ore 16 – il Coro folcloristico si è esibito presso la casa di riposo Brioni – Muggia.
  • 21 aprile – ore 16 – il Coro classico si è esibito presso la casa Emmaus di Trieste.
  • 28 aprile – ore 10 – Audizione in Radio Nuova Trieste del Coro classico.
  • 30 aprile/1°maggio – in piazza Marconi – banchetto per offerte orchidee – pro UNICEF con orario: 10 – 12; pomeriggio 15,30 – 19.
  • 3 maggio – martedi ore 16,30 tradizionale incontro al Lido.
  • 6 maggio – ore 16,30 – in sede: riunione Giuria Concorso Letterario.
  • 7 maggio – percorso della prima guerra mondiale nel Carso di Doberdò con Paolo Pizzamus.
  • 26 maggio – visita in azienda Illy; ritrovo alle 9,30 nel piazzale dell’ingresso ospiti.
  • 28 maggio – Esibizione del Coro classico nella chiesa di San Rocco – Muggia
  • 7 giugno – martedì ore 16,30 tradizionale incontro al Lido.
  • 17 giugno – ore 17 – Sala Comunale “G. Millo” – piazza Repubblica 4 – Premiazione Concorso Letterario.
  • 25 giugno – ore 19,30 – cena Solstizio d’Estate presso Ristobar “Le Noghere” strada delle Saline, 30 – Muggia.

    Maggio, il mese della rosa

La rosa è il fiore dell’amore, simbolo di perfezione e bellezza… Ma non solo! Si tratta di una varietà botanica piena di storia e curiosità da cui lasciarsi affascinare.
Frasi, citazioni e aforismi sulle rose
Cogli la rosa quando è il momento, ché il tempo lo sai che vola…
e lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà. (Walt Whitman)
Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo.(Mahatma Gandhi)
Preferisco avere rose sul mio tavolo che diamanti sul mio collo. (Emma Goldman)
La rosa ha le sue spine e per questo è la rosa il fiore dell’amore. (Arturo Graf)
Rosa cape, spinam cave. – Cogli la rosa evita le spine
(Motto di Gabriele D’Annunzio)

 

8 Maggio festa della mamma2016maggio2

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
Mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore
Forse non si usano più,
Mamma!
Ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
E per la vita non ti lascio mai più!!

 

LA LEGGENDA DI SAN MAURO

Il 19 marzo è stata nostra gradita ospite la Comunità degli Italiani D. Alighieri di Isola, con la Presidente Amina Dudine che ha presentato il suo progetto “Per San Mauro racconta le tue storie”, racconti di storie vissute dagli Isolani, residenti nel territorio prima dell’esodo.San Mauro, il Patrono di Isola è  venerato da tutti i nativi del paese,  perché attorno al suo nome è legata una leggenda. Ma quale?    Nell’anno 1380 durante la guerra di Chioggia, la flotta genovese attaccava le località dell’Alto Adriatico, Venezia e i suoi alleati. Dopo aver saccheggiato e incendiato Capodistria, le navi puntavano su Isola. La cittadinanza, priva di difese si riunì in preghiera nel duomo, chiedendo la protezione del loro Patrono con canti e orazioni. D’improvviso nella zona calò una fitta nebbia, nascondendo la cittadina agli assalitori e una colomba bianca, con un ramoscello d’ulivo nel becco, sorvolò il cielo. Gli assalitori videro la colomba e, convinti che li avrebbe portati a Isola, la seguirono ma si ritrovarono a Chioggia, dove vennero sconfitti dalla flotta della Serenissima.La colomba tornò a Isola dove lasciò cadere il ramoscello d’ulivo, simbolo di pace. Da allora il bianco uccello è diventato il simbolo del paese e appare su tutti i gonfaloni, oggi,  nell’era moderna, anche sulle targhe delle macchine.

Alessandra Zuliani, Maristella Vascotto e Nelda Dudine,  socie dell’Associazione A.I.D.A. e native di Isola D’Istria, hanno presentato alcuni elaborati al progetto, ed eccoli pubblicati sul giornalino perché possiate conoscere alcuni aneddoti della loro infanzia.

Ricordi d’infanzia di Nelda Dudine

Isola d’Istria, caro e mai dimenticato paese “natio”, adagiato sul mare che ti circonda, attorniato da verdi colline e da uliveti, sembri messo lì  apposta per incantare il turista che si ferma a guardare.
Ero molto piccola, quando i miei genitori hanno dovuto e voluto lasciare questa terra, causa eventi tragici che hanno provocato in loro un grande dolore, mai sopito, nonostante i lunghi anni di lontananza.
Mia madre, nella sua lunga vita, mi ha sempre raccontato, fino all’amabile sfinimento, i suoi trascorsi, gli aneddoti della sua giovinezza, gli eventi a cui lei e mio padre avevano partecipato, la vita pulsante della cittadina e di tutte le persone che li circondavano.
Io sono nata in via dei Torrioni n° 10. Dalla mia casa si vedeva il mare, in quegli anni libero da imbarcazioni. Nel giardinetto davanti a casa, in mezzo al verde, cresceva un piccola palma. Nella scatola dei ricordi, custodita gelosamente in un armadio nella nuova abitazione, ogni tanto tiravamo fuori una foto che ritrae i miei nonni vicino ad essa. Oggi quando mi reco a Isola, il primo pensiero è ritornare lì, ai ricordi della mia infanzia e rivedere la casa e la palma ormai diventata diversamente giovane, come me.
Dall’altra parte della via si entrava nel corso e  percorrendolo si sbucava nella piazzetta “Alle Porte”. Non c’erano bar, non c’erano tavolini, non c’erano negozi, solamente casette abitate da famiglie, soprattutto era un ritrovo per noi bambine che giocavamo libere e spensierate.
Ebbene, in tutti questi anni, e sono tanti, quando ricordo la mia infanzia, il pensiero va sempre al periodo precedente alla nostra partenza e ai giochi delle bambine ignare della sorte a cui andavano incontro. Ma il ricordo prorompente che si insinua nella mente è la figura di una bambina, che si avvicinava a noi per partecipare ai nostri giochi. Noi parlavamo solo italiano e lei solo sloveno, ma i bambini, si sa, sono innocenti, sono allegri, gioiosi, felici. Noi accogliemmo la nuova compagna con grande solidarietà e miracolo dell’amicizia, lei in pochi giorni imparò a parlare in italiano. Vera, il nome della nuova amica, forse è rimasta per molti giorni ad aspettarci, ad attendere le sue compagne di giochi, purtroppo i camion carichi di masserizie ci aspettavano e contro la nostra volontà dovemmo lasciare le nostre case, le nostre abitudini, i nostri parenti e una parte del nostro cuore.
Però il ricordo di Vera non mi ha mai abbandonato, chissà se abita ancora lì? Chissà come si è svolta la sua vita? Ormai anche lei sarà una signora in età, forse una nonna come me. Chissà se anche lei ricorda quel breve periodo della nostra infanzia, che mi ha tanto segnato? Mah! Che sia un segno scrivere queste pagine? Alle volte il destino ci indica la strada che siamo obbligati a percorrere, senza sapere dove ci porta.

Nelda

Ricordi de una picia de sei ani  di Maristella Vascotto

Sei ani questo xè stà el tempo che go pasà a Isola.
Poche robe me ricordo, tante robe me ricordo.
Casa de contadini iera la mia, le campagne però iera lontan
La corte de casa picia la iera, ma dentro stava duto:
la stala del’ asino, la caponera dele galine, i conigli , la stala del porco…e vansava anca posto per quando vigniva i amici a far festa per  bever un bon bicer de vin.
In sta corte come una mata ghe corevo drio ai pulisini per sentirme grande e coragiosa visto che gavevo una mata paura dele galine.
Vita semplice ma tanto divertimento e armonia.
D’estate sempre al bagno, matina e dopopranzo, “ iera vizin!”.
Anche in cine al’ aperto me ricordo de eser stada “ Stalio & Olio” go visto!
In autuno se faseva vin e noi mularia dopo aver  vendemià se andava in cantina de nono a strucar l’uva coi pie nudi dentro el Tin. Che bel! che festa!
E che goduria quando me nono me dava el toco più bon del parsuto crudo “ solo per ti !”el diseva e mi lo tegnivo in boca “ore” come se fosi goma americana.
D’ inverno dopo sena, in cusina de nono e nona se andava , per scaldarse torno al fogoler e a scoltar la radio che solo “ lori” gaveva! Ma anche qualche vizin de casa vigniva.
E la  note de Nadal in Domo duta ma proprio duta Isola ghe iera.
Pelegrinagio a Loreto ( forsi  iera  primavera) anche qua andava duti! Col magnar de casa che se se portava e in prà pic nic se faseva.
A Isola se conoseva duti e i fioi podeva andar in giro anca soli, ma mi iero picia e alora, quella volta che sensa dirghe gnente a nisun sola son andada de casa mia ( sul del Domo) fina in riva , a veder i saltinbanchi e “ l’omo che cola bicicleta che pedalava in alto sul fil” una dona che me ga visto la xè ndada avisar me mama.
Che aventura! E che goduria ! Ma co son tornada casa goduria no iera 
più, una bela rata me go becà!
Sei ani ga durà per mi sta bela vita.
Po’ xe vegnù el “patatrac “ che duti sa’.
E duto xè cambià.
Per noi pici xè stà, una nova aventura.
Per i giovanoti e le signorine, una nova esperienza .
Ma che soferenza !
E i nostri veci?
Go capì duto in età sai adulta.
Mi che go visù cusì poco a Isola deso me “nutro e me diseto  “ con duto quel che condividi sul social i mii amici isolani, più grandi de mi.
Amici vicini, amici lontani ,amici che go ritrovà e amici che no go mai visto e che me par de conoser de sempre .
 Su FB se condividi de duto : raconti, foto vecie, video, ecc.
Tante de quele robe che me par  de averle visude con lori.
Un poco li invidio, ma va ben cusì.
Qualche volta pol bastar anche solo sei ani per inamorarse dele proprie radici.
Xè stà proprio una foto vecia condivisa con lori a ispirarme una poesia.
Mi che no go mai scrito gnente, de questo, me go meraviglià.
Ara ti cosa che fa l’età adulta!
Col pasar dei ani se diventa più maturi , più sagi, più coragiosi, più sicuri de se stesi , ma anche più bambini  e finalmente se se lasa andar e xè  per questo che  son orgogliosa de eser cusì diversamente giovane.
E alora …. bela bruta  pasabile che sia  questa poesia ecola qua:

NOI TRE

Guardo la foto
un po’ sbiadita
del passato.
Siamo noi tre
figli di una casa
che abbiamo lasciato
chissà che cosa da allora  ci è stato negato
forse il sorriso splendente
in quella foto stampato
o il ricordo
di quella terra
che vivendola
avremmo raccontato.
La foto ricorda solo
un passato vissuto
ma spezzato
Non ho mai più visto
sul volto di mio fratello
un sorriso così bello
la gioia di mia sorella
non è stata più quella
e al mio sorriso biricchino
mi emoziono sempre più
per quel passato che non c’è più.

Maristella Vascotto

La gusela di Alessandra Zuliani

2016maggio5“l’ago e la gusela, iuta la poverela”
Cussì diseva me papa’ quando tornava de pescar e i dolfini ghe gaveva magna’ grandi tochi de rede con duto el pessi che iera dentro. Ma cossa xe la gusela, o come che se diseva a Isola la gusela? Dato che el suo nome provien dala parola ago, la ga propio la forma de un grosso ago, solo che la xe fata de legno, el legno xe piutosto duro, però el xe bastansa flessibile de poderlo piegar un poco, quel poco che basta per far passar el fil.
A mi, la sua forma me ricorda la “canocia”, la xe lunga una quindicina de centimetri, la xe apuntida, e ala fine, sula coda, la ga un incavo dove se farà su el fil.
La punta xe serada, ma un poco più in basso, la ga due tai che lassa libero un tocheto de legno, come un stecadenti e intorno se fa su el fil.
Xe un poco dificile descriverla, però chi che la conossi sa de cossa stago parlando.
Sto grando ago de legno, serviva  prima de duto a governar la rede co la se sbregava, in particolar in inverno co i pescadori ‘ndava a passelere, quando i dolfini golosi dei pessi che restava ciapai i sbregava tochi enormi de rede per poderselo magnar lassando grandi busi  che i pescadori doveva governar (consar) si no no la pescava più.
D’estate, mi stavo sora el cafè, in piassa, me piaseva vardar che i consava le sacaleve; la sacaleva xe una rede sai granda, la servi per pescar sardoni, sardele e scombri, quando la iera rota i la distirava sul saliso, e i omi, sentai par tera i la consava.
Iero incantada a veder come, per iutarse, i guantava la rede coi diti dei pie, quando ocoreva i omi i la consava un vissin a l’altro e cussi i faseva anche una ciacolada.
Oltre che a consar, la gusela serviva anche per far la rede nova e me ricordo me papà che armava le salbere sule corde, una gaveva i piombi e una i suri e in meso ale salbere iera la napa. 
Me ricordo che co iera bisogno, me papà portava a casa diversi omi per farse iutar. I magnava e i beveva a casa nostra, ma la roba che me piaseva de più, iera quando i me ciamava a impinir le gusele.
Sicome gavevo le man pice e svelte, iero ssai brava a far  sto  lavor  duti me lodava per la mia bravura e mi iero orgogliosa de poderghe dar sto picio aiuto, però anche lori iera svelti de svodarle, cussì gavevo sempre tanto lavor de far. Iera duti grandi fumadori e co se ‘ndava dentro la camereta dove che i lavorava no se vedeva niente.
Me ricordo ancora come se ciamava qualchedun de lori: Vitorio dela calda,Bepi Massereta, Tore Garbo, Gigi Manarin, Toio Magnabisighe.
Iera gente semplice ma sempre alegra, e anche se iera momenti duri, no ghe mancava el morbin e i cantava le cansoni in dialeto.
Ma el proverbio “l’ago e la gusela aiuta la poverela” almeno de quel che me contava me papà, voleva dir che le  done che restava vedove, e che le gaveva bisogno de qualche soldo, le gaveva imparà sto mestier par iutar la famiglia.
Desso, me papà no xe più, el suo fumar se lo ga portà via, ma in t’una scatola de legno, xe restada la sua “Gusela”  che sula punta la xe ingialida de tabaco che xe restà  co a la meteva in boca per taiar el fil.

Alessandra Zuliani
2016maggio7

Musica con il Coro folk

Trieste è una città dove vive  una maggioranza di persone anziane e purtroppo anche in uno stato di salute precario, la solitudine, la demenza 2016maggio8senile e la perdita della capacità motoria costringono l’individuo ad aver bisogno di assistenza continua. Sono nate così molte Residenze assistenziali protette,  con personale qualificato che accudisce gli ospiti in tutti i loro bisogni quotidiani. In queste strutture ci sono anche spazi per attività motorie e momenti di svago per animare le loro giornate e farli partecipi di un minimo di vita normale.
Il Coro folkloristico dell’Associazione A.I.D.A. con la M° Giulia Fonzari, che lo dirige, ha frequenti contatti con queste dimore, specialmente a Muggia dove si reca in occasione di festività per trasmettere agli ospiti un po’ di allegria con il repertorio di canzoni triestine.
Il Coro, ha fatto visita anche alla Casa di Riposo Emmaus di Trieste, il giorno 8 aprile, certamente il nostro allegro repertorio piace molto agli anziani, perché, nonostante il lento declino del corpo fisico, si percepiscono nei loro sguardi commozione e ricordi che probabilmente nella loro mente sono sopiti. Spesso li vediamo gioire e cantare accompagnandoci a modo loro.
Seduta in prima fila ad ascoltarci, una nostra corista, ormai dimentica della sua vita passata, quando ha visto il vestito azzurro che indossavamo, un barlume di ricordo si è acceso nei suoi occhi e la sua mano si è mossa puntando il dito verso le coriste.
Sabato 16 aprile il Coro diretto dalla M° Giulia ha visitato la Casa di Riposo Brioni a Lazzaretto di Muggia. Lì abbiamo trovato anche delle nonnine conosciute e frequentate in varie occasioni, come la signora Uccia, accanita giocatrice di ”burraco” e avversaria in tante occasioni di Laura Demarchi. Oppure la signora Valeria, un tempo amica di mia madre e vicina di casa.
Pur nella tristezza di vedere persone un tempo indipendenti e  caratterialmente forti, ridotte ad essere aiutate a causa della loro disabilità, abbiamo provato una forte commozione, quando alcune si sono unite a cantare con noi.

Nelda

AFORISMA

La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza.

Musica con il Coro classico                                  2016maggio10

Giovedì 21 aprile, il Coro classico ha cantato presso la Casa Emmaus a Trieste. La signora Alessandra, responsabile della Casa, molto cortesemente ci ha dato il benvenuto e l’accesso alla chiesa per poter fare alcune prove prima dell’esibizione. Dirette dal maestro Nicola Colocci e con Claudia Vascotto al flauto abbiamo iniziato il nostro programma presentando le due canzoni scritte da Licia, musicate da Nicola e accompagnate dal flauto di Claudia.  Poi il nostro repertorio di brani di operette molto note, ha coinvolto gli ospiti in maniera così entusiasta da cantare con noi. Siamo state felici di aver rallegrato un pomeriggio agli ospiti, donando poco e ricevendo molto, tanto che abbiamo promesso di ritornare molto volentieri.

Rita

Il Ciliegio2016maggio11

Il ciliegio fiorito offre alla primavera il suo stupendo tesoro
I fiori bianchi e gonfi di purezza
che sembrano coppe di spuma bianca.
Ed è un incanto!
Il ciliegio è in festa
C’è una leggera brezza che accompagna il lavoro delle api
e il loro ronzio tenace e allegro
gli è di grande compagnia,
sembra musica ed è tutta per lui.
Si vede che è felice!
Di sopra il cielo azzurro che lo protegge
con striature di nuvole bianche in movimento
che sanno di poesia.
Di sotto le sue sicurezze:
la terra lavorata e scura che lo accoglie
l’erba verde con le pratoline bianche
ed è ancora e sempre…meraviglia.

Licia Fontanot

FIORI2016maggio12

Colori profumati, nascenti,
fra prati e selvatiche.
Multicolori, che abbellite ogni angolo del mondo.
Per la grande miriade di voi fiori,
bellezze sprigionate, meraviglie che fanno innamorare
farfalle, api e umani.
Le migliaia di forme, colori, grandezze,
fiori di montagna, tropicali, marittimi,
tutti lì, a farsi ammirare a bocca aperta da noi,
tanto romantici.
Quanto vi amo,
profumate creature di questo creato immenso.

Gabriella Ghersini

CURIOSITÀ:  Sandro Botticelli: “Primavera” (Galleria degli Uffizi, Firenze): ai piedi delle figure dipinte ci sono 50 tipi di fiori.

2016maggio13Oggi vorrei  spendere un paio di parole in favore dell’Associazione fondata da Alfredo Sidari che ho conosciuto quando mia figlia frequentava la scuola Azzurra…..
Quando cantiamo con il coro delle mamme dò sempre questa informazione perché so che  le donazioni vengono utilizzate per le malattie rare dei bambini e per il Burlo.
Fondata nel 2000, AZZURRA Associazione Malattie Rare O.N.L.U.S. ha raccolto attorno a sè un numero elevatissimo di soci (quasi 600 si sono complessivamente avvicendati negli anni, per consolidare il dato a circa 200 soci negli ultimi 3 anni), spronati dai motivi più diversi a combattere contro le malattie rare che colpiscono i bambini e contro un “sistema” istituzionale che non riconosce le sofferenze delle famiglie e non si fa carico dei piccoli.
L’associazione affonda le sue radici nella drammatica storia personale di Alfredo Sidari e di sua moglie Luciana, che nel 1986 a Trieste, hanno la gioia di avere una bambina, che di nome per l’appunto fa Azzurra. Alla piccola viene diagnosticata una rarissima malattia mitocondriale all’epoca quasi sconosciuta per la quale non esistevano cure e terapie adeguate. Inizia quindi un lungo pellegrinaggio in molti Paesi più dotati dal punto di vista delle strutture mediche, come gli Stati Uniti, nella speranza di trovare un rimedio ad una situazione che purtroppo presenterà il conto nel 1998.
Con la scomparsa di Azzurra i suoi genitori sentono un grande vuoto, ma nello stesso tempo decidono di colmarlo, con un’iniziativa che a distanza di quasi 9 anni si può affermare essere riuscitissima, facendo nascere l’Associazione che porta il nome della loro amata bambina.
Non a caso, la sede dell’Associazione è stata fissata in una stanza dell’Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste, che per molti anni è stata la seconda casa di Azzurra e dei suoi genitori.
Fin da subito a comporre il nucleo fondante dell’associazione sono stati genitori di altri bambini affetti da malattie rare, medici sensibili, ricercatori universitari e personale dell’ospedale.
La necessità di continue cure mediche, assistenza, tappe forzate presso ospedali, specialisti sparsi in tutta Italia e non solo, obbliga spesso le famiglie ad esperienze difficili e di distacco, il tutto aggravato dal fatto che, proprio per la natura stessa dell’essere malattie rare, non trovano neppure sostegno psicologico ed economico dalle istituzioni.
“Ebbene sì – conferma Sidari – sembra incredibile ma ci siamo accorti nel corso della nostra esperienza con nostra figlia che, proprio perché si tratta di malattie così rare, la burocrazia non riconosce neppure queste persone come malate e quindi le priva di assistenza economica e di rimborsi, ma anche di sostegno psicologico”. “Fortunatamente – prosegue il presidente di Azzurra – nel corso del tempo le sofferenze e gli sforzi anche economici delle famiglie si sono mossi verso lidi migliori perché, tanto per fare un paio di esempi, la ricerca ha 
permesso quanto meno di scoprire molte di queste malattie e in numerosi casi di alleviare le sofferenze dei malati e di dar vita a piccoli miracoli allungando di molto le prospettiva di vita di alcuni bambini; così come è vero che ora per fare una risonanza magnetica non è più necessario andare negli Stati Uniti come negli anni ’80, ma è possibile farla in centinaia di centri sparsi in tutta Italia”.
La situazione per molte famiglie resta però difficile e precaria, “al punto che – racconta Sidari – marito e moglie nei tre quarti dei casi si separano anche perchè non sono pronti ad affrontare tutte queste difficoltà, con conseguente disfacimento di decine di famiglie”.
Il bilancio economico di Azzurra è trasparente al massimo “e – sottolinea Sidari – suddivide i capitoli di spesa con grande attenzione”.
Basti pensare che l’Associazione destina alla ricerca che viene svolta presso l’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste (centro regionale di riferimento per molte malattie rare) circa 40.000 euro annui. Alle famiglie che vengono assistite circa 36.000 euro annui, cui vanno sommati infine altri 50.000 euro circa annui per uno dei progetti più straordinari di assistenza presenti in Friuli Venezia Giulia: il progetto “4 passi” finanziato dalla Fondazione CrTrieste.

Claudia Vascotto

PIU’ GIARDINAGGIO MENO GUAI

Se un po’ di verde sul balcone tira su il morale. Bastano 30-60 minuti – due o tre volte alla settimana  –  Prendersi cura di un giardino o di qualche vaso in un terrazzo regala innumerevoli vantaggi per la salute. Ma se non si ha neppure un balcone o magari in inverno non viene voglia di cimentarsi con il giardinaggio outdoor, perfino dedicarsi a una pianta da appartamento può far bene: lo ha dimostrato una ricerca della psicologa Ceri Phelps dell’università Trinity Saint David di Swansea, in Galles, condotta su un gruppo di donne con tumore al seno che per tre mesi si sono occupate di tre piantine in casa, appuntando su un diario sentimenti e impressioni. «Tutte, indipendentemente dallo stadio della malattia, hanno riferito di stare meglio, sentirsi più positive, avere una maggior sensazione di controllo della propria vita – ha raccontato la psicologa inglese -. Ciò dimostra che spesso basta davvero poco per migliorare il benessere: prendersi cura di un piccolo spazio verde ha grandi potenzialità, anche e soprattutto in chi deve confrontarsi con una patologia seria come un tumore». Vedere una pianta crescere grazie alle proprie attenzioni combatte la depressione associata alla malattia in tre casi su quattro.

– Impegnarsi con cesoie e rastrelli anziché usare strumenti elettrici o a benzina: «Chi si occupa di un fazzoletto di terra, piccolo o grande che sia, ha l’occasione per fare un’attività fisica regolare e piacevole: bastano 30-60 minuti due o tre volte alla settimana, lavorando a velocità costante e cambiando le posizioni ogni dieci minuti circa, per non sforzare troppo un gruppo muscolare rispetto agli altri.- Se ci si occupa di piante in giardino o in terrazzo si sommano anche i benefici dello stare all’aperto: esporsi al sole, per esempio, garantisce una buona riserva di vitamina D, che modula l’attività del sistema immunitario e aiuta a prevenire l’osteoporosi.- Prendersi cura delle piante migliora il benessere mentale, riducendo ansia e tensioni grazie a una diminuzione della produzione di cortisolo e “nutrendo” il cervello: alcune indagini hanno riferito un rischio di demenze senili inferiore del 35 – 45 per cento in chi pratica il giardinaggio con regolarità.
– Venire a contatto diretto con i microrganismi presenti nel suolo può
potenziare le capacità di risposta immunitaria facendo da “allenamento” per i linfociti. Un effetto collaterale del giardinaggio utilissimo nell’infanzia, perché l’esposizione ai germi del terriccio sembra in grado di ridurre la probabilità di sviluppare successive allergie: sì quindi all’aiuto dei bambini per prendersi cura del verde, in giardino o sul balcone.
– Piantare ortaggi e frutta aiuta anche a migliorare la qualità della dieta: chi coltiva vegetali per diletto tende ad aumentarne il consumo, a tutto vantaggio della salute. Molte specie, dai pomodori all’insalata, dalle fragole ai limoni, possono essere tenute in vaso e sono quindi alla portata anche dei “giardinieri urbani”.
 – Produrre da sé frutta e verdura fa risparmiare e soprattutto dà la certezza di mangiare cibo davvero biologico e sano, a chilometro zero, con un effetto positivo pure sull’ambiente.
– Chi non ha un giardino o un terrazzo, oltre a curare qualche pianta da appartamento, può occuparsi di un giardino o un orto sociale, gli spazi verdi gestiti da gruppi di cittadini che si possono trovare anche in città.

Intranet AOUTS
2016maggio14

RIMEDI ALTERNATIVI

Come pulire con un anticalcare naturale: ingredienti di casa per pulizie naturali e low cost

La presenza di calcare può compromettere il funzionamento degli elettrodomestici di casa. Per eliminare e prevenire le incrostazioni sfrutta gli ingredienti naturali, efficaci e in grado di combattere il calcare evitando l’utilizzo di prodotti aggressivi altamente inquinanti. Sai che il pomodoro è un anticalcare naturale? Se hai preparato l’insalata, usa i resti della polpa del pomodoro per il lavandino incrostato. In alternativa, puoi sfruttare un pezzo di pomodoro per strofinare gli oggetti in ottone oppure far brillare l’acciaio. Ecco qualche dritta per utilizzare gli ingredienti della dispensa come anticalcare naturale.2016maggio15

IL POTERE DEL LIMONE

Vuoi eliminare il calcare dalla doccia? Taglia a metà un limone, impugnalo come uno spugna e strofina rubinetti e doccia: utilizzando questo semplice accorgimento subito dopo la doccia con il tempo eviterai la formazione del calcare. Nel caso le incrostazioni siano vecchie puoi spolverare la superficie del limone con un velo di bicarbonato, in modo da rimuovere in profondità i segni del calcare.

SPRAY ALL’ACETO

L’aceto è in grado di pulire le posate d’argento rimuovendo le tracce di ossidazione e calcare. Puoi utilizzare l’aceto come anticalcare per la lavatrice oppure versarlo su una spugna e strofinarlo sulle parti metalliche della doccia, subito dopo aver utilizzato il bagno. Se hai una casa umida asciugare la doccia immediatamente dopo l’uso può costituire un rimedio utile per prevenire la formazione di muffa e calcare. Per creare uno spray anticalcare fai da te puoi versare in una bottiglietta aceto bianco e acqua calda insieme a qualche goccia di tea tree, olio essenziale di limone o eucalipto.

DETERGENTE FAI DA TE

Con il bicarbonato è possibile preparare una crema detergente naturale da utilizzare su lavandini e superfici, dal bagno alla cucina. In una scodella mescola bicarbonato e acqua tiepida, in modo da creare una pasta non troppo liquida. A piacere puoi aggiungere qualche cucchiaio di sale (utile anche per pulire l’interno delle bottiglie) e qualche goccia di olio essenziale di limone, tea tree, oppure menta, dalle proprietà antibatteriche e il profumo freschissimo. Usa uno spazzolino vecchio per strofinare il composto su rubinetti e piani di lavoro, la casa ritroverà il suo splendore. Per pulire i metalli puoi sfruttare il bicarbonato combinato alla forza dell’argilla bianca. Mescola due dosi d’argilla, una di bicarbonato e una di sapone neutro, poi aggiungi un pizzico di olio vegetale e qualche goccia di olio essenziale di limone: fornelli e doccia torneranno lucidi.

ACIDO CITRICO

Conosci l’acido citrico? Presente negli agrumi, questa sostanza costituisce un alleato prezioso nella pulizia della casa. Puoi trovare l’acido citrico puro in vendita online oppure nei negozi di detergenti naturali: disponibile in vasetti e barattoli richiudibili, può essere conservato al riparo da luce e fonti di calore, fuori dalla portata dei bambini. Crea uno spray eco versando 150-200 grammi di acido citrico in un litro d’acqua e otterrai un anticalcare ottimo da utilizzare anche come soluzione brillantante la lavastoviglie oppure per disincrostare la lavatrice. Se devi pulire pentole sporche aggiungi al composto un cucchiaino di detersivo per i piatti, aiuterà a sciogliere il calcare e rimuovere le incrostazioni.

 

BENESSERE2016maggio16Proprietà e virtù delle fragole

La fragola è un frutto solare: la stagione della luce che ritorna dopo il buio invernale. Questo frutto, quando non è coltivato in un ambiente chiuso o concimato con prodotti chimici, è un concentrato di proprietà curative: è diuretico, astringente depurativo e tonico; le foglie e le radici guariscono piaghe e riducono le abrasioni, l’infuso è rinfrescante.

Le fragole aiutano il metabolismo
Le fragole sono preziose per la tua bellezza perché sono fatte al 90% di acqua; per questo idratano le cellule dell’organismo senza appesantirlo con troppe calorie, Le fragole sono anche ricche di enzimi capaci di attivare il metabolismo dei grassi aiutando il corpo a dimagrire con meno fatica. Le fragole sono anche ricche di fibre che aumentano il senso di sazietà, regolarizzano l’intestino e fanno assorbire meno grassi e meno zuccheri.
Le fragole sono antirughe e anticellulite
Il contenuto di vitamina C delle fragole ( cinque fragole contengono una quantità di vitamina C pari a quella di un’arancia) favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi e per i muscoli, e la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite. Questa azione antiritenzione viene potenziata dal potassio, un minerale di cui le fragole sono ricche.
Sbiancano e proteggono i denti
Questi frutti contengono xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili dell’alitosi.
Sono antiossidanti e mantengono giovani
Le fragole sono state inserite tra i super cibi che “mantengono giovani” nella speciale classifica ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) stilata dall’USDA (il dipartimento dell’agricoltura statunitense), per il contenuto record in sostanze antiossidanti benefiche per la salute.
Fanno bene al cervello
Alcune ricerche hanno dimostrato che, grazie al loro contenuto di acido folico, le fragole sono utili per il mantenimento della memoria.

Guida all’acquisto delle fragole

Preferisci un prodotto italiano e acquista le fragole quando sono di stagione, in primavera.
Scegli le fragole turgide con colore rosso vivo e uniforme, e con picciolo ben attaccato al frutto.
Se acquisti le fragole in vaschetta, controlla che non vi siano frutti ammaccati o ammuffiti, perché nel giro di poco tempo la muffa si può estendere a tutta la confezione.
Come fare per sfruttare le proprietà delle fragole che ti abbiamo descritto?
Ecco una preparazione buona e salutare, da consumare una volta al giorno per 4-5 volte a settimana.
Insalata di rucola e fragole:
Monda, lava e asciuga un ciuffo di rucola, poi spezzetta le foglie in una terrina. Pulisci e affetta 8 funghi champignon e 8 fragole mature e sode. Metti anche questi ingredienti nella terrina con la rucola. Schiaccia bene altre 4 fragole, unisci 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine, mezzo cucchiaino di senape, sale, pepe, succo di limone ed emulsiona con cura. Versa la salsina sull’insalata, mescola e servi.

Risotto alle fragole 2016maggio17

non è affatto un piatto dolce, le fragole di per sè non sono così zuccherine e il sapore è molto delicato e raffinato.

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di riso,

350 gr di fragole,

2 scalogni,

1/2 bicchiere di prosecco,

1 litro di brodo vegetale,

25 gr di parmigiano,

olio,  

sale.

Procedimento: fate imbiondire lo scalogno tritato in una casseruola con l’olio. Aggiungete il riso e lasciatelo tostare, quindi sfumate con il vino prosecco. Aggiungete il brodo vegetale fino a ricoprire il riso e aggiungetene man mano che si asciuga. Lavate le fragole, eliminate il picciolo e tagliatele a pezzetti. Aggiungetele a metà cottura. Mescolate delicatamente aggiungendo man mano un mestolo di brodo se dovesse asciugarsi troppo, aggiustate di sale e terminate la cottura. Spegnete la fiamma, aggiungete il parmigiano e mantecate il risotto alle fragole con un cucchiaio di legno. Aspettate un paio di minuti prima di impiattare il risotto alle fragole guarnendolo con una dadolata di fragole fresche.

Dolce delizioso con le fragole2016maggio18

La pavlova e’ un dolce con una base di meringa e il ripieno di panna montata e frutta fresca, e’ una torta di origine australiana che si dice essere nato negli anni venti in onore della ballerina russa Anna Pavlova. E’ un dolce soffice e leggero che ha una crosta croccante leggera e delicata ed un centro morbido tipo marshmallow.
Ingredienti per 8 persone:

6 albumi ,

250 gr di zucchero ,

1 cucchiaino di cremor tartaro ,

1 cucchiaino di aceto ,

1 cucchiaio di fecola di patate ,

250 ml di panna per dolci ,

500 gr di fragole

Procedimento: Mettete gli albumi a temperatura ambiente in un’ampia ciotola, e iniziate a montarli con la frusta elettrica. Quando gli albumi saranno ben montati, iniziate ad aggiungere lo zucchero, un cucchiaio alla volta. Aggiungete l’aceto, la maizena ed il cremor tartaro e continuate a montare finché la meringa non sarà liscia e soda. Foderate una teglia con carta da forno e disegnate un cerchio sulla carta, girate la carta da forno con la parte disegnata sul retro.
Imburrate la carta forno e versate la meringa ottenuta al centro. Spalmate la meringa su tutta la superficie del cerchio formando tutt’intorno dei bordi rialzati. Infornate e cuocete a 110 gradi per 1 ora. Spegnete il forno, lasciate la porta socchiusa, e lasciate raffreddare completamente la meringa in forno. (La parte esterna della meringa si sentirà soda al tatto e se premuta risulterà croccante. Poco prima di servire posizionate con cura la meringa su un piatto di portata. Montate la panna e posizionatela al centro della meringa. Decorate la pavlova con le fragole o altra frutta fresca.

 

PER RIDERE UN PO’

 

Pagina delle PROPOSTE

1) SABATO 7 Maggio –  percorso nel Carso di Doberdò sui luoghi della Prima Guerra Mondiale1915/1916 (gruppo minimo di 7 persone, massimo 15).
2) GIOVEDI’ 26 Maggio –  Visita in Azienda ILLY (costo di 15€ circa a persona, massimo 30/33persone).
3) VISITA ALL’ACQUEDOTTO RANDACCIO –  data da definire,  presumibilmente a giugno.
4) MOSTRA D’ARTE a Treviso (dal 29 ottobre 2016 al 17 aprile 2017) – data da definire, presumibilmente a novembre 2016.

PROPOSTE da definire

5)   MOSTRA “Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo” – Centrale Idrodinamica – Porto Vecchio (Trieste)
6)   MUSEO DEL LAVATOIO – San Giacomo (Trieste)
7)   CENTRO DIDATTICO NATURALISTICO (Basovizza 224)
8)   ORTO BOTANICO (Trieste)  
9)   MONTE NANOS passeggiata naturalistico
10) MARANO LAGUNARE
11) GROTTE “LE TORRI di SLIVIA”
 
PROPOSTE “ricreative”

12) BOWLING – serata “ludico-ricreativa” presso il Bowling di Duino o Ancarano (con pizza o grigliata)
13) CALAMARI – serata conviviale presso la trattoria “Alle Rose”
14) CIACOLADA SOTO LE STELE –  serata conviviale presso agriturismo  Scheriani

Note: le proposte non attuate nell’arco dell’anno 2016, saranno rinviate all’anno successivo.
Chi è interessato può già dare la propria adesione.