Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di Dic. 2016 – Genn. 2017

nel-mar-dicembre2016

ESSERE DONNA
                                                    Quando prendi coscienza di te                                                          
capisci le tue potenzialità,
sei in grado di valutare
le tue capacità, i tuoi limiti,
allora puoi lasciare libero il tuo pensiero
che vaga per l’universo,
perché l’hai raggiunto: è dentro di te.
Scopri così di non essere più sola …
Se ti accetti come sei, puoi anche volare!
Licia Fontanot

Nel-Mar … che sa raccontare.
Nel-Mar … che affronta temi e situazioni.
Nel-Mar … di costante presenza.
Licia Fontanot

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI
22 novembre: presso la sala Millo, si è tenuta la conferenza su “Prevenzione incidenti domestici” a cura della società SQS e organizzata da A.I.D.A in collaborazione con l’Università della Terza Età.
26 e 27 novembre: il Coro Folcloristico A.I.D.A, diretto dalla Prof. Giulia Fonzari, ha cantato a Portschacht (Austria), in occasione dell’Avvento.
26 novembre: il Coro Classico A.I.D.A, ha partecipato all’incontro delle tre Regioni organizzato dalla Comunità degli Italiani di Bertocchi (Slo).
4 dicembre: il Coro Folcloristico A.I.D.A e Serenade Ensamble “Quintetto Ottoni”, hanno tenuto un concerto corale e strumentale con musiche classiche e canti della tradizione natalizia, presso la chiesa di S. Maria Assunta dei Frati Minori Cappuccini – Piazza S. Francesco – Gorizia.
6 dicembre: ore 16.30, tradizionale incontro mensile all’hotel Lido.
7 dicembre: ore 20 il Coro Folcloristico A.I.D.A canterà in concerto con la Serenade Ensemble “Quintetto di Ottoni” nella chiesa di S. Maria Maggiore a Trieste.
13 dicembre: ore 19.30, cena di Natale presso l’hotel Lido.
Per informazioni/adesioni telef.: Annamaria 3319339495 o Ornella R. 040 272735–3392040029, oppure inviare sms o mail.
23 dicembre: ore 19.00, esibizione del Coro Classico nella basilica di Muggia Vecchia.
29 dicembre: ore 11.00, audizione del Coro Classico A.I.D.A. alla Radio Nuova Trieste. (Frequenze: 93.3 e 104.1 MHz – vedi: http://www.radionuovatrieste.it).

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Per le festività natalizie la sede rimarrà chiusa dal 19 dicembre 2016 al 30 gennaio2017

14 gennaio 2017: ore 20.00, il Coro Classico A.I.D.A, partecipa al Tergeste Chorus Natale 2016 presso la Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes in via Monte Mangart n. 2/1 – Altura.
23 gennaio: ore 15.30, presso la sede di p.zzale Foschiatti, primo Direttivo del 2017.
7 febbraio: ore 16.30, tradizionale appuntamento mensile all’hotel Lido.

DATE DA RICORDARE
10 dicembre – Giornata mondiale dei diritti umani È una celebrazione sovranazionale che si tiene in tutto il mondo il 10 dicembre di tutti gli anni. La data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale

delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948.

2016-giorn-dic-genn-2-jpg32016-giorn-dic-genn-3-jpg311 dicembre – Nel 1946 viene fondato l’UNICEF, noto in Italia come Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. Creato per aiutare i bambini vittime della Seconda guerra mondiale, ha la sede centrale a New York ed è presente in 190 Paesi del Mondo. È finanziato con contributi volontari di Governi e privati ed ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965.

2016-giorn-dic-genn-4-jpg420 dicembre – Giornata internazionale della solidarietà umana
È stata istituita nel 2005 dalle Nazioni Unite per identificare la solidarietà come uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbero essere alla base delle relazioni tra i popoli del 21° secolo. 2016-giorn-dic-genn-5

1 gennaio – La giornata mondiale della pace
È una ricorrenza celebrata dalla Chiesa cattolica, istituita da Papa Paolo VI il 1° gennaio 1968. Scopo della Giornata è dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione ed alla preghiera per la pace.

2016-giorn-dic-genn-6-jpg64 gennaio – Giornata internazionale dell’alfabeto braille
Si celebra ogni anno per commemorare la nascita di Louis Braille che inventò un alfabeto particolare per permettere ai ciechi di leggere e scrivere. Louis Braille nacque in Francia nel 1809 e all’età di tre anni rimase accidentalmente cieco, però desiderava imparare a leggere e scrivere nonostante la sua disabilità. All’età di quindici anni sviluppò un sistema di simboli composto da puntini in rilievo sulla carta. I puntini possono essere facilmente percepiti con le mani e questo rende possibile leggere e scrivere anche ai ciechi.

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27 gennaio – Il giorno della Memoria2016-giorn-dic-genn-8-jpg8

È una ricorrenza internazionale in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, per celebrare il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto.

VIAGGIO IN CALIFORNIA E I GRANDI PARCHI DELL’OVEST

2016-giorn-dic-genn-9-jpg9Mio marito ed io siamo partiti il 6 ottobre con un gruppo di venti persone e con una bravissima e splendida guida; eravamo emozionati e felici come bambini. Da Venezia siamo arrivati, via Parigi, a Los Angeles: città multietnica, estesa come il nostro Trentino Alto-Adige e poi da qui abbiamo viaggiato lungo il
deserto del Mojave, ammirando la grande distesa di alberi Joshua Tree e le enormi piante di cactus dette a candelabro, tipiche dell’Arizona, dove pareva di essere in un film western! Abbiamo sostato in città come Palm Springs, Phoenix e Sedona, poi siamo rimasti estasiati guardando quello spettacolo naturale che è il Parco del Gran Canyon esteso per 4.860 kmq e dove scorre il fiume Colorado con scenari indimenticabili. Siamo passati lungo un tratto della famosa “Route 66”, ma quello che ci ha lasciato attoniti è stata la Monument Valley anche perché siamo stati portati proprio all’interno dagli indiani Navajo; provo ancora un’emozione pensando a queste enormi formazioni rocciose di forme strane, circondate dal deserto sotto un cielo terso. Nella riserva indiana abbiamo anche fatto un’escursione in barca lungo il grande lago Lake Powell; abbiamo poi visitato un altro parco mozzafiato: il Bryce Canyon, uno dei più belli dello Utah, che offre un panorama di rocce con forme di guglie e pinnacoli di color rosa, rosso e arancio; era un anfiteatro naturale a perdita d’occhio. Poi, dopo il parco Zion, paradiso degli escursionisti, ecco la città di Las Vegas, nel deserto del Nevada, capitale del gioco d’azzardo, con i suoi enormi Hotel-Casinò con milioni di luci e colori. Anche la Death Valley aveva il suo fascino per il suo paesaggio lunare; lo Yosemite National Park era ancora diverso dagli altri, con boschi, cascate e pareti di granito e infine l’arrivo a San Francisco, la più europea delle città americane; grande metropoli con il famoso ponte Golden Gate e i famosi tram che attraversano le colline su cui è costruita la città. Ultima visita la foresta protetta delle sequoie sempreverdi che toccano il cielo con altezze di 100 metri e possono avere più di 2000 anni. In questo luogo ci si sente veramente una briciola nell’universo! È stato un lungo viaggio che resterà indimenticabile nel mio cuore e nella mia mente, come il ricordo del popolo americano allegro e colorato, ma anche accogliente e libero.
                                                                                                                        Gabriella Manna

Gita a Treviso
Unico assente il sole in una speciale giornata che l’associazione A.I.D.A. ha organizzato sabato, 5 novembre, a Treviso partecipando ad una gita organizzata per visitare la mostra, molto gettonata, sull’impressionismo. Partite da Muggia con la pioggia siamo arrivate nella cittadina con un cielo carico di nubi che lasciavano cadere acqua a volontà. Comunque, ansiose di vedere l’esposizione, ci siamo incamminate con l’accompagnatrice verso il Museo di S. Caterina, un antico convento con chiesa annessa, ormai sconsacrata, distrutto diverse volte e ricostruito nel corso dei secoli. Entrate nell’atrio siamo state munite di audio cuffie per ascoltare la descrizione delle tele esposte. La rassegna di quadri dedicati alla storia dei pittori impressionisti è raccontata in 140 opere dipinte, che vanno dalla metà dell’Ottocento fino ai primi anni del Novecento, una rivoluzione nel campo artistico, con quadri provenienti da alcuni tra i principali musei del mondo. Nazareno, la nostra guida, ci ha accompagnato in un percorso tra i grandi della pittura del cambiamento, Gauguin, Monet, Cezanne, Renoir e Van Gogh, con uno spiccato senso artistico e culturale. Come uno psicologo esplora la mente di un paziente per ricavare i suoi pensieri più profondi, così lui con l’immaginazione penetrava nell’anima del quadro e dell’artista, per raccontare la tecnica dei capolavori, le sensazioni emotive che spingono il pennello sulla tela ad immortalare i colori dei paesaggi e gli sguardi profondi dei ritratti. Usciti, portandoci negli occhi e nel cuore il ricordo di quelle meraviglie, che non possono lasciarci indifferenti, ci
siamo dispersi per una pausa pranzo. Al pomeriggio, nonostante il cielo minaccioso ci siamo trovati tutti nella centrale Piazza dei Signori, con l’imponente Palazzo dei Trecento e la Torre Civica, per iniziare un percorso guidato nel centro storico di Treviso. Abbiamo visto una città molto elegante con negozi che espongono capi di abbigliamento delle principali marche italiane. Il fiume Sile, che attraversa il territorio, ci ha regalato scorci emozionanti di colori autunnali, con grandi salici che si specchiano nell’acqua e alcuni mulini con pale giranti ormai in disuso. La guida ci illustrava la storia dei vari monumenti che incontravamo, la Loggia dei Cavalieri, costruita nel 1274, come luogo di convegni e di svago, il complesso museale Ca’ dei Carraresi, adibito a esposizioni e convegni, l’Isola della Pescheria, circondata dal Cagnan Grande che ospita il mercato del pesce e collegata alla terra ferma da un ponte di ferro. Tra le varie riqualificazioni del complesso c’è stato anche nel 1974, un lavoro di ristrutturazione eseguito da Gianni Guidolin, marito della nostra socia Ornella Rigato. Il pullman ci ha riportato a casa in serata, ci siamo salutati con grande simpatia anche con le persone a noi estranee che facevano parte del gruppo, perché la conoscenza di espressioni artistiche aiuta la persona ad avere uno sguardo più ampio sulla visuale del mondo che la circonda.
                                                                                                                        Nelda

Martedì 8 novembre 2016

La nuova biblioteca “G. Guglia”, ubicata nel Giardino Europa di Muggia, è stata inaugurata il 14 aprile 2016. Le accoglienti sale offrono ampi spazi di lettura, ludico/ricreativi. L’associazione A.I.D.A. in questi mesi ha ospitato diverse scrittrici locali per la presentazione dei loro libri e con Ettorina Bossi Finocchiaro si chiudono questi appuntamenti per l’anno corrente
2016-giorn-dic-genn-11-jpg11La presidente Paola Serra introduce l’incontro con i saluti alle numerose persone intervenute e presenta Ettorina con un breve curriculum sulla sua attività di scrittrice iniziata ai tempi della scuola e premiata in vari concorsi italiani. Prendendo spunto dal suo racconto “Le allodole di villa Jolanda”, presentato anche a Klaghenfurt, una storia che si svolge in una fastosa villa di Fiume, in realtà una casa di piacere ai tempi della guerra 15-18, la Finocchiaro ci fa una carrellata sulle battaglie delle donne dai primi del Novecento ad oggi. Tra le varie conquiste raggiunte negli ultimi 50 anni, abbattendo le ingiustizie per ottenere la pari opportunità con gli uomini sul lavoro e la vita sociale, c’è la battaglia sul divorzio, per non dover più sopportare penosi litigi e tradimenti, la riforma del diritto di famiglia, perché, dice Ettorina, al benessere della famiglia si decide in due. Una riforma molto importante è stata la tutela sociale sulla maternità con la priorità alla volontà della donna. La procreazione assistita, invece, è una legge per la quale lei non è molto favorevole, mentre quella sullo stolking, crudele violenza da parte dell’uomo sulla donna, è una legge non troppo attuata e purtroppo ci sono ancora molti femminicidi. La normativa sulle quote rosa è ancora in fase di realizzo, infatti ci sono ancora poche donne nella carriera politica. Missionarie quelle donne che sono riuscite a superare certe barriere, oggi invece nel mondo giovanile non c’è più la consapevolezza di lottare.
Attualmente le giovani donne sono più istruite dei loro coetanei, però supportano tanto lavoro in più rispetto ai maschi, possiamo dire che sicuramente la parità dei sessi non è stata raggiunta. È sempre piacevole ascoltare Ettorina quando parla di vita vissuta, lo dimostra anche l’affluenza di pubblico durante la presentazione dei suoi libri. È una donna simpatica, loquace e spontanea. Grazie per la sua testimonianza.
                                                                                                                                 Nelda
Concorso Letterario 2016 – XIV edizione
Prosegue la pubblicazione degli elaborati premiati con la prosa scritta a quattro mani da Donatella Iseppi e Giuliana Pezzetta, che si è aggiudicata il 1° premio per la sezione A – Gruppo 2.

Una pausa

L’umidità di primavera è un tradimento, una promessa venuta meno. Restare in casa fino a quando un raggio di sole interrompa il grigiore del cielo e ripristini i diritti della bella stagione, questo vorrebbe Susanna. Ma in casa non è rimasto niente da mangiare, il frigo deserto come la superficie azzurrina di un iceberg. E, alle sei, inesorabile, l’assistente sociale si presenterà sulla porta con i bambini. Con un sorriso finto ed un’allegria ipocrita controllerà che ci sia una cena decente in preparazione. E spierà il viso e le mani di Susanna, per accertarsi che sia sobria. Intollerabile l’intromissione dei servizi sociali nella vita privata di una famiglia normale! In fondo, Roger ha un buon lavoro e, se la casa è finita all’asta, è stato per ingenuità: si è fidato di amici che prima ti prestano soldi come se non ne avessero bisogno per i prossimi dieci anni e poi li pretendono indietro da un giorno all’altro. Persi gli amici e persa la casa.Susanna entra nel bar dietro l’angolo. Ha bisogno di bere qualcosa prima di affrontare il supermercato. Iersera c’era ancora una lattina di birra nel frigo, ma Roger deve averla bevuta durante la notte. Ormai non si litiga più per soldi, ma per una lattina di birra. Quando il padre di Susanna ha tagliato il suo contributo mensile, Roger si è arrabbiato, lo ha accusato di essere tirchio, di non avere a cuore il futuro della sua unica figlia e dei due nipoti. Se Susanna non è più in grado di lavorare, è per colpa sua, che le ha trovato un ottimo impiego, sì, ma troppo stressante. Per questo Susanna ha iniziato a bere. Susanna pensa che forse Roger l’ha sposata per sistemarsi: una moglie con un lavoro ben pagato ed un suocero benestante, anche generoso, fino a quando non si è scontrato con l’irresponsabilità di Roger e di Susanna, che continuano a spendere sconsideratamente i soldi che non hanno, che la sera lasciano i bambini da soli e loro dentro e fuori da pub e bar. E tornano a casa ubriachi. Al mattino Sara e Lorenzo si preparano da soli per andare a scuola e spesso non hanno neppure una tazza di latte per colazione. Ecco, pensa Susanna, arrampicandosi su uno degli alti sgabelli allineati davanti al bancone vecchio stile, un misto di legno semilucido e di ottone divenuto ormai semiopaco, per i soldi non litighiamo più, per le avventure di una notte neppure. Tanto, non cambia nulla. Neanche i figli costituiscono più motivo di discussione: sono diventati competenza delle assistenti sociali. Ma chi si è sognato di farle intervenire? Gli insegnanti, che si sentono i depositari della verità assoluta, che giudicano anche ciò che non sanno, che danno credito a tutto quello che i bambini raccontano. Il barista mette davanti a Susanna la tazzina di caffè. Lei resta un attimo indecisa, poi chiede: “Anche un doppio whisky.” Guai se si dovessero scoraggiare o rimproverare i clienti che di prima mattina ordinano dei superalcolici. Si sente a disagio, ma non si vergogna. Per i primi anni ha bevuto chiusa in casa, di nascosto, facendo sparire le bottiglie. Poi si è chiesta: perché fingere? Fingere con Roger,
che beve più di lei? Così sono diventati complici e l’alcol costituisce un legame più forte del matrimonio. Susanna guarda la sua immagine nello specchio che fa da sfondo alle bottiglie. Uno strato di fondotinta nasconde le venuzze sulle guance, un correttore maldestramente distribuito tenta di attenuare le occhiaie. E, accanto alla sua immagine, scopre quella della donna seduta sullo sgabello vicino al suo: Chiara, sua compagna di squadra all’epoca della pallavolo. Si salutano. Susanna, la parola resa facile dal whisky, inizia un racconto frammentario, confuso: carriera, villa progettata da un noto architetto, automobili ultima serie. E poi? Si è sgretolato tutto, come se un esercito di termiti avesse corroso la sua vita dalle fondamenta. “Ancora un whisky”, ordina. Chiara la guarda con interesse, ma è come se non l’ascoltasse. “La psicologa dice che dovrei riprendere i rapporti con mia madre, specie adesso che è invalida. Lei, che mi ha sempre odiata, che non mi è stata vicina nemmeno quando sono nati i bambini… Dovrei farle da serva, no, non ne voglio sapere….” Lo specchio riflette le sue labbra tremolanti ed i suoi occhi lucidi. Riflette il suo dolore, la sua autocommiserazione, le colpe che non ammetterà mai.La sveglia suona, insistente. Ha dimenticato di toglierla, quando Paolo le aveva comunicato di avere un impegno che impediva la puntata all’Ikea in progetto. Ne era seguita una discussione feroce per una cosa di poca importanza. Decide di alzarsi e farsi un caffè. La casa è silenziosa, la cucina è in ordine, nonostante la sera prima lei si sia rifiutata di spostare anche un solo piatto o di riporre in frigo gli avanzi della cena preparata con inutile cura. Vede subito la sottile striscia di carta appoggiata alla zuccheriera. “Mi prendo una pausa”. Quattro semplici parole per un messaggio impersonale. Cos’è una pausa? Si chiede, rigirando il foglietto tra le mani. Un periodo in cui speranza e disperazione si sarebbero rincorse in un’alternanza infinita. Un periodo in cui si sarebbe posta interrogativi destinati a non avere risposta.
Una pausa. Dove? Con chi? – si chiede con lucidità, mentre le tornano alla mente i piccoli, puerili pretesti addotti da Paolo per giustificare le sue assenze. È per amore che ha accettato di autoingannarsi così? Forse no. Forse era l’abitudine, il continuare su una strada nota che le consentiva di non porsi troppe domande.
Posa il foglietto sul tavolo, soppesando ancora una volta le parole di Paolo. Lo sente già infinitamente lontano. È come se, alla stazione, guardasse allontanarsi il treno che si porta via il suo futuro. Ma che futuro può esserci in un rapporto scontato, quasi rassegnato, come il loro? Quale pausa può prendersi in una vita che è tutta un’attesa di qualcosa che, lo capisce ora con chiarezza, non avverrà mai? Niente grande amore, niente figli, niente carriera. Niente.
Decide di uscire. Inutile starsene lì ad ascoltare il silenzio. Apre l’armadio e scopre che molte grucce sono vuote. Abbassando lo sguardo trova la conferma di quanto ha già intuito, manca il borsone di Paolo. C’è un che di definitivo in un armadio mezzo vuoto. Si siede sul bordo del letto mentre incredulità, rabbia, consapevolezza, si susseguono nella sua mente, mentre il corpo le suggerisce di reagire, far qualcosa per uscire dal vicolo cieco che le sembra di aver improvvisamente imboccato. Non è una pausa, allora. È qualcosa di diverso, di già deciso. Si chiede stancamente quale presunzione l’abbia convinta che la sua vita, per quanto opaca, era tracciata. Va in salotto, reso quasi inospitale dall’ordine che vi regna. Si versa due dita di cognac e lo beve d’un fiato. Cognac alle otto del mattino, constata, dando una dimensione precisa al suo disagio, al suo stato d’animo. I brividi che l’hanno scossa fino a poco prima si calmano, così decide di berne ancora un po’. Un bar. Dove bere ancora qualcosa di forte. Entra e viene investita dal vivace chiacchierio dei clienti, così pensa che passerà inosservata quando, al banco, chiederà un caffè corretto. Almeno fosse inverno, pensa, il freddo giustificherebbe il liquore. Ma il freddo viene da dentro e lei sa che il suo inverno sarà molto lungo. Un posto si libera al bancone e Chiara si insinua fra i clienti che commentano la partita del giorno prima. Gente normale, discorsi normali. Sente un tocco sul braccio, si volta. È Susanna, quella Susanna di cui si chiacchiera in giro, invecchiata, diversa, spenta. Che, però, la saluta con insolita vivacità e le parla di un appartamento, di macchine… Chiara fatica a seguire il discorso mentre il barista le chiede che cosa desideri e lei ordina un banale cappuccino, forse in reazione all’odore di wisky che viene dal bicchiere posto davanti a Susanna o, forse, perché, improvvisamente, prova vergogna di se stessa, della bottiglia acquistata poco prima che emerge, accusatoria, dalla borsa della spesa.
Il dialogo con Susanna continua banale, finto. – È come se mi guardassi nello specchio del mio futuro – pensa Chiara. “Devo andare”, dice, interrompendo brusca le parole di Susanna. Non le importa di apparire maleducata. Esce in fretta dal bar e si dirige verso il cassonetto più vicino. Senza esitazione vi lascia scivolare la bottiglia e il rumore che questa fa cadendo segna il passaggio verso un futuro difficile, in salita, ma tutto suo.

Sabato 12 novembre           2016-giorn-dic-genn-12-jpg12
abbiamo festeggiato il compleanno della nostra carissima socia fondatrice e Presidente onoraria, Licia Fontanot.

Prevenzione Incidenti domestici

Martedì 22 novembre, con una buona affluenza di cittadine/i si è tenuto, in sala Millo, l’incontro su “Prevenzione degli incidenti domestici” organizzato da A.I.D.A in collaborazione con l’Università della Terza Età. Relatore è stato Giovanni Guidolin della società SQS di Trieste.
Dopo i saluti, il relatore fa presente che, scopo dell’incontro, è di fornire informazioni e consigli utili per vivere meglio nella nostra casa, luogo ritenuto il più sicuro per antonomasia.
Con chiarezza e metodo, sono stati presi in esame tutti gli ambienti e, per ogni locale, si sono evidenziati possibili ostacoli/pericoli d’incidenti causati da suppellettili e mobili di arredo apparentemente “innocui”. Dopo aver descritto i vari ambienti della casa, cucina, soggiorno, stanza da letto, compresi soffitta, ripostiglio, garage, il relatore ci ha illustrato, a grandi linee (l’argomento avrebbe occupato molto tempo), il potere delle piante, cioè quelle che procurano ossigeno all’interno delle case e quelle che, per le loro proprietà, è consigliato tenere lontano. Poiché l’argomento ha suscitato un grande interesse tra le persone presenti in sala, siamo rimasti d’accordo che pubblicheremo i nomi e le proprietà relative alle piante illustrate durante l’incontro, nel nostro giornalino, cominciando da questo numero.
Per A.I.D.A ringrazio Giovanni Guidolin per tutte le interessanti informazioni che ci ha dato.
Paola S.
LE PIANTE IN AIUTO
Consigli per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti con le piante: L’aria che respiriamo negli ambienti di lavoro o di abitazione è un composto di gas che, se inquinanti, comportano dei rischi per la nostra salute.

Un aiuto per migliorarne la qualità può derivare dalle piante che svolgono la funzione di emettere ossigeno, ionizzare l’aria ed assorbire l’aria viziata. Inoltre sono adatte per essere utilizzate nei nostri ambienti anche per il valore estetico e “naturale” che svolgono.
In tutti i casi, se i locali sono arredati, cablati ed abitati, bisogna utilizzare piante che rimuovano le sostanze tossiche e che schermino i campi elettromagnetici presenti nell’aria, integrandole con piante adatte a contrastare l’inquinamento specifico prodotto nei singoli locali.
DOVE E QUALI
Cosa potrebbe servire:
soggiorno – pranzo: emissione ossigeno di giorno e riduzione elettrosmog;
cucina: emissione ossigeno di giorno, contrasto dei gas sprigionati dal fuoco di cottura, dai detersivi, ecc., contrasto dei campi elettromagnetici degli elettrodomestici;
camera da letto: emissione ossigeno di notte e riduzione dell’elettrosmog;
studio – ufficio: emissione ossigeno di giorno, assorbimento e schermatura dei campi elettromagnetici ed i gas tossici sprigionati delle apparecchiature di stampa.
Si consigliano quindi le seguenti piante suddivise per ambiente:
soggiorno – pranzo: areca, spatifillio, edera helix, ficus beniamino, pothos aureo, tillandsia cyanea.
cucina: pothos aureo, spatifillio, edera, ficus beniamino, filodendro, dracena janet craig.
camera da letto: sanseveria, spatifillio, begonia, epiphyllum, kalanchoe, tillandsia cyanea, pothos aureo.
studio – ufficio: areca, spatifillio, pothos aureo, edera helix, dracena janet craig, orchidea dendrobium, ficus beniamino.
MA NON TRASFORMIAMO LA CASA IN UNA FORESTA

Il numero di piante per ambiente è variabile in base a diversi parametri specifici di ogni locale, consigliamo di utilizzare una pianta di circa 15 cm di altezza ogni 5 mq. di pavimento.
Il ricercatore Kamal Meattle del Paharpur Business Centre e Software Technology Incubator Park (PBC e STIP), New Delhi, India, si focalizza su tre piante e ne quantifica il numero e la dimensione per persona:
areca palmata: n° 4 piante altezza spalla da usare nella zona giorno.
sansevieria trifasciata: n° 6 – 8 piante altezza circa 50/60 cm da usare nella zona notte.
pothos aureo: da usare soprattutto in cucina ed anche negli altri locali.
Per una completa valutazione del confort dei nostri ambienti, bisogna inoltre controllare l’umidità dell’aria in rapporto alla temperatura, che deve essere contenuta entro il 35% – 65 % in condizioni di temperatura normali.
In genere tutte le piante emettono vapore acqueo, ma nel caso in cui l’umidità dell’aria sia inferiore ai valori consigliati, bisogna aumentare le piante utilizzate, con altre che abbiano un elevato grado di traspirazione per aumentarne i valori: areca palmata, palma di bambù, felce di boston.
Nel caso in cui l’umidità dell’aria risulti superiore ai valori consigliati, si consiglia di integrare le piante utilizzate con altre che assorbono l’umidità come la tillandsia cyanea, la begonia, l’epiphyllum, la kalanchoe, la sanseveria.
Si ricorda che è comunque buona regola ventilare i locali aprendo le porte o le finestre.
Secondo la NASA le 19 piante da appartamento più efficaci per depurare l’aria:
Palma                                                                            
Felce di Boston
Felce Kimberley Queen
Pianta ragno
Sempreverde cinese
Palma di bambù
Ficus benjamin

Edera del diavolo

Anthurium

Giglio erboso
Palma lady a foglie larghe
Gerbera
Dracena a stelo del granturco
Dracena
Edera comune
Lingua di suocera
Dracena a bordi rossi
Spatifillo
Crisantemo

Dai prossimi giornalini, pubblicheremo alcune schede con le foto delle piante illustrate che vi potranno essere utili.

Sabato 26 novembre 2016

Presso la “Sala di Cultura” di Bertocchi (SLO) si è svolta anche quest’anno la tradizionale rassegna canora che coinvolge le tre Regioni confinanti, Slovenia, Croazia e Friuli Venezia Giulia. Un incontro arrivato ormai alla XIV° edizione, organizzato dalle Comunità Italiane per lanciare un messaggio di pace e di pacifica convivenza transfrontaliera. Ospiti della serata quattro cori tra i quali il il Coro Classico dell’associazione A.I.D.A , diretto dal M° Nicola Colocci, con delle melodie tratte dal proprio repertorio, accompagnato dalla melodia del flauto, suonato da Claudia Vascotto. Tra le canzoni “ Bacio il vento” una poesia di Licia Fontanot, musicata dal M° Colocci e la commovente “Halleluiah” del compositore Leonard Cohen da poco scomparso.
Hanno accompagnato le coriste la Presidente Paola Serra e le due socie Ornella C. e Nelda. Un folto pubblico ha gremito la sala apprezzando e applaudendo generosamente l’esibizione dei cori in una serata nata nel segno dell’amicizia e della solidarietà, perché la musica non ha confini e parla la stessa lingua. Per concludere la bella serata, tolte le sedie e posizionati i tavoli sono state servite delle ottime pietanze, poi spontaneamente i coristi si sono uniti per cantare assieme le nostre tradizionali canzoni con un arrivederci alla prossima edizione.
                                                                                                                            Nelda

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Il passato eroico della colazione cornetto e cappuccino

Cornetto e cappuccino hanno una storia eroica. Nel 1683 i Turchi assediano Vienna; la potenza bellica degli Ottomani è impressionante, ma gli Austriaci resistono con coraggio, orgoglio e … una punta di ironia. Una notte, infatti, un giovane cuoco confeziona dei cornetti fatti a luna crescente (il simbolo della bandiera turca) e li lancia al di là delle mura per far capire ai nemici che non solo gli assediati stavano bene ma addirittura avevano ampie scorte di farina e burro tanto da poterne donare ai nemici.                          2016-giorn-dic-genn-15-jpg15

Nacque così il croissant (luna crescente), la brioche per antonomasia. Il cappuccino appare pochi giorni dopo. L’assedio, infatti, termina con la sconfitta dei turchi e il frate cappuccino Marco D’Aviano viene incaricato di esplorare le tende degli ottomani alla ricerca di oro e gioielli. Non trova nulla di questo, ma tantissimi sacchi di chicchi verdastri, scambiati all’inizio come cibo per cammelli. D’Aviano capì che era caffè verde e, tostandolo, lo mescolò al latte, creando una bevanda energizzante per i viennesi stremati. Nacquero cosi brioche e cappuccino, la colazione regina dei bar. Sono ancora un alimento ideale? Al giorno d’oggi direi di no; le brioche col burro sono ormai un sogno. Quasi tutte vengono fatte con margarine idrogenate e una marea di zucchero. Le margarine sono ricche di grassi saturi, che facilmente si depositano come placche ateromatose (è una placca formata da grassi, proteine e tessuto fibroso) nelle coronarie. Simpatici poi i cornetti al miele; che coraggio chiamarli così: …. 3 grammi di miele su 100 grammi di brioche. Come se io, avendo un cerchione di Ferrari, mi vantassi di avere in garage il bolide vero. Ma qual è allora la colazione ideale? Se la brioche è fatta con burro e farina integrale (a Bologna ad esempio è la norma) la colazione è ottima. Ricordo infatti un recente studio della Tufts University secondo il quale il burro non solo non è pericoloso per le coronarie ma addirittura proteggerebbe dal diabete.    da INTRANET ASUITS

Scegliere la pentola nel materiale giusto per cucinare il proprio piatto

Ogni pietanza, nella miriade di possibilità che ci regala la cucina italiana, ha le sue prerogative uniche, come le posate con cui si mangia, il piatto in cui va presentata, il vino che meglio l’accompagna. Ma prima di gustarlo, un piatto, va cucinato!
Anche la scelta della pentola è decisiva, per la buona riuscita di un’operazione culinaria: vediamo insieme come utilizzare nella maniera più efficace le pentole fatte nei principali materiali utilizzati dagli artigiani pentolai.
COSA CUCINARE NELLA PENTOLA DI ALLUMINIO
Le pentole di alluminio hanno il grande vantaggio di essere molto leggere e quindi maneggevoli, facilmente stoccabili anche in armadietti alti delle cucine.2016-giorn-dic-genn-16-jpg16
L’utilizzo principe delle pentole di alluminio è senza dubbio la preparazione della passata di pomodoro, operazione che impegna tante famiglie nel periodo di fine estate. L’allumino conduce molto bene il calore e risulta adatto anche per la cottura delle torte. Sulle pentole nuove è importante effettuare un trattamento con olio o burro, lasciati sul fondo della pentola per creare una patina di ossidazione naturale che fungerà da barriera protettiva per il cibo. Per questo motivo le pentole in alluminio non vanno lavate in lavastoviglie, ma soltanto a mano con spugnette non troppo abrasive.

COSA CUCINARE NELLA PENTOLA DI RAME2016-giorn-dic-genn-17-jpg17
Il rame è il metallo delle pentole antiche, ma anche oggi è usato e apprezzato, soprattutto dai grandi cuochi. La pentola in rame si adatta a tutti i tipi di fornello, da quello a gas a quello elettrico, fino al forno. Piatto simbolo della cucina in pentola di rame è senz’altro la polenta, preparata in tutte le sue magnifiche varianti. Anche il pesce e i sughi trovano nella pentola di rame la loro collocazione più naturale. A queste pentole va “usata la cortesia” di impiegare solo cucchiai e forchettoni di legno, per evitare di rovinare l’interno con utensili di metallo. In fase di lavaggio può essere utilizzato l’aceto come detersivo naturale.
COSA CUCINARE NELLA PENTOLA DI TERRACOTTA

Le casseruole e le pignatte in terracotta hanno il fascino del vintage anche da nuove, ma spesso quelle che ci capitano tra le mani hanno tanti anni, perché a dispetto di quanto si possa pensare sono estremamente resistenti e possono essere tramandate come eredità di generazione in generazione. Le pentole in terracotta hanno la caratteristica di rendere al meglio a fuoco lento, tipo di cottura che le preserva da cedimenti e crepe: la delicatezza è infatti il loro punto debole. Per queste sue peculiarità la pentola di terracotta è ideale per cucinare legumi e arrosti, cibi che richiedono lunghe sessioni sui fornelli, specialmente a temperatura costante e prolungata.
RICETTE DI NATALE IN ALCUNE PARTI DEL MONDO
Africa: tra le ricette di Natale tradizionali in Africa il piatto più importante è il tacchino seguito da arrosti di ogni genere, maialino da latte cotto sul fuoco, riso giallo con uva, budino di prugna e ortaggi.
Australia: anche qui tacchino e maiale sono i protagonisti delle tavole natalizie. Come dessert sicuramente il più tradizionale è il Pudding Natalizio nel quale per tradizione viene nascosta una nocciolina d’oro che porta fortuna ovviamente a chi la trova.
Alaska: tra le ricette di Natale in Alaska troviamo le frittelle con sciroppo d’acero, salmone affumicato e la Piruk (torta di pesce).
Brasile: ancora una volta troviamo il tacchino arrosto accompagnato da riso colorato e piatti di verdure.
Finlandia: le ricette di Natale finlandesi sono a base di pesce ed essenzialmente di filetto di merluzzo essiccato e baccalà sotto sale. La carne non manca nemmeno sulle tavole finlandesi e il tutto viene accompagnato da tradizionali patate bollite
Torta dei Re Magi
La torta dei re magi o Roscon de Reyes è una ciambella dolce tipica della tradizione spagnola, preparata per il 6 Gennaio, “el dia de los Reyes” (il giorno dei Re Magi appunto). Si tratta di una torta ricca e golosa decorata con frutta secca e canditi al cui interno di solito si nasconde una piccola sorpresa che porterà fortuna a chi la troverà nella sua fetta.
Ingredienti per uno stampo da 28 cm: 500 gr di farina 00, 15 gr di lievito di birra, 100 gr di burro, 120 gr di zucchero, 180 ml di latte, 3 uova, 1 cucchiaino di miele, 1 buccia di limone grattugiata.
Per decorare: 1 albume, granella di zucchero, ciliegie candite, mandorle a lamelle.
Procedimento2016-giorn-dic-genn-18-jpg18
Mettete la farina a fontana in una ciotola, fate un buco al centro e metteteci il lievito spezzettato e metà del latte appena intiepidito, sciogliete il lievito. Iniziate a impastare. In un’altra ciotola mettete il burro sciolto, il latte restante, le uova e lo zucchero e amalgamate. Aggiungete il composto di uova nella ciotola con la farina. Iniziate a impastare, poi aggiungete miele e aromi e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprite con pellicola e lasciate lievitare. Mettete l’impasto in uno stampo a ciambella ben imburrato. Lasciate lievitare per almeno 1 ora o fino al raddoppio. Spennellate delicatamente con un albume, quindi decoratela con un motivo a spicchi, alternando mandorle e granella di zucchero, separandole con le ciliegie. Cuocete per circa 30 minuti in forno ventilato preriscaldato a 180°C. Lasciate intiepidire prima di sformare e servire la vostra torta dei Re Magi.
Ciambella natalizia di frutta secca2016-giorn-dic-genn-19-jpg19
Ingredienti: 750 gr mela Golden, 400 gr farina, 70 gr fetta biscottata, 200 gr zucchero semolato, 100 gr fico secco, 4 cucchiai marsala, 40 gr noce gherigli, 7 cucchiai olio di oliva, 40 gr pinoli, 40 gr mandorla pelata, 4 cucchiai vino moscato, 60 gr prugna secca, q.b. sale,1 uovo.
Procedimento:
Versate la farina a fontana sulla spianatoia, sgusciate al centro l’uovo, unite un pizzico di sale, 6 cucchiai di olio e 80 g di zucchero. Amalgamate gli ingredienti, versando i 2 vini tiepidi. Impastate per 20 minuti, finché la pasta sarà setosa. Formate una palla, ungetela di olio e fatela riposare per mezz’ora sotto una ciotola scaldata in acqua bollente e asciugata.
Preparate le mele. Sbucciate le mele, tagliatele a fettine sottilissime con una mandolina, aggiungete i pinoli, le mandorle e le noci sminuzzate, i fichi e le prugne tritate, 120 g di zucchero e le fette biscottate o i biscotti frullati.
Fate la ciambella. Stendete la pasta sottile, senza infarinare la spianatoia, in un rettangolo di 60×40 cm. Mettetela su un telo, copritela con il ripieno lasciando un bordo di 1 cm.
Aiutandovi con il telo arrotolate il rettangolo e sistematelo in uno stampo a ciambella di 28 cm di diametro. Cuocete in forno già caldo a 170° per 50 minuti.
Sformate la ciambella e tenetela in un luogo asciutto a riposare per almeno un giorno prima di servirla.
PER RIDERE UN PO’linus

2016-giorn-dic-genn-21-jpg21concorso

 

PAGINA DELLE PROPOSTE:

– VISITA ALL’ACQUEDOTTO RANDACCIO
– MOSTRA “Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo” – Centrale Idrodinamica – Porto Vecchio (Trieste)
– MUSEO DEL LAVATOIO – San Giacomo (Trieste)
– CENTRO DIDATTICO NATURALISTICO – (Basovizza)
– ORTO BOTANICO – (Trieste)
– MONTE NANOS – passeggiata naturalistica
– MARANO LAGUNARE
– GROTTE “LE TORRI di SLIVIA”
– GROTTE di SAN CANZIANO (Slovenia)

PROPOSTE “ricreative”

– BOWLING – serata “ludico-ricreativa” presso il Bowling di Duino o Ancarano (con pizza o grigliata)
– CIACOLADA SOTO LE STELE – serata conviviale presso agriturismo Scheriani.

Note: le proposte non attuate nell’arco dell’anno 2016, saranno rinviate all’anno successivo.
Chi è interessato può già dare la propria adesione.

finaleaida