Associazione Interculturale Donne Assieme

Giornalino di Settembre 2016

Associazione A.I.D.A. – c/o Centro Culturale“G. Millo” – Piazza della Repubblica, 4 – 34015 Muggia (TS)
Sede operativa : c/o Centro Donna – Stazione autobus – 1° piano – Piazzale Foschiatti – 34015 Muggia (TS)
E-mail  aida_muggia@hotmail.it; blog:aidamuggia.wordpress.com –  Telefono  040 9278281
Orario apertura sede – martedì e mercoledì 10-11 giovedì 15- 17.

ESSERE DONNA

Quando prendi coscienza di te

capisci le tue potenzialità,

sei in grado di valutare

le tue capacità, i tuoi limiti,

allora puoi lasciare libero il tuo pensiero

che vaga per l’universo,

perché l’hai raggiunto, è dentro di te.

Scopri così di non essere più sola …

Se ti accetti come sei puoi anche volare!

Licia Fontanot

 Nel-Mar         … oggi come ieri … insieme

Nel-Mar          di …….. impegno e capacità

Nel-Mar         con amicizia e voglia di fare

                                                                        Licia Fontanot

 

NOTIZIE di IERI – di OGGI – di DOMANI

  • 17 giugno – presso la sala Millo di Muggia – si è svolta la premiazione del concorso Letterario – XIV edizione.
  •  25 giugno – presso la sala convivio della Confartigianato la cena del Solstizio che ha concluso anche i primi sei mesi di attività della nostra Associazione.
  • 6 settembre – alle 16,30 presso hotel Lido si terrà- la presentazione del libro “Parole perfette” della scrittrice Etta Paliaga.
  • 8 settembre – alle ore 18 presso la nostra sede, si terrà un incontro con la prof. Giulia Fonzari per comunicazioni e programmazione relativo al coro Folcloristico.
  • 20 settembre – per i più volonterosi, avrà inizio il corso di Ginnastica posturale, tenuto dalla prof. Martina Adriani, per gli altri si inizierà martedì 4 ottobre. Si prega di confermare l’adesione e il periodo.
  • 4 ottobre – presentazione del libro “Vento sulla scogliera” di Fabiana Redivo. Sul luogo della presentazione si daranno maggiori informazioni appena possibile.
  • dall’11 al 24 ottobre – presso la sala Negrisin si svolgerà il Concorso Creatività femminile; il 15 ottobre alle ore 17, si terrà laPremiazione. Nella sezione CONCORSI trovate il bando integrale.

21 settembre – Giornata internazionale della pace –  venne istituita nel 1981 e ufficializzata nel 2001 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU), con l’intento di invitare tutti i Paesi coinvolti a sospendere le azioni di guerra, durante questa giornata

26 settembre – Giornata europea delle lingueSu iniziativa del Consiglio d’Europa, Strasburgo, la Giornata Europea delle Lingue si celebra ogni anno a partire dal 2001.
In occasione della giornata, un gran numero di eventi sono organizzati in tutta Europa: attività per e con bambini, programmi televisivi e radiofonici, corsi di lingua e conferenze.

1º ottobre – Giornata internazionale delle persone anziane – La Giornata ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sui temi riguardanti gli anziani, come la senilità e gli abusi senili.
E’ anche un giorno in cui mostrare apprezzamento per il contributo che le persone anziane danno alla società.
2 ottobre – Festa dei nonni – Il loro ruolo all’interno delle famiglie e della società in generale è importante e va riconosciuto. Per questo anche in Italia, dal 2005, si celebra la Festa dei nonni e forse non è una coincidenza che proprio nella stessa giornata, il 2 ottobre, la Chiesa cattolica celebri gli Angeli custodi. Il fiore ufficiale della festa dei nonni è il “non ti scordar di me” e la canzone invece è  “Tu sarai”  realizzata nel 2005 dal cantautore Walter Bassani.

2 ottobre – Giornata internazionale del sorriso
La giornata si è celebrata per la prima volta nel 1999 e nasce da un’idea di Harvey Ball, il papà dello “smile” , il sorriso più famoso del mondo. La faccina di cui non possiamo fare a meno quando scriviamo un sms o un’email. Sorridere è terapeutico. In molti ospedali è praticata da anni la clownterapia per far divertire i bambini. Sorridere abbassa la pressione del sangue e quindi può essere terapeutico per chi ha la pressione alta e   
per quei pazienti appena colpiti da un ictus. Molti studi dimostrano che sorridere è una vera medicina per il corpo e la mente. Una ricerca presentata al convegno dell’American College of Cardiology ad Orlando, in Florida, dimostra che un sorriso giova alla circolazione del sangue come una lezione di aerobica perché favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni.
Una risata “di cuore” aumenta anche la resistenza fisica allo stress e allenta la tensione.
Anche la nostra forma fisica può trarre giovamento da una risata, soprattutto se fragorosa. Una ricerca pubblicata  sull’International Journal of Obesity ha dimostrato che ridere 15 minuti al giorno può permettere di perdere in un anno oltre due chili. Fritz Strack dell’Università tedesca di Wurzburg ha scoperto che, anche un sorriso finto, stampato forzatamente sul viso, fa bene comunque. Sono circa 20 i muscoli facciali che si attivano con una risata spontanea, molti dei quali non potrebbero attivarsi altrimenti: una vera ginnastica per il nostro viso, che aiuta a prevenire le rughe.
 

Solstizio 2016

Eccoci arrivate anche quest’anno alla fine delle attività invernali, con tante soddisfazioni ma anche con qualche amarezza. D’altronde la vita è altalenante e diceva qualcuno che la vita è un teatro e noi siamo gli attori.
Nonostante tutto le aidine, buttate alle spalle le tristezze e pensando solo alla gioia e all’orgoglio dei  risultati raggiunti, hanno festeggiato come ogni anno il tradizionale “Solstizio d’Estate” sabato 25 giugno 2016 presso la Sala convivio della Confartigianato in via della Saline a Muggia. Per il secondo anno consecutivo si sono ritrovate  nella bella e spaziosa sala, con il ricco e fantasioso buffet preparato dai bravi gestori. Il musicista Sergio, ormai consolidato animatore della festa ha fatto ballare specialmente le signore, purtroppo gli uomini si sono tenuti un po’ lontano forse per timidezza, comunque è stato un incontro piacevole e divertente. La lotteria finale con prodotti alimentari ha concluso la serata in maniera positiva, anche il tempo è stato clemente, vista la piovosità del mese di giugno. Arrivederci a settembre.

Nelda

Aforismi

Il pessimismo genera debolezza,
l’ottimismo produce forza.
Williams James

Io scrivo i miei versi, intingendo nel calamaio del cielo.
Alda Merini

Fra due persone la cosa più importante è parlare, che sia amore, che sia amicizia, in qualsiasi tipo di rapporto se non parliamo non sappiamo, non capiamo e non possiamo trovare nessuna soluzione.
(anonimo)
Settembre settembrino, matura l’uva e si fa il vino, matura l’uva moscatella:
scolaro, prepara la cartella!
(Gianni Rodari)
Le piogge di Settembre già propizie gonfian sul ramo fichi bianchi e neri, susine claudie… A chi lavori e speri Gesù concede tutte le delizie!
(Guido Gozzano)

Biblioteca  Beethoveniana

Nella periferia di Muggia, nascosta da grandi costruzioni c’è una graziosa villetta che pochi conoscono, ma al suo interno  possiamo scoprire  una preziosa raccolta di materiale sull’arte e la figura di un  grande compositore. Un gruppo di socie dell’Associazione A.I.D.A si è recato nel mese di luglio in visita alla casa  museo, che si trova in viale XXV Aprile, abitazione dei signori Carrino. Siamo state accolte con molta gentilezza e le prime parole pronunciate dalla signora sono state: in questa casa abitano quattro persone, mio marito, mio figlio, io e Ludwig van Beethoven. Appena entrate siamo rimaste senza parole, affascinate da quello che vedevamo nella stanza, ed era solo la prima, un gran numero di ritratti, busti, sculture e incisioni raffiguranti il musicista, pezzi rari, unici al mondo. Infatti nel suo percorso di vita, il genio della musica era attorniato da molti artisti, musicisti, scultori, pittori e poeti, tutta la sua vita è stata circondata da arte totale.  I signori Carrino ci hanno spiegato come hanno iniziato a collezionare tutto il materiale 45 anni prima, girando per le bancarelle e gli antiquari, appassionandosi sempre più e coinvolgendo anche il figlio, difatti tra loro c’è una grande collaborazione, una comunione di interessi e divisione di compiti. La collezione su Beethoven nel museo è immensa: ci sono 990 pezzi tra quadri, busti, libri, partiture musicali, oggetti d’arte grafica, tutto appartenente alla sua vita e a quella delle persone che lo circondavano. Per ogni quadro, ogni busto, libro o partitura musicale che prendevano in mano, i proprietari trasportati dalla passione per il grande Compositore, ci hanno fornito spiegazioni,racconti, aneddoti o misteri sulla provenienza del reperto, come ad esempio per un’edizione della Divina Commedia, datata 1502, in cui Dante accenna in una terzina ad un  poeta, individuato forse nella figura di Beethoven. Un altro aneddoto interessante riguarda la casa di Beethoven: durante un periodo di guerra prese fuoco, ma si salvò grazie alla generosità dei suoi concittadini che lasciarono bruciare le loro abitazioni per salvare la sua. La signora gentilmente ci ha raccontato la vita del grande compositore, nato a Bonn nel 1770 e morto nel 1827. Nonostante la sua sordità è riuscito a comporre delle musiche memorabili. Nell’arco del pomeriggio la signora Carrino ci chiedeva spesso se c’era qualcuno che volesse usufruire del bagno, ad un certo punto ci siamo chiesti perché? Presto scoperto: anche nell’ambiente del servizio le pareti erano tutte tappezzate con poster di caricature del grande maestro, in una si faceva la barba, in un’altra fumava e tossiva, insomma anche lì abitava Ludwig. La collezione ha suscitato molto interesse anche in altre città europee, difatti alcuni reperti saranno esposti nel museo di Bonn su invito del suo direttore, come pure in quello di Parigi. Parlando, ascoltando, fotografando, ammirando e complimentandoci, il pomeriggio è volato, ci siamo resi conto che avevamo visto solo il pianoterra della casa, rimaneva da vedere il secondo piano….. ma era tardi, così si è deciso di continuare la visita a settembre per seconda puntata. Ciao Beethoven, a presto

Nelda

Dedicato a Vittorina:

Qualche settimana fa, dopo un periodo di malattia, ci hai lasciato. Sei stata una socia “storica” della nostra Associazione. Eri sempre pronta a dare una mano, attenta e precisa in quello che facevi, insomma di te ci si poteva fidare. Quelle tante persone, presenti all’ultimo saluto, ti apprezzavano sicuramente come tutte noi e, con commozione il coro folcloristico ti ha cantato “Madonnina del mare” perché a te piaceva tanto. Tutto quello che negli anni abbiamo donato all’UNICEF, lo abbiamo potuto fare grazie a te e alla tua amica e socia Carmelina che con precisione creavate pigotte belle e curatissime nella manifattura. Ora ci mancherai e ci mancherà quel banchetto colorato che, all’angolo della sala Negrisin, faceva bella mostra con le vostre bambole sorridenti e colorate. Ti ricorderò/ricorderemo sempre con affetto sincero e se, da lassù ci vedi,…cerca di “buttar un ocio” sulla nostra e Tua Associazione.
Gabriella Manna ha scelto per te una bellissima poesia che farà seguito a queste mie semplici ma sincere parole.
Con affetto,
Paola e tutte le AIDINE

Sono nella stanza accanto

di Charles Peguy

L’amore non svanisce mai
La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io. Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato,
parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato,
senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non si è mai spezzato.
Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.

Coro Classico A.I.D.A

Mercoledì 13 luglio il coro Classico A.I.D.A – diretto dal maestro Nicola Colocci –  ha incontrato il coro degli Afasici A. Li. Ce (Associaz. Lotta all’Ictus Cerebrale) di Trieste, preparato e diretto dalla musicoterapista Loredana Boito. L’evento si è svolto nella splendida cornice della Basilica di Muggia Vecchia. Credo che tutti i presenti si siano sentiti emozionati nell’ascoltarli. Che groppo in gola nel sentirli cantare “Signore delle cime” e “Una fresca bavisela”! La Basilica era gremita di fedeli, increduli nel sentire quelle persone, invalidate nella parola perché colpite da ictus cerebrale, proferire parole e modularle con il canto. La performance si è conclusa con l’esibizione dei due cori (coro Classico e coro Afasici) che hanno cantato assieme “Io vagabondo”.
Bravi! Alla prossima
Paola S.

 

Concorso Letterario

Il 17 Giugno si è svolta la premiazione del nostro concorso Letterario, giunto alla XIV edizione. Poiché non era stato possibile comunicare notizia nel giornalino di giugno/agosto, ultimo prima delle vacanze, vi daremo conto, in questo di settembre, di quello che la giuria ha stabilito e, già da questo numero, pubblicheremo, un po’ per volta, i lavori che le premiate ci hanno inviato.
Ricordo che i GRUPPI sono due:
GRUPPO 1 per chi ha – di 18 anni
GRUPPO 2 per chi ha + di 18 anni
Le SEZIONI sono due: Prosa e Poesia

La giuria, all’unanimità:
Per la PROSA + 18 sezione A Gruppo 2,
ha assegnato il primo premio a “Una pausa” scritto da Donatella Iseppi (Trieste) e Giuliana Pezzetta (San Dorligo della Valle).
Segnalate per la stessa sezione: “Occhi color pervinca” di Nicolina Ros (San Quirino – PN.) “ Ogni giorno è importante” (Martina Adriani).
Per la PROSA – 18 sezione A Gruppo 1,
non è stato assegnato nessun primo premio, in quanto, per regolamento, devono pervenire almeno quattro elaborati, cosa che non è avvenuta. Una menzione speciale ha ricevuto “L’armonia dei colori” della giovane Nina Gigante.
Per la POESIA – 18 sezione B GRUPPO 1:
ha assegnato il primo premio a “Il mio sguardo riflesso al tramonto” di Elisa Ulcigrai (Muggia)
Segnalate: “Le tue mani”di Mariasole Meregalli (Muggia)
                 “ La fine di ogni cosa” di Chiara De Cesco (Muggia).
Per la POESIA + 18 sezione B GRUPPO 2:
ha assegnato il primo premio a “Come immondizia” di Pierina Gallina (Codroipo – UD)
Segnalate: “E’ l’ora del sì… si deve” di Pierina Gallina (Codroipo – UD)
                “ Silenzio” di Nicolina Ros (San Quirino – PN).
Di seguito pubblichiamo il lavoro della giovane Nina Gigante, menzionato dalla giuria.

L’ARMONIA DEI COLORI

VIOLA
Quando avevo fatto domanda di lavoro all’ospedale della mia città, non mi aspettavo di essere convocato di lì a tre giorni dopo e di sicuro non mi aspettavo che mi affidassero un lavoro del genere. Il primario della struttura mi aveva spedito una lettera d’assunzione in cui mi diceva di presentarmi quel giorno alle 9.00.
Arrivai all’ospedale in anticipo e scesi dalla macchina sbattendo la portiera, forse anche un po’ troppo forte, pensai fra me e me, mentre mi dirigevo verso la struttura.
Entrai nell’atrio e mi diressi verso la receptionist.
<<Buongiorno>> le dissi <<Oggi è il mio primo giorno di lavoro, mi chiamo Mattia Paoletti>>La ragazza cercò il mio nome al computer per poi dirmi che dovevo dirigermi verso la stanza 102, che stava nel primo corridoio a destra. La ringraziai e mi diressi verso la stanza.
Davanti alla porta vidi un infermiere, al quale mi presentai, dicendo anche a lui che era il mio primo giorno di lavoro.Il ragazzo mi spiegò quello che in realtà già sapevo, ovvero che dovevo fare compagnia per un’ora tutti i giorni ad una ragazza cieca dalla nascita. Aggiunse anche che dovevo essere gentile con lei, dato che a volte era a disagio con gli estranei. Poi senza indugiare oltre l’infermiere spalancò la porta.
<<Giada, questo è il ragazzo che è venuto a farti compagnia>> disse alla ragazza che era seduta sul letto.
<<Oh…>> rispose lei <<fallo pure entrare>>
L’infermiere mi salutò con un cenno della mano, prima di chiudere la porta dietro di me.
<<Beh, non stare lì impalato>> disse lei, con un mezzo sorriso.
A disagio, adocchiai una sedia all’angolo della stanza che trascinai fino ai piedi del letto di Giada.
Mi sedetti e mi presi un attimo per osservarla meglio: aveva dei lunghi capelli neri, e la pelle chiara, con una spruzzata di efelidi sul naso. Ma furono gli occhi a sorprendermi: me li aspettavo vacui, spenti, invece erano di un verde acceso, vivo.
Mi riscossi, non mi sembrava educato starla a fissare per un’ora intera.
<<Allora Giada, poiché sono qui per tenerti compagnia, di cosa vorresti parlare?>>
<<Mah non lo so, deve essere un argomento preciso?>>
<<Possiamo parlare di ciò che preferisci, magari chiedimi qualcosa che ti incuriosisce particolarmente.>>
La ragazza sembrò pensarci su per un attimo e poi tutto ad un tratto si illuminò.
<<Parlami dei colori>>
Restai un attimo sconcertato.<<Dei colori?>> ripetei, per essere sicuro di aver capito bene.
<<Sì, dei colori! Quando ho provato a chiederlo a qualcun altro, tutti hanno iniziato a spiegarmi cose noiosissime sulla luce che filtra, le pigmentazioni e altre cose complicate di cui non ricordo il nome>>
<<Va bene>> acconsentii <<Ti parlerò dei colori. Di quale vorresti sapere in particolare?>>
<<Il viola>> lo disse con voce quasi sognante e si accomodò meglio sul letto preparandosi ad ascoltare.
<<Allora, il viola è decisamente un colore forte. È il colore dei fiori che sbocciano in primavera, è il colore dell’uva. È il colore delle more, è il colore dei reali, credo, ed è il colore del tramonto prima che il sole sparisca definitivamente.>> conclusi con un sorriso la mia patetica spiegazione.
<<Wow, non avevo mai pensato che una persona potesse descrivere i colori con tutta questa semplicità. Grazie mille>> Giada sembrava entusiasta eppure non avevo fatto nulla di speciale.
<<Senti Mattia, ma quanti anni hai?>>
<<Venti, e tu?>>
<<Io ne ho sedici e vivo in questo ospedale praticamente da quando sono nata, però mia madre viene a farmi visita quasi tutti i giorni>> fece una pausa <<ho pensato di dirtelo, dato che tu sicuramente sei troppo educato per chiedermelo>>
Arrossii e sorrisi imbarazzato, ci aveva centrato in pieno. Un attimo dopo realizzai quello che mi aveva detto.
<<Intendi dire che non sei mai uscita? Mai?>>  Non potei fare a meno di domandare.
<<Sì>> mi rispose con un sospiro sconsolato.
<<Ti prometto che un giorno ti farò uscire, non puoi rimanere segregata qui a vita>>
Parlammo ancora per un po’ e venni a sapere che dopo una settimana avrebbe dovuto compiere un’operazione molto rischiosa che però, se fosse  riuscita, le avrebbe permesso di vedere.
<<Per questo ti ho chiesto di descrivermi i colori, voglio che siano la prima cosa che vedrò appena sarò guarita>> aggiunse lei. Il tempo passò in fretta fra  chiacchiere, risate battute e sorrisi dolci.  Discutemmo su quale fosse il gusto di gelato migliore. Giada insisteva sulla menta, mentre io parteggiavo per il cioccolato.
Ad un tratto qualcuno bussò alla porta, interrompendoci. L’infermiere che avevo incontrato prima entrò nella stanza.
<<È scaduta l’ora, mi dispiace>>
Dovemmo salutarci, ma io le promisi che l’indomani sarei tornato a trovarla e le avrei descritto un nuovo colore.
Tornato a casa pensai che Giada era più simpatica di quanto mi aspettassi.
ARANCIONE
<<Cucù>>dissi, affacciandomi alla porta della stanza di Giada.
Lei che aveva il viso rivolto alla finestra si girò cercando di capire da dove provenisse la mia voce.
<<Mattia?>>
Annuii per poi ricordarmi che non poteva vedermi.
<<Si, ciao sono io>> mi affrettai a rispondere.
<<Sai>> disse lei <<ieri sera ho pensato ad un soprannome da darti>>
<<Ah si? E quale?>>
<<Non te lo dico>> disse lei mettendo su una faccia buffissima ma adorabile.
<<E  dai>> la pregai.
Lei in risposta mi fece una linguaccia.
Sbuffai trattenendo un sorriso.
<<Di che colore vuoi che ti parli oggi?>>
Sembrò pensarci un attimo.
<<L’arancione>>
Mi sistemai meglio sulla sedia prima di iniziare a parlare.
<<Allora, l’arancione è un colore acceso, vivace. Ricorda il fuoco e la famiglia. Ricorda anche la sensazione di un abbraccio. Se l’arancione fosse una persona sarebbe sicuramente l’amico stupido che fa ridere tutti alle feste. È anche il colore del tramonto quando c’è bel tempo>>
<<Mmmmh, sei stato bravo, mi è piaciuta soprattutto la parte dell’abbraccio>> commentò la ragazza arrossendo lievemente.
Ero indeciso sul da farsi, però poi mi avvicinai a lei, cingendole le spalle esili con le mie braccia. Lei sussultò leggermente al contatto inaspettato per poi rilassarsi contro il mio petto. Dopo un po’ si staccò e la vidi cercare a tentoni qualcosa sotto il letto. Ne tirò fuori un aggeggio argentato.
<<In caso te lo stessi chiedendo, questo è il mio telefono>> mi spiegò <<dammi il tuo numero, così poi possiamo tenerci in contatto>>.
Io ben felice, mi affrettai a digitare il numero.
Ma, come sempre, arrivò l’infermiere e fui costretto ad andarmene.
La sera, a letto, ricevetti un messaggio.
“Buonanotte Mattia <3”
Mi addormentai con un sorriso.

VERDE
<<Matty!>>
Fu così che Giada mi accolse quel giorno appena entrai nella stanza d’ospedale.
<<Ah, finalmente ti sei decisa a rivelarmi il soprannome, eh?!>> le dissi, divertito.
Lei scoppiò in una risata cristallina che, giuro, avrei voluto registrare e impostare come suoneria del cellulare.
<<Oggi ho pensato ad una cosa>> mi comunicò la ragazza <<ho deciso che mi descriverai il verde, erò a condizione che ti sdrai nel letto qui con me>>
<<Va bene>> acconsentii.
<<Il verde è un colore rilassante, acceso e ricorda la primavera. È il colore del prato appena tagliato e del gelato al pistacchio. È il colore della collina sulla quale mi siedo a fissare il cielo quando voglio stare solo, è anche il mio colore preferito ed è il colore dei tuoi occhi>>
Senza che me ne fossi accorto avevo iniziato a giocare con una ciocca dei capelli di Giada, mentre lei aveva appoggiato la testa sulla mia spalla.
<<Sai>> disse lei <<sei davvero bravo>>
La ringraziai facendo un sorriso imbarazzato.
<<Una cosa che mi rattrista è che non ti posso vedere. Ma sono sicura che sei bello. Mi fai venire in mente una cosa che avevo letto: le cose migliori e più belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle con il cuore>>
Arrossii come un’adolescente alla prima cotta.
<<Ti giuro che appena sarai guarita ti farò uscire con me e andremo alla mia collina>>
<<Come un vero appuntamento?>>
Le risposi di sì e cominciai a tracciare con il dito le vene che si vedevano affiorare sul dorso della sua mano.Poi come sempre arrivò l’ora di andarsene e mentre mettevo in moto l’auto non potei fare a meno di pensare a quello che avevo detto a Giada, ovvero che il verde era il mio colore preferito. Sì,  non era una bugia: lo era da quando avevo visto i suoi bellissimi occhi per la prima volta.
ROSA
<<Parlami del rosa>>
Mi assalì Giada quando non ero nemmeno entrato nella stanza.
<<Il rosa?>> non potei fare a meno di trattenere un risolino.
Lei si girò nella mia direzione mettendo su un broncio da finta arrabbiata.
<<Sì, c’è qualche problema?>>
<<No no, figurati>>
Mi avvicinai al letto e mi stesi lì vicino come il giorno prima, sperando che non le desse fastidio.
Mi schiarii la gola prima di iniziare.
<<Dunque il rosa viene considerato un colore prettamente femminile, anche se non sono del tutto d’accordo, odio le etichette, ma tralasciamo questo punto. Il rosa è il colore dei fenicotteri e del rossetto, penso, è anche il colore di quelle schifosissime gomme alla fragola che ai bambini piace tanto masticare. Uuh, ed è anche il colore delle labbra >>.
Giada all’improvviso mi interruppe.
<<Puoi baciarmi?>> mi chiese per poi arrossire subito dopo.
<<B-baciarti?>> chiesi sconcertato.
<<Non importa se non vuoi, è che penso che le tue labbra debbano essere morbidissime>> si affrettò a spiegare.
<<Sarebbe un vero onore per me>> le dissi, per poi avvicinare il mio viso al suo.
Ci baciammo e, giuro, in vent’anni di vita non mi era mai capitato di provare una sensazione così strana, magica. Volevo che non finisse più, ma ovviamente entrò l’infermiere.
<<Uh, forse è meglio che vada>> dissi leggermente imbarazzato.
<<Oh, mi sono dimenticata di chiederti se ti piace il soprannome, Matty>>
<<Lo amo>>
Lei mi rivolse un sorriso radioso.
Tornai a casa e questa volta non potei fare a meno di mandarle un messaggio.
“Beati coloro che si baceranno sempre aldilà delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni”
Lei mi rispose un attimo dopo:
“Alda Merini? È la mia poetessa preferita, come fai a saperlo?”
Ridacchiando inviai un altro messaggio:
“Segreto ;)”
ROSSO
Il giorno dopo mi recai in ospedale, stranamente in anticipo.
Entrai nella stanza e trovai Giada seduta a gambe incrociate sul letto.
<<Com’è >> le chiesi <<oggi non mi assali con nessuna domanda?>>
<<Sono contenta che tu sia qui, Matty>>
Le sorrisi dolcemente.
<<Anche io sono contento di essere qui>>
<<Mmmh.. allora parlami del…>> la interruppi prima che potesse continuare
<<A dire il vero, se permetti, oggi ho io un colore da proporti>>
La ragazza annuii con entusiasmo, invitandomi a continuare.
<<Oggi ti parlerò del…>> feci una pausa ad effetto <<rosso!>>
Mi sedetti vicino a lei e le diedi un bacio sulla guancia prima di iniziare.
<<Allora, il rosso è un colore arrabbiato, deciso. È il colore dei pomodori, della pizza e delle mele. Il rosso è un colore popolare. Se fosse una persona, questa avrebbe sicuramente un carattere irritabile e da leader. Il rosso è un colore che comanda. Però può essere anche dolce, infatti è il colore dell’amore e dei cuori, suppongo, come il mio e il tuo. È il colore della felicità, è un qualcosa che ti fa innamorare anche quando non dovresti.>>
Giada restò in silenzio e io per un attimo ebbi paura, forse non avevo fatto bene a dichiararmi… il filo dei miei pensieri fu interrotto proprio dalla ragazza che li aveva causati, che si avvicinò a me e mi baciò dolcemente, togliendomi ogni dubbio.
BLU
<<Blu!>>
<<Ciao anche a te Giada>> dissi divertito <<oggi siamo di poche parole mmh?>>
Lei scoppiò nella risata che tanto amavo.
<<Vieni qui vicino a me>> disse.
Non me lo feci ripetere due  volte e prima di iniziare le presi la mano nella mia. Era piccola e calda.
<<Il blu è un colore bellissimo. È il colore dell’oceano, dei mirtilli e dei miei occhi. È un colore calmo, gentile e mai rumoroso. È rilassato e freddo, tutto ciò che è bello è blu. È il colore del cielo. Il blu è…libero>>
<<Sai…>> bisbigliò Giada<<potrebbe essere il mio  colore preferito…>>
Le promisi che un giorno l’avrei portata al mare, le avrei insegnato a nuotare e avremmo potuto fare un falò sulla spiaggia passando tutta la notte assieme.
Ne fu entusiasta. Passammo il resto del tempo a baciarci e a parlare delle nostre rispettive vite. Scoprii alcune cose che non sapevo: Giada aveva una sorella più grande che si chiamava Lisa ed il suo sogno più grande era fare la pittrice, cosa che aveva intenzione di realizzare  non appena fosse guarita. Giada amava i colori ed io ero pazzo di lei.
GIALLO
Quel giorno, quando entrai nella stanza, mi aspettavo di essere accolto in tutti i modi possibili, ma non di certo da un:
<<Domani mi operano>>
<<Che cosa? Giada non sei felice? Solo due giorni e potrai vedere il mondo e tutto ciò che ti circonda>>
<<Sì, ma dovevo avvisarti del fatto che se l’operazione dovesse andare male io potrei…. Come dire… morire, ecco.>>
Rimasi scioccato, perché non mi aveva detto prima il rischio che poteva correre?
<<Senti, Giada, non dirlo e tantomeno non pensarlo. Vedrai che andrà bene. Deve andare bene>>
<<Solo,  ti posso chiedere un favore?>> mi chiese, torcendosi nervosamente le mani in grembo <<il tuo viso potrà essere la prima cosa che vedrò non appena mi sveglierò?>>
Rimasi meravigliato.
<<Veramente sono così importante per te?>>
<<Sì e ti giuro, lo so che ci conosciamo solo da 7 giorni e potrei sembrare affrettata ma…>> la interruppi
<<Ti dico una cosa>> iniziai <<voglio che resti viva per questo, ok? Io voglio passare il resto della mia vita con te, voglio vedere ogni alba e ogni tramonto in tua compagnia, voglio vedere i tuoi quadri, voglio che tu dipinga dei colori bellissimi e mai visti. Tu non sei un solo colore: sei come l’arcobaleno, e io lo voglio apprezzare in tutte le sue sfumature.>>
<<Ti amo>> le sussurrai all’orecchio.
<<Ti amo anche io>>
Ci baciammo e la sensazione che provai non fu niente di paragonabile a quella del nostro primo bacio.
Poi le descrissi uno degli ultimi colori che ci mancavano.
<<Il giallo è un colore acceso. È il colore di una risata, e di un sorriso. E il colore di un limone, del sole e dell’estate. Il giallo è positivo, il giallo è semplicemente allegria>>.
Mi interruppi vedendo una lacrima rotolare giù dalla guancia di Giada, per poi scomparire nei suoi capelli scuri .
La abbracciai, e le sussurrai parole dolci e rassicuranti per calmarla.
Le dissi che sarebbe andato tutto bene. Che era bellissima e che l’amavo. Lei alla fine si addormentò sulla mia spalla. Restai a guadarla dormire per alcune ore e alla fine mi decisi a tornare a casa. Quella notte la passai insonne.
GRIGIO
Il giorno dopo ero indeciso se fosse più forte la preoccupazione per Giada o l’amore che provavo nei suoi confronti. Riuscii a vederla di sfuggita prima che entrasse in sala operatoria, l’abbracciai e lei mi sussurrò all’orecchio “ci vediamo dopo” e mi lasciò un bacio all’angolo della bocca. Le ore passarono interminabili, mi mangiai tutte le unghie e bevvi almeno 10 litri di caffè. A quanto pare c’erano state delle complicazioni. Mi sembrava  di essere una molla, ero pronto a scattare da un momento all’altro. Alla fine vidi uscire un dottore. Aveva il viso triste. Non andava affatto bene.
<<Mi dispiace Mattia. Giada non ce l’ha fatta>>
No, no, no, non era possibile! Lei me l’aveva promesso, aveva detto “ci vediamo dopo”, con quel sorriso che, mio dio, non avrei ma più potuto vedere illuminarle il viso. Al diavolo il rosso, non era amore: era rabbia e perdita! Io senza di lei non ero niente, ero spento, grigio! Aveva sbagliato, io avevo sbagliato, non poteva, non doveva lasciarmi ! Che senso aveva vedere un mondo a colori se non potevo ammirarli insieme a lei?
NERO
Il funerale si tenne alcuni gironi dopo. Alcuni giorni in cui non avevo visto Giada, non le avevo parlato e non avevo visto il suo fantastico sorriso.
Il funerale è stato maledettamente bello, e triste;  la bara nera era ricoperta da milioni di fiori di tutti i colori, colori che Giada non aveva mai avuto l’occasione di vedere.
Mi si avvicinò la madre di Giada che negli ultimi giorni avevo conosciuto meglio e che mi aveva parlato molto della ragazza.
Mi cinse le spalle con un braccio.
<<Te la senti di fare un discorso? So che Giada lo avrebbe voluto>> io annuii e mi recai all’altare.
<<Allora premetto  che sono negato a fare discorsi, quindi perdonatemi in anticipo se ne verrà fuori una cosa schifosa. Quando accettai il lavoro, non mi aspettavo certamente una persona come Giada, non mi aspettavo sicuramente di innamorarmi e non mi aspettavo di perdere tutto questo in un battito di ciglia. Sono tante le cose che accadono nella vita, ma questo non vuol dire che siano giuste o che le persone le debbano accettare senza ribellarsi. Io ora so che Giada riposa in pace, ma vorrei dire un’ultima cosa:
vorrei sfatare il mito, la cazzata, se mi permettete, che dopo la morte ci sia solo il buio, il nero.
Dopo la morte c’è un luogo pieno di colori e sono sicuro che lei sta passando lì i momenti migliori della sua vita. E vorrei citare una grande poetessa, Emily Dickinson: “Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina. Chi ama non conosce morte perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità.”
Ti amo Giada, ti amerò finché tutti i colori del mondo non svaniranno>>
Il mio discorso ricevette un applauso che non mi aspettavo e che nemmeno sentii, infatti sollevai lo sguardo verso l’alto e non potei fare a meno di sorridere e piangere allo stesso tempo vendendo un arcobaleno, il più bello che avessi mai visto, stagliarsi sopra un cielo azzurrissimo.

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VECCHI ANTIBIOTICI PER COMBATTERE  LA RESISTENZA BATTERICA
Ormai i batteri sono diventati super resistenti agli antibiotici; fra un po’ non avremo più farmaci efficaci; anche una banale chirurgia non potrà più essere praticata, per non parlare di interventi come i trapianti; i malati di tumore non potranno più essere curati con chemioterapie che li rendono immunodepressi e vulnerabili alle infezioni.  Gli allarmi, che da tempo arrivano dal mondo scientifico, pare abbiano cominciato a smuovere le acque.
Così, negli Stati Uniti, il Presidente Obama e il Congresso hanno stanziato parecchi milioni di dollari per prevenire e monitorare le infezioni da batteri resistenti e studiare nuovi farmaci.
A Davos, durante l’ultimo World Economic Forum di gennaio, si sono raggiunti accordi per incentivare le aziende farmaceutiche a investire nella ricerca. E queste si stanno muovendo, non solo per trovare nuove molecole, ma anche per rispolverare vecchi antibiotici, magari in nuove formulazioni, che possono ridiventare efficaci nei confronti di batteri che, con il passare del tempo, hanno perso le loro capacità di resistenza.
L’Organizzazione Mondiale Sanità (OMS) da parte sua, oltre ai richiami verso i singoli Paesi perché affrontino con urgenza il problema, ha inaugurato, nel novembre scorso, la prima World Antibiotic Awarenness Week per sensibilizzare il pubblico.
Ecco, davvero c’è bisogno di una maggiore consapevolezza della popolazione. Secondo un sondaggio dell’OMS, condotto nel 2015, su 10mila persone di 12 paesi, quasi due persone su tre usano antibiotici contro raffreddori e sindromi  influenzali da virus, verso i quali non sono efficaci. E un terzo delle persone interrompe la terapia appena vede un miglioramento dei sintomi (e anche questo aumenta le resistenze).
Prevenzione – è importante limitare l’uso nei bambini. Da piccoli consumano antibiotici come il pane. E quando diventeranno adulti avranno più difficoltà a trovare un farmaco efficace per controllare infezioni di vario tipo, perché hanno già sviluppato varie resistenze. Ma il problema è che l’abuso di antibiotici, in pediatria, può essere pericoloso fin da subito. Una revisione di 58 studi condotti in 26 Paesi, pubblicata sul British Medical lournal nel marzo scorso e condotta da ricercatori dell’Università di Bristol, ha dimostrato che i bambini con infezioni delle vie urinarie, provocate datutti i casi), hanno più difficoltà a trovare un farmaco efficace, fra quelli normalmente utilizzati, se nella loro vita li hanno già assunti. In alcuni Paesi questi farmaci sono anche venduti senza ricetta.

II meccanismo
Ogni volta che si assume un antibiotico si uccidono i batteri che sono «sensibili», cioè vulnerabili al farmaco. Se nell’organismo ci sono batteri che sono «resistenti» a quell’antibiotico, una volta liberati dalla «concorrenza» dei batteri uccisi, avranno più facilità a riprodursi e diffondersi.
Intranet  News – Ospedali Riuniti di Trieste

AlimentazioneQuando i grassi fanno bene al corpo

Sono «strumenti diagnostici» e favoriscono il benessere dell’organismo. Svolgono un ruolo indispensabile per favorire la risposta del sistema immunitario e aiutano a mantenere i neuroni attivi. È la bellezza dei grassi. La cui assenza non determina nemmeno una sostanziale perdita di peso. «Quindi eliminarli dalla dieta è vietato».La buona notizia arriva da Carla Ferreri, ricercatrice del Cnr, che si dedica alla lipidomica. Si chiama così la scienza che analizza l’equilibrio dei lipidi nella membrana cellulare. «Assumere grassi di qualità e con caratteristiche diverse è importante per permettere il ricambio del doppio strato della membrana stessa. Il che aiuta la cellula ad attivare una risposta infiammatoria solo in casi di pericolo e ad avere energia a sufficienza per svolgere le sue funzioni», spiega. Tradotto: «I grassi danno una mano a combattere stanchezza e irritabilità».
Ma la loro assunzione dev’essere varia. Esistono tre tipologie di lipidi: saturi (contenuti in carne e latte e derivati), mono-insaturi (in nocciole, olive e olio d’oliva) e poli-insaturi: sono gli Omega 3, presenti nell’olio e nei semi di lino e in pesce e alghe, e gli Omega 6, in vegetali, mandorle e semi di zucca.
Come combinarli? «E bene verificare le etichette dei cibi e acquistare quelli in cui i grassi saturi non rappresentano più del 50%», racconta la specialista. «La colazione, poi, non deve eccedere in grassi saturi, come la cena. Tra gli oli, quello d’oliva resta un pilastro della dieta. Gli altri andrebbero combinati». Compreso l’olio di palma, al centro delle polemiche. L’esperta non lo sconsiglia a priori: «Ma va considerato che contiene solo grassi saturi e monoinsaturi e quindi non può essere l’unico olio che utilizziamo».
Questi studi sono al centro delle ricerche di Lipinutragen, l’azienda fondata da Ferreri come spin-off. Qui è stato messo a punto un test per valutare la presenza dei lipidi nell’organismo: consiste nel prelievo di 20 gocce di sangue dal dito e si esegue in 100 farmacie. Si ottiene così un profilo personalizzato. «Quando emerge uno squilibrio, si possono attuare strategie mirate, a partire dalla dieta». E così si recupera il benessere perduto.
Carla Ferreri (ricercatrice specializzata in lipidomica)

Ricette sfiziose con la rucola

Polpettine di rucola e farina di ceci
Ingredienti: 150 gr rucola, 150 gr insalata mista, 60 gr farina di ceci, q.b. pomodorino ciliegia, q.b. piselli, q.b. cumino semi, q.b. bicarbonato, q.b. olio di oliva extravergine, q.b. olio di arachidi, q.b. sale, q.b. succo di limone.
Procedimento:
1) Lavate la rucola, scolatela senza asciugarla completamente, tritatela sul tagliere, mescolatela quindi con la farina di ceci, il cumino e 2 prese di sale. Impastate aggiungendo l’acqua necessaria ad avere una consistenza solida, non fluida. Incorporate il bicarbonato di sodio.
2) Scaldate una casseruola con l’olio per friggere e fate cadere nell’olio il composto a piccoli cucchiaini: l’impasto gonfierà immediatamente. Fate dorare le polpettine, poi scolatele sulla carta assorbente.
3) Preparate i piatti con l’insalata mista, qualche pomodorino e dei piselli sgranati, poi condite con succo di limone, sale e un filo di olio. Riempite delle piccole ciotole con le polpettine calde, sistematele al centro dei piatti e servite.
Crespelle alla rucola
Ingredienti: 200 gr crescenza, 150 gr prosciutto cotto, 70 gr farina, 30 gr rucola, 1 uovo, 2 dl latte intero, q.b. burro, q.b. sale, q.b. pepe
Procedimento   
1) Sbattete 2 dl di latte fresco con 70 gr di farina, 1 uovo, 30 gr di rucola tritata, sale e pepe, in modo
da ottenere una pastella ben omogenea. Fatela riposare per almeno 30 minuti.
2) Imburrate una padella antiaderente di 20 cm di diametro e versate un mestolo di pastella. Ruotate la padella per distribuirla, cuocete per 1 minuto, girate la crespella e cuocete ancora per 1 minuto.
2) Fate altre 7 crespelle, impilatele man mano e tenetele in caldo. Farcite le crespelle con 150 g di cotto a fettine e 200 g di crescenza a fiocchetti. Piegatele a triangolo, scaldatele per 2 minuti in forno a 200° e servite.
Risotto con gamberi alla rucola

Ingredienti: 50 gr burro, 30 gr parmigiano, 2 rametti prezzemolo, q.b. olio extravergine di oliva,1 spicchio aglio, q.b. pepe, q.b. sale, 0.5 bicchieri vino bianco, 1 cipolla di Tropea, 1 mazzetto rucola ,300 gr riso Carnaroli, 8 gamberi, 1 scalogno, 0.5 bicchieri vino passito, 2 rametti di timo
Procedimento:  
1) Sgusciate i gamberi, conservando gli scarti, incidete le code ottenute lungo il dorso e privatele del budellino nero. Sbucciate lo scalogno, tritatelo finemente e rosolatelo per 3 minuti in una casseruola con 3 cucchiai di olio.
2) Unite gli scarti dei gamberi pestati, il timo, il prezzemolo e cuocete, mescolando, per 5 minuti. Sfumate con il vino bianco, che farete evaporare, bagnate con 2 litri d’acqua, salate, pepate, portate a ebollizione e fate sobbollire per 20 minuti, poi filtrate il brodo ottenuto e tenete da parte.
3) Sbucciate l’aglio e la cipolla, tritateli finemente e rosolateli in un tegame con 20 g di burro. Aggiungete il riso e fatelo tostare per 2 minuti, mescolando. Sfumate con il passito e lasciatelo evaporare,
quindi portate a cottura bagnando man mano con il brodo necessario: 5 minuti prima del termine di cottura, unite i gamberi.
4) Fuori dal fuoco mantecate con il burro rimasto e il parmigiano. Completate infine con la rucola spezzettata, mescolate e servite.
Polpette in salsa di rucola
Ingredienti: 40 gr. gorgonzola, 1/2 limone non trattato, 3 noci, 4 cucch. olio di oliva extravergine, 250 gr di patate, 1/2 cucch. prezzemolo, 80 gr. ricotta, 15 gr. rucola, q.b. sale, 1 cucch. aceto bianco, 1 pomodoro perino, q.b. pepe.
Procedimento:    
1) Preparate un composto, amalgamando con le mani le patate lessate e schiacciate, ricotta, gorgonzola dolce,  noci, prezzemolo tritato, sale e pepe.
2) Formate 16 polpette rotonde e disponetele nei piatti.
3) Conditele con una salsa preparata, mescolando la rucola tritata molto finemente, pomodoro a dadini, la scorza di limone a filetti, aceto, sale e  olio extravergine d’oliva.

Torta al limone
 Ingredienti: 200 gr. farina, 200 gr. zucchero, 110 gr. burro, 3 uova, 1 limone, ½ cucchiaino di lievito in polvere, zucchero a velo.
Setacciate sulla spianatoia la dose di farina assieme al lievito in polvere. Fate al centro una fossetta e metteteci dentro 80 gr di burro ammorbidito ( non fuso), 80 gr. di zucchero ed un uovo.
Impastate tutto e formate un panetto che lascerete riposare per 20 minuti.
Intanto in una casseruola sbattete con una frusta due uova con i restanti 170 gr dello zucchero ed i 30 gr. del burro, la buccia grattugiata ed il succo del limone. Sistemate la casseruola inun’altra contenente acqua  in ebollizione e cuocete a bagnomaria mescolando fino ad ottenere una crema omogenea e ben legata, lasciate raffreddare. 
Ora riprendete la pasta e stendetene 2/3 in una sfoglia spessa qualche millimetro con la quale fodererete uno stampo rotondo a bordi alti ( diametro 24 cm circa). Versatevi dentro la crema fredda, infine stendete anche il resto della pasta in un disco sottile che poserete sulla crema. Se vi avanza della pasta, decorate con qualche striscia messa a gratella.Cuocete in forno a 200° per 45 minuti.
Servite la torta spolverata di zucchero a velo.
Lidia Petech

 

PAGINA  DELLE  PROPOSTE

MOSTRA D’ARTE a Treviso (dal 29 ottobre 2016 al 17 aprile 2017) – presumibilmente a novembre 2016.

PROPOSTE da definire

  • VISITA ALL’ACQUEDOTTO RANDACCIO
  • MOSTRA “Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo” – Centrale Idrodinamica – Porto Vecchio (Trieste)
  • MUSEO DEL LAVATOIO – San Giacomo (Trieste)
  • CENTRO DIDATTICO NATURALISTICO – (Basovizza)
  • ORTO BOTANICO (Trieste)
  • MONTE NANOS passeggiata naturalistica
  • MARANO LAGUNARE
  • GROTTE “LE TORRI di SLIVIA”
  • GROTTE di SAN CANZIANO (Slovenia)

 PROPOSTE “ricreative”

  • BOWLING – serata “ludico-ricreativa” presso il Bowling di Duino o Ancarano (con pizza o grigliata)
  • CALAMARI – serata conviviale presso la trattoria “Alle Rose”
  • CIACOLADA SOTO LE STELE – serata conviviale presso agriturismo  Scheriani

Note: le proposte non attuate nell’arco dell’anno 2016, saranno rinviate all’anno successivo.

Chi è interessato può già dare la propria adesione.