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il 7 aprile 1948 L’ONU istituisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità

Le emergenze provocate da sei anni di conflitto, unitamente all’idea che la pace e la sicurezza dei popoli non potevano essere disgiunte dal loro benessere fisico, spinsero le Nazioni Unite a dar vita a un organismo che parlasse ai governi con una sola voce, in nome degli infermi e per la salute di tutti i cittadini del pianeta.
La fine della Seconda guerra mondiale consegnò uno scenario devastante dal punto di vista sanitario, con il rifiorire di malattie che si stimavano scomparse da molti anni e il riacutizzarsi di altre. In Italia, ad esempio, riapparve in maniera estesa il vaiolo e il tifo esantematico, mentre nel resto dei territori interessati dal conflitto si ebbero epidemie di tubercolosi (legata alla scarsa alimentazione), febbri tifo-paratifoidee (causate dal cattivo funzionamento delle reti idriche e fognarie) e colera.
Per coordinare gli interventi atti ad arginare le situazioni di emergenza, i rappresentanti dell’ONU sottoscrissero un atto istitutivo che entrò in vigore il 7 aprile 1948. L’atto istitutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, indica come primo obiettivo «il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute», inteso non solo come assenza di malattie ma come «uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale».
Nel corso dei decenni, grazie a massicce campagne di vaccinazione, l’OMS ottenne importanti risultati nel contrasto alle malattie epidemiche, tra cui il totale debellamento del vaiolo, certificato nel 1980. Ciò ne rafforzò il ruolo di guida nel monitorare e controllare la diffusione di malattie, prevenendo il rischio di pandemie. Ancora oggi spetta ad essa definire il grado di allarme di un contagio (con una scala crescente da 1 a 6), orientando l’azione dei governi.
Tra le attuali funzioni dell’OMS: assistenza ai governi per migliorare i servizi sanitari; attività di stimolo alla prevenzione sanitaria; sostegno alla ricerca scientifica e alla formazione professionale; sviluppo di standard internazionali per quanto concerne prodotti alimentari, biologici e farmaceutici. Nel raggiungimento di questi scopi, l’agenzia agisce in costante cooperazione con le Nazioni Unite, gli Istituti Specializzati, le amministrazioni sanitarie statali, i gruppi professionali e altre organizzazioni.
Forte dell’impegno di 4.000 addetti che oggi vi lavorano, l’OMS è impegnata a debellare gravi malattie come la poliomielite, il morbo del verme di Guinea, la lebbra e il tetano neonatale.

Fonte:www.mondi.it/almanacco

Nota: Molto attuale e importante oggi il suo ruolo in questa drammatica situazione. L’11 marzo 2020 l’OMS ha confermato che la COVID-19 può essere caratterizzata come una pandemia e il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha precisato che si tratta della prima pandemia scatenata da un coronavirus.

Autore: AIDA

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