Associazione Interculturale Donne Assieme

Ti racconto l’Hospice

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Giovedì 23 novembre 2017 presso la Sala Millo si è svolta la conferenza “Ti racconto l’Hospice”, organizzata dalla Casa di Cura di Pineta del Carso in collaborazione con l’A.I.D.A. e l’Università della Terza Età – sezione di Muggia.
Relatori la dott.ssa Roberta Vecchi – psicologa, psicoterapeuta – e il dott. Gianluca Borotto – medico internista.
La Presidente Paola Serra introduce la riunione con saluti e ringraziamenti ai collaboratori, all’UNI 3 e al Comune per l’utilizzo della sala e alle persone presenti commentando che l’argomento trattato, le cure palliative, oltre ad essere informativo è anche molto interessante.


Il dott. Borotto, responsabile dell’Hospice, un Ente privato in stretta collaborazione con l’Azienda Sanitaria triestina, introduce l’argomento molto attuale sulla fine della vita umana in seguito ad incidenti o malattie degeneranti che tolgono le funzioni vitali e portano alla conclusione della vita terrena.  Ecco entrare in funzione le cure palliative che mettono al centro dell’attenzione il malato, non la malattia. Ma cosa sono le cure palliative? Sono dei medicinali in grado di migliorare la qualità del percorso vitale e dare sollievo al malato inguaribile per un trattamento ottimale del dolore, affiancati da un team medico per dialogare con le persone sofferenti sul percorso della vita che si avvicina alla conclusione. Il dott. Borotto porta l’argomento molto attuale dell’eutanasia e cita il discorso di Papa Francesco nel quale si dice che, dando uno spazio adeguato alla dignità dell’essere umano ed evitando l’accanimento terapeutico,  non si tratta di eutanasia, la quale  rimane sempre una forma illecita perché si propone di interrompere la vita e procurare la morte.

Certamente ci vuole molta saggezza per affrontare questi problemi. Il Ministero della Salute ha emanato la legge N° 38 per garantire le cure palliative e la terapia del dolore con l’obiettivo di controllare il male fisico e assicurare al malato dignità, autonomia, relazioni e comunicazioni, fino al termine della vita. La malattia che colpisce l’infermo coinvolge anche tutta la famiglia, per questo è sorto l’Hospice dove ha sede un gruppo di lavoro, un’equipe multi professionale formata da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e volontari assistenziali, che aiutano il malato nelle sue problematiche di natura fisica, psichica, sociale e spirituale, dando un sostegno socio assistenziale al degente e alla famiglia, che continua anche dopo  la morte del paziente. La frase che risuona sempre all’Hospice è “quando non c’è più niente da fare, c’è ancora tanto da fare”. Queste parole ci fanno comprendere la volontà e la sensibilità delle persone che si prendono cura dei loro pazienti.
La dott.ssa Vecchi ha parlato dei volontari che svolgono un’attività di sostegno ai degenti, le ha definite persone diplomate in umanità. Nella struttura ospedaliera si svolgono diverse attività, si organizzano feste, incontri musicali, c’è addirittura “l’osmiza” per intrattenere le persone lì ospitate. Infatti la dott.ssa sottolinea: “Dove c’è morte, c’è vita”. Ha poi citato una frase tratta da un film, “Il Miglio Verde”: – I miracoli accadono nei luoghi più impensati –
L’Hospice Pineta del Carso ha contatti anche con altri Paesi europei per divulgare le cure palliative e fornire percorsi formativi tramite stage a  medici e infermieri, e registra un vivo interesse da parte dei sanitari contattati. Alla fine ci è stato presentato un video sull’attività dell’Hospice, con una bimba che faceva capolino dalle porte alla ricerca del nonno, l’ultimo giro di giostra con la dolcezza di un viso che si affaccia alla vita.
Pineta del Carso non è solo tristezza e paura di morire, ma anche allegria e sensazione di sentirsi amato, rispettato nel momento definitivo di addio alla vita.
Nelda

 

 

Autore: AIDA

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