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Stress sottovalutato – Oggi ne soffrono otto persone su dieci

Giornate frenetiche, ritmi di lavoro incalzanti, abitudini scorrette, precarietà, agitazione, nervosismo e ansia da prestazione. In poche parole, stress. Esaurimento psicofisico. Il “male” dei giorni nostri, quello che colpisce sempre più persone – si parla del 70-90 per cento della popolazione – che non riescono a reggere i ritmi della quotidianità o eventi traumatici, compresi giovani e bambini: un disturbo troppo sottovalutato e poco considerato che è sempre più presente nella società. Proprio in questo ambiente diviene fondamentale la figura dello psicologo, alla quale si ricorre per cercare di uscire da una situazione negativa che genera malessere.

«Lo stress è una cosa seria, a differenza di come spesso viene concepito anche nel mondo del lavoro, occorre tener presente che, oltre a pesanti incidenze documentate sulla gran parte delle grandi malattie, cardiovascolari, respiratorie, autoimmuni e neurologiche, comporta alti costi anche per la produttività», ha spiegato David Lazzari, psicologo, psicoterapeuta, direttore del servizio di psicologia dell’Azienda ospedaliera di Terni e presidente dell’Ordine dell’Umbria, che a Udine ha presentato la sua ultima pubblicazione “Bilancia il tuo stress”, una guida in cui raccoglie ed elenca strategie per gestire al meglio le energie e ritrovare l’equilibrio. «Viviamo in un contesto in cui il benessere materiale è maggiore e si traduce in un mondo più complesso che genera stress. Ho scritto questo libro proprio per diffondere la cultura del buon uso dello stress: il testo accompagna per mano il lettore nell’autovalutazione della propria bilancia del disturbo». Negli ultimi cinque anni, anche con le conseguenze della crisi e della perdita del posto di lavoro per molte persone le richieste di aiuto crescono e il fenomeno è sempre più evidente. È legato al contesto lavorativo, ma anche familiare, tra situazioni conflittuali e risultato dell’evoluzione di un modello che non fa più perno sull’immagine classica del nucleo, ma contempla invece nuove “forme”. E’ una società più aperta, ma non strutturata, che determina pro e contro. Occorre dunque dare la giusta attenzione a un fenomeno che colpisce, in diverse forme, molti individui e non sempre «agire sul sintomo, somministrando medicinali, senza prima considerare il contesto in cui vive il paziente, è la risposta. La soluzione c’è e non è nemmeno così drastica: piccoli momenti detox per il corpo e per la mente, abitudini salutari, attività rilassanti e rituali di benessere che aiutano a vivere meglio. A volte basta semplicemente “staccare la spina”.
I campanelli d’allarme:
– Situazioni di eccessiva ansia.
– Momenti di tristezza troppo frequenti.
– Difficoltà a livello fisico, tra disturbi del sonno, digestione e alimentari.
– Ammalarsi con troppa frequenza.
– Irritabilità.
– Comportamenti e abitudini compensative non sane (consumo di troppi caffè, alcool e sigarette).
Che fare?
– Mettere in campo “risorse personali” per comprendere quali situazioni lo determinano.
– Rivolgersi a uno specialista.
NB – I farmaci non risolvono il problema
Come vincere lo stress:
– Acquisire autoconsapevolezza di che cosa sia lo stress.
– Riconoscere e individuare i segnali dello stress personale.
– Creare strategie personali di adattamento alle condizioni che generano stress.
– Scacciare la negatività.
– Alimentazione corretta, attività fisica.
– Attenzione alle proprie funzioni corporee, attraverso la respirazione e l’apprendimento di tecniche di rilassamento muscolare.
– Attività che migliorano la qualità della vita, anche in termini ambientali.
fonte: Intranet ASUITs

Autore: AIDA

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