Associazione Interculturale Donne Assieme

I piaceri del Convivio passando per Trieste

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L’appuntamento del I° martedì del mese che l’associazione A.I.D.A. promuove con grande interesse e partecipazione da molti anni si arricchisce sempre più sul piano culturale. Martedì 4 aprile, presso la Nuova Biblioteca Comunale di Muggia, è stato presentato il libro “Piaceri del Convivio passando per Trieste” di Giuliano Relja. Relatrice Mara Rondi, una cara amica, vecchia conoscenza dell’associazione, lettrice anche degli elaborati finalisti del “Concorso Letterario”. Nell’accogliente sala, presente anche l’assessore alla Cultura e Sport Bellen, dopo i saluti della Presidente Paola Serra e dell’assessore con i ringraziamenti e i complimenti per le interessanti attività dell’A.I.D.A., la dott.ssa Mara Rondi ha spiegato e commentato il libro e il suo autore.  Un breve curriculum sulla vita del dott. Relja: quotato neurologo e con un grande amore per la cucina, Presidente per 10 anni dell’associazione “Accademia Italiana della Cucina”, l’unica per metodi scientifici riconosciuta in Italia, purtroppo scomparso, ha lasciato però un bel messaggio di argomenti veramente interessanti.

Di cucina se ne parla tanto, nelle varie riviste e trasmissioni televisive, ma fare cultura attraverso la cucina è molto importante. Il libro parla di Convivio, dal latino cum vivere ed è rivolto a chi sa molto o poco, ma soprattutto a chi vuole condividere il piacere di mangiare assieme, con soddisfazione e allegria. Il testo è uno strumento utile per tramandare la memoria storica: Relja con i suoi racconti, storie e riflessioni ci fa assaporare i piaceri della buona tavola dall’antichità ad oggi. Ci racconta che Platone nel 400 a.C. fu il primo a parlare di convivio, seguito da Dante nei tempi più moderni, dell’alimento principale della tavola, il pane, cum panis che risale ai tempi dei mercenari romani, del vino che nasce dopo la birra, anticamente molto acido ed inebriante, tanto che i romani per addolcirlo ci mettevano il miele. Parla di Caterina de Medici, donna molto importante, che impose lo stile italiano alla corte francese, tanto da introdurre l’uso della forchetta. Nel 1500 Pierre Buffet crea un mobile per adagiare sopra i cibi in mostra; nel 1800 viene compilata una pergamena con scritti tutti i cibi che i valletti servivano a tavola, ecco inventato il menù, originariamente scritto in francese, fu poi Vittorio Emanuele a tradurlo in italiano. Ci racconta anche del galateo, comportamenti corretti e accettati a tavola. Ci fa poi una domanda: esiste la cucina italiana? è piuttosto un patrimonio regionale molto variegato. Nella seconda parte del libro Relja parla della cucina triestina, con la sua tendenza austriaca, slovena, istriana e dalmata. Ci sono anche alcune ricette triestine, tra cui la” busara” cucinata dai pescatori all’interno delle barche con vari pesci, per soddisfare la fame nelle lunghe notti di pesca. Per finire una serie di diapositive con copertine di riviste mensili, libri, locandine di congressi e varie pubblicazioni. Ci dà anche un consiglio per le brave e volonterose cuoche: “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” scritto da Artusi nel 1891.

Nelda

 

Autore: AIDA

Associazione Interculturale Donne Assieme

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