Associazione Interculturale Donne Assieme

Più giardinaggio meno guai

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Se un po’ di verde sul balcone tira su il morale

Bastano 30-60 minuti – due o tre volte alla settimana  –  Prendersi cura di un giardino o di qualche vaso in un terrazzo regala innumerevoli vantaggi per la salute. Ma se non si ha neppure un balcone o magari in inverno non viene voglia di cimentarsi con il giardinaggio outdoor, perfino dedicarsi a una pianta da appartamento può far bene: lo ha dimostrato una ricerca della psicologa Ceri Phelps dell’università Trinity Saint David di Swansea, in Galles, condotta su un gruppo di donne con tumore al seno che per tre mesi si sono occupate di tre piantine in casa, appuntando su un diario sentimenti e impressioni. «Tutte, indipendentemente dallo stadio della malattia, hanno riferito di stare meglio, sentirsi più positive, avere una maggior sensazione di controllo della propria vita – ha raccontato la psicologa inglese -. Ciò dimostra che spesso basta davvero poco per migliorare il benessere: prendersi cura di un piccolo spazio verde ha grandi potenzialità, anche e soprattutto in chi deve confrontarsi con una patologia seria come un tumore». Vedere una pianta crescere grazie alle proprie attenzioni combatte la depressione associata alla malattia in tre casi su quattro.
– Impegnarsi con cesoie e rastrelli anziché usare strumenti elettrici o a benzina: «Chi si occupa di un fazzoletto di terra, piccolo o grande che sia, ha l’occasione per fare un’attività fisica regolare e piacevole: bastano 30-60 minuti due o tre volte alla settimana, lavorando a velocità costante e cambiando le posizioni ogni dieci minuti circa, per non sforzare troppo un gruppo muscolare rispetto agli altri.

– Se ci si occupa di piante in giardino o in terrazzo si sommano anche i benefici dello stare all’aperto: esporsi al sole, per esempio, garantisce una buona riserva di vitamina D, che modula l’attività del sistema immunitario e aiuta a prevenire l’osteoporosi.

– Prendersi cura delle piante migliora il benessere mentale, riducendo ansia e tensioni grazie a una diminuzione della produzione di cortisolo e “nutrendo” il cervello: alcune indagini hanno riferito un rischio di demenze senili inferiore del 3545 per cento in chi pratica il giardinaggio con regolarità.
– Venire a contatto diretto con i microrganismi presenti nel suolo può potenziare le capacità di risposta immunitaria facendo da “allenamento” per i linfociti. Un effetto collaterale del giardinaggio utilissimo nell’infanzia, perché l’esposizione ai germi del terriccio sembra in grado di ridurre la probabilità di sviluppare successive allergie: sì quindi all’aiuto dei bambini per prendersi cura del verde, in giardino o sul balcone.

– Piantare ortaggi e frutta aiuta anche a migliorare la qualità della dieta: chi coltiva vegetali per diletto tende ad aumentarne il consumo, a tutto vantaggio della salute. Molte specie, dai pomodori all’insalata, dalle fragole ai limoni, possono essere tenute in vaso e sono quindi alla portata anche dei “giardinieri urbani”.

 – Produrre da sé frutta e verdura fa risparmiare e soprattutto dà la certezza di mangiare cibo davvero biologico e sano, a chilometro zero, con un effetto positivo pure sull’ambiente.
– Chi non ha un giardino o un terrazzo, oltre a curare qualche pianta da appartamento, può occuparsi di un giardino o un orto sociale, gli spazi verdi gestiti da gruppi di cittadini che si possono trovare anche in città.                                                                    Da Intranet AOUTS

Autore: AIDA

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